Sintesi
Il 3 febbraio 2026 un pensionato di 72 anni è stato picchiato a Donnalucata per un presunto debito di 24.000 euro e il 29 luglio l’inchiesta ha portato all’arresto di 5 persone.

Il 26 luglio si è complicato il confronto tra il Palermo e il Comune sulla nuova convenzione collegata alla riqualificazione dello stadio “Renzo Barbera” e il 28 luglio il club ha annunciato lo stop al progetto qualora non fosse stato ripristinato il testo precedentemente condiviso, mentre il dibattito consiliare è stato anticipato al 30 luglio.

Il 27 luglio Ahmed Belkihal, bracciante algerino di 61 anni, è morto per un improvviso malore mentre lavorava in una serra di pomodori a Pachino e la Procura ha disposto l’autopsia.

Il 29 luglio un ingegnere, G. P. di 66 anni, è morto mentre rientrava in bicicletta a Savoca.
Nella stessa giornata a Sant’Agata di Militello sono state denunciate 9 persone e 2 società e sono stati sequestrati beni per quasi 3 milioni di euro nell’indagine sui crediti del Sismabonus.
A Noto un 53enne è stato denunciato dopo la scoperta di una discarica abusiva di rifiuti edilizi. A Casuzze pacchi di banconote per circa 600.000 euro sono finiti in mare da un motoscafo rimasto senza carburante e i 4 occupanti sono stati identificati.
A Messina un autista dell’Atm è stato colpito con un pugno dopo avere vietato a un passeggero di salire sull’autobus con una bicicletta.
Articolo
Il primo episodio in ordine temporale è avvenuto il 3 febbraio 2026 a Donnalucata (frazione di Scicli, comune della provincia di Ragusa), dove un pensionato di 72 anni è stato assalito per essere costretto, secondo l’accusa, a versare un presunto debito di 24.000 euro che ha sempre disconosciuto. Il 29 luglio i Carabinieri della Compagnia di Modica hanno eseguito un’ordinanza del Gip nei confronti di 5 persone accusate, a vario titolo, di tentata estorsione aggravata e lesioni personali aggravate. I 3 presunti esecutori, di 41, 43 e 45 anni, avrebbero colpito l’uomo con calci, pugni e schiaffi, minacciando di morte anche i suoi familiari. L’aggressione è stata registrata da una telecamera di sorveglianza. I 2 presunti mandanti sono fratelli gemelli di 52 anni ai quali gli investigatori hanno ricondotto precedenti prestiti concessi alla vittima e alla sua ex compagna. Nel corso delle perquisizioni sono stati sequestrati 48.000 euro in contanti, assegni e documenti di credito firmati dal pensionato, ai quali si sono aggiunti altri 6.500 euro rinvenuti nell’abitazione di uno degli indagati. Le accuse si trovano nella fase preliminare e dovranno essere verificate nel contraddittorio processuale, nel rispetto della presunzione di innocenza.
Il 26 luglio si è aperto un altro fronte a Palermo, dove il segretario generale comunale Raimondo Liotta (massimo dirigente amministrativo dell’ente) ha giudicato incompleta la proposta relativa alla riqualificazione dello stadio “Renzo Barbera”. Il fascicolo comprendeva il progetto e lo schema della nuova concessione, prevista per 90 anni e collegata alla candidatura della città a ospitare alcune partite degli Europei di calcio 2032. Nella nota sono state segnalate la mancanza di firme, pareri obbligatori e documenti depositati negli archivi ufficiali. La scadenza indicata per completare il percorso era il 31 luglio, in relazione agli adempimenti richiesti dalla Uefa (Unione delle federazioni calcistiche europee) e dalla Figc (Federazione italiana giuoco calcio). L’accordo in discussione è distinto dall’attuale concessione, già prorogata dal 21 dicembre 2026 al 20 dicembre 2032. Il 28 luglio si è ulteriormente irrigidito il confronto sullo stadio palermitano. La società calcistica ha comunicato che non avrebbe proseguito il progetto se non fosse stato ripristinato il testo precedentemente concordato, sostenendo che le modifiche tecnico-contabili avessero alterato il Pef (Piano economico-finanziario). L’Amministrazione ha replicato che gli interventi degli uffici erano obbligatori, non incidevano sull’equilibrio dell’operazione e riguardavano un investimento complessivo superiore a 300 milioni di euro. Il 29 luglio il Consiglio comunale ha anticipato al 30 l’avvio della discussione. Alla prima mattina del 30 luglio non risultava ancora raggiunta un’intesa definitiva e la riqualificazione, insieme alla candidatura per Euro 2032, restava subordinata all’esito del confronto istituzionale.
