Sicilia, eclissi parziale al tramonto il 12 agosto. La Spagna entra nella totalità e l’Isola guarda già al 2027

Il 12 agosto 2026 in Sicilia l’eclissi sarà soltanto parziale e breve, più visibile a occidente, mentre la totalità attraverserà la Spagna. Molto più spettacolare sarà quella del 2 agosto 2027, con oltre il 90% del Sole oscurato nelle aree siciliane più favorite e quasi il 99% a Lampedusa

Sintesi

Un’eclissi solare si produce quando, durante il novilunio, la Luna si dispone fra la Terra e il Sole e ne nasconde totalmente o parzialmente il disco. La sua orbita è inclinata rispetto a quella terrestre e per questo l’allineamento non avviene a ogni Luna nuova. Gli astronomi possono prevedere questi fenomeni con grandissima precisione grazie alla meccanica celeste e a cicli ricorrenti come il Saros, un periodo lungo circa 18 anni, 11 giorni e 8 ore.

La Penisola iberica ha atteso oltre 1 secolo per ritrovare la totalità. L’eclissi del 17 aprile 1912 è stata l’ultima totale osservabile dalla Penisola prima di quella del 2026, anche se in Spagna un’altra totalità è stata visibile nel 1959 esclusivamente dalle Canarie. I racconti del 1912 hanno tramandato il brusco mutamento della luce, la sensazione di freddo e l’insolito comportamento degli animali.

Il 12 agosto 2026 l’ombra centrale attraverserà le regioni artiche, la Groenlandia, l’Islanda e poi la Spagna, raggiungendo marginalmente anche il Portogallo nord-orientale. Nella Penisola iberica la totalità procederà da ovest verso est al tramonto e toccherà, tra le altre aree, Galizia, Castiglia e León, Paesi Baschi, Aragona, Comunità Valenciana e Baleari. La durata resterà generalmente inferiore a 2 minuti nelle località spagnole, mentre il Sole sarà già molto basso.

In Sicilia la situazione sarà completamente differente. I calcoli più aggiornati indicano per Palermo una copertura della superficie solare di circa il 24,88%, per Trapani circa il 29,90%, per Messina circa l’11,07% e per Catania circa il 10,40%. A Messina il fenomeno visibile inizierà alle 19:37, raggiungerà il massimo osservabile intorno alle 19:52 e terminerà alle 19:55, perché il Sole tramonterà durante l’eclissi. Nella fascia Taormina-Santa Teresa di Riva i tempi saranno quasi sovrapponibili.

L’osservazione richiederà comunque protezioni specifiche. Il Ministero della Salute ha ricordato che il Sole non va guardato direttamente neppure quando è parzialmente coperto o prossimo al tramonto e che occorrono filtri appositamente progettati per l’osservazione solare. Occhiali da sole, vetri anneriti, radiografie, pellicole e soluzioni artigianali non sono alternative sicure. In termini semplici, anche se la luce sembra debole in quanto il Sole è quasi tramontato, la retina può essere danneggiata senza provocare dolore immediato.

Quasi 1 anno dopo, il 2 agosto 2027, lo scenario per la Sicilia cambierà radicalmente. La totalità attraverserà il sud della Spagna e il Nord Africa, mentre nell’Isola l’eclissi resterà parziale ma supererà il 90% nelle aree più favorite. Lampedusa arriverà a circa il 99% pur rimanendo fuori dalla fascia di totalità. Tra Taormina, Santa Teresa di Riva e Messina il massimo cadrà attorno alle 11:18, con una copertura locale vicina all’87-90% secondo la località e il metodo di calcolo. Il 2027 sarà pertanto per la Sicilia molto più spettacolare del 2026, ma neppure allora la terraferma siciliana entrerà nella totalità.