Il 27 luglio la cronaca si è spostata a Pachino (comune della provincia di Siracusa, in Sicilia), dove Ahmed Belkihal (bracciante agricolo originario dell’Algeria, Stato dell’Africa settentrionale) è stato colto da un malore mentre lavorava in una serra di pomodori in contrada Longarini. Aveva 61 anni, viveva regolarmente in Italia da circa 30 anni, era celibe, non aveva figli ed era iscritto al sindacato. Un collega ha prestato i primi soccorsi, ma i tentativi di rianimazione non sono serviti. Il decesso è avvenuto poco prima delle 13 e le prime ricostruzioni hanno indicato un arresto cardiaco. La Procura di Siracusa ha aperto un fascicolo e ha disposto l’esame autoptico per accertare la causa della morte e verificare se le condizioni termiche abbiano avuto un ruolo. Secondo la Flai Cgil (Federazione lavoratori agroindustria della Confederazione generale italiana del lavoro), l’ambulanza intervenuta è arrivata da Sortino e i tempi del soccorso hanno riproposto il problema della copertura sanitaria nelle campagne.
Il rapporto diretto tra il caldo e il decesso, tuttavia, non è stato ancora dimostrato. L’ordinanza regionale n. 1 del 12 giugno 2026, valida fino al 31 agosto, ha vietato il lavoro con esposizione prolungata al sole dalle 12.30 alle 16 nelle giornate indicate ad alto rischio, ma non ha richiamato espressamente le attività svolte all’interno delle serre. Il sindacato agricolo ha chiesto di estendere la sospensione anche a questi ambienti, nei quali la copertura e la scarsa ventilazione possono determinare temperature superiori a quelle esterne. Ninetta Siragusa e Sebastiano Di Pietro (segretari territoriali rispettivamente della Uil, Unione italiana del lavoro, e della Uila, Unione italiana dei lavoratori agroalimentari) hanno precisato che, dalle informazioni disponibili, non sarebbero emerse violazioni dell’ordinanza, ma hanno sollecitato defibrillatori, formazione per il primo soccorso e una valutazione più rigorosa del rischio microclimatico. La Corte di Cassazione, con la sentenza penale n. 14578 del 21 aprile 2026, ha inoltre ribadito in un diverso procedimento che l’esposizione a temperature elevate costituisce un pericolo prevedibile e deve essere affrontata dal datore di lavoro con un’organizzazione adeguata.
La mattina del 29 luglio un’altra morte improvvisa (comune della provincia ionica di Messina). Un un ingegnere di 66 anni, G. P. originario di Santa Teresa di Riva (comune della costa ionica messinese) e residente a Savoca (noto borgo collinare della provincia ionica di Messina), è deceduto a causa di un malore fulminante mentre rientrava in bicicletta verso la frazione Contura di Savoca. Stava percorrendo in bicicletta la strada provinciale 17 di San Pietro e Paolo quando improvvisamente ha perso conoscenza vicino all’ingresso della frazione ed è caduto sull’asfalto. Alcuni passanti hanno dato l’allarme e sul posto sono arrivate 2 ambulanze, provenienti dalle postazioni di Santa Teresa di Riva e Letojanni. Le manovre di rianimazione non hanno avuto esito. Gli accertamenti iniziali hanno escluso il coinvolgimento di altri veicoli e hanno ricondotto la morte a un malore fulminante.
Nella stessa giornata l’operazione denominata “Fake Sisma” (“falso sisma”) ha portato al sequestro preventivo di 2.903.600 euro nell’area di Sant’Agata di Militello (comune della provincia di Messina, in Sicilia). La Guardia di Finanza, coordinata dalla Procura di Patti, ha denunciato 9 persone e 2 società ipotizzando truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, autoriciclaggio, falsità ideologica e false asseverazioni. Secondo l’impostazione investigativa, 2 ingegneri avrebbero certificato come regolarmente eseguiti interventi antisismici mai realizzati o completati soltanto in parte in un condominio. I crediti fiscali così prodotti sarebbero stati ceduti dai proprietari attraverso lo sconto in fattura e successivamente trasferiti a terzi per trasformarli in denaro. Anche in questo procedimento responsabilità e contestazioni dovranno essere accertate con sentenza definitiva.