In Spagna il fenomeno del 2026 ha assunto anche una dimensione economica e turistica. Le aree rurali attraversate dalla totalità hanno registrato una forte crescita della domanda ricettiva e il governo spagnolo ha indicato l’evento come occasione per portare visitatori nell’entroterra. Dopo il 2026 e la nuova eclissi totale del 2027, il 26 gennaio 2028 arriverà un’eclissi anulare, completando il cosiddetto trio iberico. in sostanza, un evento astronomico di pochi minuti ha già prodotto effetti su turismo, organizzazione territoriale e divulgazione scientifica destinati a protrarsi per più anni.

Articolo

La parola eclissi deriva dal greco “ékleipsis”, con il significato di venir meno o scomparire. Nel caso del Sole il fenomeno può verificarsi soltanto in prossimità del novilunio, quando la Luna passa fra la Terra e la nostra stella. Se l’allineamento è perfetto per chi si trova nella stretta fascia attraversata dal cono d’ombra, il disco solare viene occultato completamente e si osserva un’eclissi totale. Fuori da quella zona la copertura rimane parziale. L’orbita lunare è inclinata di circa 5 gradi rispetto al piano sul quale la Terra gira intorno al Sole ed è proprio questa inclinazione a impedire che un’eclissi solare avvenga a ogni Luna nuova.

La possibilità di prevedere con precisione questi appuntamenti deriva dalla conoscenza delle orbite e dei loro cicli. Uno dei più conosciuti è il Saros, che la NASA (National Aeronautics and Space Administration, Amministrazione nazionale per l’aeronautica e lo spazio) quantifica in circa 6.585,3 giorni, equivalenti a 18 anni, 11 giorni e 8 ore. In pratica, le eclissi tendono a ripetersi secondo uno schema abbastanza regolare. Ogni circa 18 anni, 11 giorni e 8 ore, chiamati ciclo di Saros, Sole, Terra e Luna tornano quasi nelle stesse posizioni reciproche. Per questo, dopo quel periodo, si verifica un’eclissi molto simile alla precedente. Però c’è un particolare: quelle 8 ore in più fanno sì che nel frattempo la Terra abbia ruotato di circa 1/3 di giro. Quindi l’eclissi successiva non sarà visibile dagli stessi luoghi, ma da una zona del pianeta spostata più a ovest. Dopo 3 cicli di Saros, cioè circa 54 anni e 1 mese, si arriva all’exeligmos: le 8 ore aggiuntive di ciascun Saros diventano complessivamente circa 24 ore, cioè un’intera rotazione terrestre. Per questo, dopo un exeligmos, un’eclissi simile può tornare a essere osservabile in una zona geografica molto più vicina a quella della precedente. Quindi, ancora più semplicemente: dopo circa 18 anni torna un’eclissi simile, ma in un’altra parte della Terra; dopo circa 54 anni può tornare anche in una zona abbastanza simile del pianeta.

Il 12 agosto 2026 questo meccanismo produrrà un’eclissi totale che attraverserà parte dell’Artico russo, la Groenlandia, l’Islanda e l’Atlantico settentrionale prima di raggiungere la Penisola iberica. In Italia, Sicilia compresa, il fenomeno resterà invece soltanto parziale. Le regioni italiane maggiormente favorite saranno quelle nord-occidentali e la Sardegna, mentre procedendo verso il centro e il Sud la frazione di Sole occultata diminuirà nettamente. A complicare l’osservazione sarà l’orario: l’eclissi si svilupperà al tramonto e servirà un orizzonte occidentale il più possibile basso e libero da rilievi, edifici o altri ostacoli.

Per comprendere il valore storico dell’evento spagnolo occorre tornare al 17 aprile 1912. Quella eclissi, di caratteristiche ibride e con una fase centrale estremamente breve in alcune zone, ha attraversato il nord-ovest della Penisola iberica appena 2 giorni dopo l’affondamento del Titanic, avvenuto il 15 aprile. Le cronache dell’epoca hanno raccontato l’improvvisa variazione della luce e della temperatura e anche comportamenti anomali degli animali. Tomás Martínez (maestro che osservò il fenomeno a O Barco de Valdeorras, comune della provincia di Ourense, in Galizia, Spagna nord-occidentale) descrisse un paesaggio improvvisamente cupo e il ritorno delle galline verso il ricovero, con una chioccia intenta a proteggere i pulcini. Non è però esatto definirla l’ultima eclissi totale vista in tutto il territorio spagnolo: nel 1959 un’altra totalità è stata osservabile dalle isole Canarie, mentre il 1912 rimane l’ultimo precedente della Penisola iberica.