Il Sismabonus acquisti è un’agevolazione introdotta dall’articolo 16 del decreto legge n. 63 del 2013 per chi compra immobili ricostruiti mediante demolizione e interventi di riduzione del rischio sismico. Nel 2026 la detrazione ordinaria è pari al 50% per l’abitazione principale e al 36% negli altri casi, entro il limite di 96.000 euro per unità immobiliare. Queste percentuali descrivono il regime attuale e non necessariamente quello applicato ai crediti oggetto dell’inchiesta, che potrebbero essere stati formati sotto precedenti discipline. In un distinto procedimento la Cassazione, con la sentenza n. 22844 del 22 giugno 2026, si è occupata di crediti originati mediante false attestazioni sugli stati di avanzamento dei lavori, confermando la rilevanza penale delle certificazioni riferite a opere inesistenti.
Sempre il 29 luglio, a Noto (comune della provincia di Siracusa), il Corpo Forestale ha denunciato un uomo di 53 anni dopo settimane di appostamenti e riprese effettuate con droni (velivoli a pilotaggio remoto). Secondo gli accertamenti, i rifiuti speciali non pericolosi provenienti da demolizioni e cantieri sarebbero stati trasportati in un deposito di materiali edili e successivamente sotterrati in buche scavate in un terreno adiacente. L’area appartiene al fratello dell’indagato, che non sarebbe stato a conoscenza dell’attività. Gli investigatori stanno cercando di ricostruire l’intera filiera, individuando imprese, trasportatori e cantieri dai quali sarebbero arrivati gli scarti. La gestione di rifiuti senza le prescritte autorizzazioni è disciplinata, in via generale, dall’articolo 256 del decreto legislativo n. 152 del 2006.
Poche ore dopo, sulla spiaggia di Casuzze (frazione di Santa Croce Camerina, comune della provincia di Ragusa), si è verificato l’episodio più insolito. Un piccolo motoscafo semicabinato è rimasto senza carburante a poca distanza dal porto di Marina di Ragusa. Due dei 4 occupanti si sono allontanati per cercare benzina, mentre sull’imbarcazione sono rimasti un adulto e un adolescente. Quando la corrente ha spinto il natante verso la costa, alcuni bagnanti, temendo un naufragio, hanno chiamato la Guardia costiera. All’avvicinarsi dei soccorritori sarebbero stati gettati in acqua numerosi involucri contenenti banconote, trascinati dalle onde fino alla riva. Diverse persone hanno iniziato a raccoglierli, ma l’area è stata rapidamente raggiunta da polizia, carabinieri e finanzieri.
La somma recuperata è stata stimata in circa 600.000 euro. I 4 occupanti sono stati identificati e accompagnati negli uffici marittimi insieme al motoscafo, trainato in porto e perquisito con l’intervento della Polizia scientifica e della Digos (Divisione investigazioni generali e operazioni speciali). Non è stata chiarita la provenienza del denaro e non sono state comunicate contestazioni definitive. L’ipotesi di uno scambio illecito è rimasta una pista investigativa e non una conclusione ufficiale.
Nel pomeriggio la violenza ha raggiunto anche il trasporto pubblico di Messina. In via Socrate, nelle vicinanze di viale Gazzi, un conducente dell’Atm (Azienda Trasporti Messina), in servizio sulla linea 9, ha impedito a un passeggero di salire sull’autobus con una bicicletta, attenendosi al regolamento aziendale. Secondo la ricostruzione sindacale, l’uomo ha prima minacciato il lavoratore, poi lo ha colpito con un pugno al volto ed è fuggito pedalando. La Polizia di Stato ha avviato le ricerche, mentre l’autista è stato trasportato in ambulanza al Policlinico universitario.
Filt Cgil (Federazione italiana lavoratori trasporti della Confederazione generale italiana del lavoro), Uiltrasporti (Unione italiana del lavoro Trasporti), Faisa Cisal (Federazione autonoma italiana sindacale autoferrotranvieri della Confederazione italiana sindacati autonomi lavoratori) e Orsa Trasporti (Organizzazione sindacati autonomi e di base del settore trasporti) hanno parlato del terzo episodio violento in 5 giorni. Le organizzazioni hanno chiesto misure concrete a istituzioni, azienda e Forze dell’ordine, avvertendo che il ripetersi delle aggressioni potrebbe condurre a iniziative di protesta e all’interruzione del servizio.
Nel loro insieme, le vicende non hanno una causa comune, ma mostrano 3 fragilità ricorrenti: la tutela della vita nei luoghi di lavoro, la sicurezza di chi garantisce i servizi pubblici e la necessità di controlli efficaci sull’uso delle risorse fiscali e sullo smaltimento dei rifiuti. Sul piano giudiziario, dalle estorsioni ai crediti d’imposta fino al denaro recuperato in mare, le ricostruzioni restano provvisorie e dovranno essere confermate dalle successive attività investigative o processuali.

Giornalista pubblicista, ex direttore di una precedente testata e attuale direttore di Mediterranea24.