Secondo l’IGN (Instituto Geográfico Nacional, Istituto geografico nazionale spagnolo), la fascia del 2026 attraverserà il Paese da ovest verso est passando da numerose province e città, da A Coruña fino alle Baleari. Burgos (comune e capoluogo dell’omonima provincia, nella comunità autonoma di Castiglia e León, Spagna settentrionale) sarà fra le località particolarmente favorevoli, con la fase totale poco dopo le 20:29 e una durata prossima a 1 minuto e 44 secondi. Il limite fondamentale resterà l’altezza del Sole, ormai vicino al tramonto. La durata massima globale della totalità raggiungerà circa 2 minuti e 18 secondi nei pressi dell’Islanda, quindi l’indicazione secondo cui in Spagna non si supereranno approssimativamente 1 minuto e 48 secondi è sostanzialmente coerente per le località iberiche più favorite, ma non descrive il massimo dell’intera eclissi.

In Sicilia, invece, i valori saranno molto più contenuti e soprattutto non uniformi. Per evitare equivoci bisogna distinguere 2 grandezze spesso confuse nelle informazioni diffuse in questi giorni: la magnitudine indica quale frazione del diametro apparente del Sole viene raggiunta dalla Luna, mentre l’oscuramento misura la percentuale dell’area del disco solare effettivamente coperta. Secondo i calcoli di TheSkyLive, Palermo, raggiungerà un oscuramento massimo di circa 24,88% alle 19:56; Trapani si collocherà intorno al 29,90%; Catania intorno al 10,40%; Messina intorno all’11,07%.

Per il tratto ionico messinese la brevità sarà ancora più evidente. TimeandDate indica per Messina l’inizio alle 19:37, il massimo osservabile alle 19:52 con magnitudine 0,293 e la conclusione alle 19:55, per una durata visibile complessiva di appena 18 minuti. Taormina avrà sostanzialmente gli stessi tempi, così come Santa Teresa di Riva (comune costiero ionico della Città metropolitana di Messina). Non ci sarà dunque il 12 agosto una profonda oscurità sulla costa ionica né un Sole quasi interamente nascosto. Sarà piuttosto un’eclissi parziale modesta, tagliata dal tramonto e percepibile soltanto disponendo di una visuale molto favorevole verso ovest.

Anche un Sole basso e parzialmente coperto non può essere osservato direttamente senza protezione. Il Ministero della Salute ha pubblicato il 30 luglio 2026 indicazioni specifiche per l’evento e ha richiamato l’impiego di visori solari conformi alla ISO 12312-2, standard della ISO (International Organization for Standardization, Organizzazione internazionale per la normazione) destinato ai filtri per la visione diretta del Sole. La semplice presenza della sigla, tuttavia, non dovrebbe essere l’unico criterio di scelta: è opportuno acquistare dispositivi integri e provenienti da produttori o rivenditori affidabili. Gli occhiali da sole ordinari non bastano, anche se scuri o sovrapposti, e non sono adatti vetri affumicati, radiografie, CD, pellicole fotografiche o filtri improvvisati. Per binocoli, telescopi e fotocamere occorrono filtri solari specifici montati davanti all’obiettivo, non sull’oculare.

Monica Varano (direttrice scientifica dell’IRCCS, Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico, Fondazione Bietti di Roma, centro specializzato in oftalmologia) ha ricordato in questi giorni che la minore sensazione di abbagliamento durante l’eclissi non equivale a una diminuzione innocua della radiazione che raggiunge l’occhio. L’esposizione può provocare retinopatia solare o danni fototraumatici alla macula, temporanei oppure permanenti, senza dolore immediato. Visione appannata, macchie centrali, deformazione delle immagini o maggiore sensibilità alla luce possono comparire anche successivamente e richiedono una valutazione oftalmologica.

L’eclissi non sarà soltanto uno spettacolo. Un gruppo dell’INAF (Istituto nazionale di astrofisica) guidato da Albino Carbognani (ricercatore dell’istituto a Bologna e astronomo specializzato nello studio dei piccoli corpi del Sistema solare), insieme a studiosi universitari, raggiungerà la zona di Burgos per il progetto VENTO (Vulcanoid Eclipse Near-sun Test Observations, osservazioni sperimentali dei vulcanoidi vicino al Sole durante l’eclissi). L’obiettivo sarà sfruttare la breve oscurità per collaudare strumenti destinati alla ricerca dei vulcanoidi, ipotetici asteroidi che potrebbero orbitare nella regione compresa fra Mercurio e il Sole ma che finora non sono mai stati osservati con certezza. L’esperimento servirà anche come prova generale in vista dell’eclissi del 2027.

Chi non raggiungerà la fascia di totalità potrà seguire il fenomeno anche attraverso la trasmissione dell’ESA (European Space Agency, Agenzia spaziale europea), prevista dalle 19:30 dall’Osservatorio astrofisico di Javalambre (struttura astronomica nella provincia di Teruel, comunità autonoma di Aragona, Spagna orientale), posto dentro la fascia di totalità. L’agenzia ha organizzato anche attività pubbliche a León e altre iniziative scientifiche e divulgative lungo il percorso dell’ombra.

La grande attesa ha avuto conseguenze anche economiche. Reuters ( un’agenzia di stampa britannica di proprietà della multinazionale canadese Thomson Reuters) ha documentato già dalla primavera un forte aumento delle prenotazioni internazionali nelle regioni interne interessate dal fenomeno e il tentativo delle autorità spagnole di trasformare l’eclissi in uno strumento per indirizzare parte dei flussi turistici dalle coste verso le aree rurali e scarsamente popolate. Le stime circolate sulla ricaduta economica variano a seconda dell’arco temporale e della metodologia utilizzata, quindi le cifre da centinaia di milioni fino a oltre 1 miliardo riferite al complesso dei 3 eventi iberici vanno considerate previsioni e non risultati economici già acquisiti.

Il confronto con il 2 agosto 2027 aiuta infine a capire perché il prossimo appuntamento sarà assai più rilevante per la Sicilia. Quel giorno la fascia di totalità attraverserà la parte meridionale della Spagna, lo Stretto di Gibilterra e una lunga porzione del Nord Africa, raggiungendo il massimo in Egitto con oltre 6 minuti di totalità. In Italia il fenomeno resterà parziale ma sarà molto profondo al Sud. L’Isola avrà oscuramenti superiori al 90% nelle aree maggiormente favorite e Lampedusa (isola e comune del Libero consorzio comunale di Agrigento) arriverà intorno al 99% pur restando appena fuori dalla fascia di totalità.

Nella fascia ionica fra Taormina e Messina il 2 agosto 2027 il fenomeno inizierà poco dopo le 10:00, raggiungerà il massimo verso le 11:18 e terminerà intorno alle 12:36. A differenza del 2026, il Sole sarà alto nel cielo e l’eclissi durerà più di 2 ore, quindi la diminuzione della luminosità sarà molto più marcata e facilmente percepibile. Conviene prenotarsi già da quest’anno nelle predette località siciliane. Resterà comunque un’eclissi parziale e sarà necessario mantenere i filtri protettivi per tutta la durata dell’osservazione. Dopo i 2 appuntamenti totali spagnoli, il 26 gennaio 2028 arriverà un’eclissi anulare che completerà la sequenza dei 3 grandi fenomeni iberici consecutivi.