Sintesi
In Sicilia aumentano rapidamente le richieste di sostegno economico da parte delle imprese danneggiate dal ciclone Harry e dalla frana di Niscemi. In meno di una settimana dall’apertura della piattaforma gestita da Irfis FinSicilia sono state presentate 57 domande per un valore complessivo di 14,2 milioni di euro su una dotazione disponibile di 18 milioni. Il piano regionale finanziato attraverso Fondo Sicilia prevede contributi a fondo perduto e prestiti agevolati a tasso zero per sostenere la ricostruzione e il rilancio produttivo. La misura segue i precedenti interventi emergenziali già attivati dalla Regione Siciliana con il programma “Ristori 1”. Il presidente della Regione Renato Schifani ha definito il numero delle richieste un segnale di fiducia verso l’intervento pubblico. Restano disponibili meno di 4 milioni di euro prima dell’esaurimento delle risorse. Le aziende di Niscemi hanno presentato 3 istanze per circa 650mila euro. Le misure si inseriscono nel quadro degli interventi regionali e nazionali successivi agli eventi calamitosi del gennaio 2026 che hanno colpito Sicilia, Calabria e Sardegna.

Articolo
La Sicilia continua a fare i conti con le conseguenze economiche provocate dal ciclone Harry e dalla frana di Niscemi, eventi calamitosi che tra il 19 e il 21 gennaio 2026 hanno colpito vaste aree dell’Isola causando danni a infrastrutture, attività commerciali, stabilimenti balneari e imprese produttive. A pochi giorni dall’attivazione della piattaforma digitale di Irfis FinSicilia, società finanziaria controllata dalla Regione Siciliana, le richieste di agevolazione economica hanno già raggiunto quota 14,2 milioni di euro, avvicinandosi rapidamente al plafond disponibile di 18 milioni previsto dal programma regionale di sostegno.

Le istanze presentate risultano essere 57 e riguardano micro, piccole e medie imprese che avevano formalmente comunicato i danni subiti ai Comuni territorialmente competenti oppure alla Protezione Civile regionale. L’intervento economico rappresenta la cosiddetta “fase 2” successiva all’emergenza immediata e punta alla ripartenza produttiva e alla ricostruzione delle attività economiche colpite dalle mareggiate e dal dissesto idrogeologico. Le domande vengono esaminate attraverso una procedura valutativa a sportello con istruttoria semplificata.

Il quadro normativo e amministrativo dell’operazione prende forma attraverso diversi atti emanati nel corso del 2026. Il 26 gennaio il Consiglio dei ministri ha deliberato lo stato di emergenza per i territori colpiti dal ciclone Harry. Successivamente la Regione Siciliana ha approvato la Legge regionale n. 3 del 30 gennaio 2026 destinata ai primi ristori emergenziali. Il 18 febbraio è stato emanato il DDG (Decreto del dirigente generale) n. 405 relativo ai contributi straordinari per le imprese danneggiate. Il 6 marzo la Giunta regionale ha approvato la Deliberazione n. 99 che ha definito il nuovo pacchetto di interventi finanziari collegati a Fondo Sicilia. Il 23 marzo è seguito il Decreto dell’assessore regionale all’Economia n. 16 che ha disciplinato le modalità operative delle agevolazioni. Infine, il 29 aprile 2026 è stato pubblicato l’avviso definitivo di Irfis FinSicilia per la concessione dei nuovi finanziamenti e contributi destinati alla ricostruzione.
Le agevolazioni prevedono la copertura fino al 100% dell’investimento ammissibile con un limite massimo fissato a 400mila euro per ciascuna impresa. Il sostegno economico sarà composto per il 60% da un finanziamento agevolato a tasso zero e per il restante 40% da un contributo a fondo perduto. Le somme potranno essere utilizzate per opere edilizie, ristrutturazioni, acquisto di macchinari, arredi, attrezzature produttive e ripristino delle sedi operative. I finanziamenti avranno durata massima di 15 anni comprensivi di un periodo di preammortamento fino a 3 anni. Le imprese beneficiarie dovranno avviare gli investimenti entro 12 mesi dalla concessione del contributo, pena la revoca delle agevolazioni.
Particolarmente delicata resta la situazione di Niscemi, nel territorio della provincia di Caltanissetta, dove il vasto movimento franoso verificatosi tra gennaio e febbraio 2026 ha provocato evacuazioni, crolli e danni diffusi. Secondo le relazioni tecniche diffuse negli ultimi mesi, il fronte della frana ha superato diversi chilometri di estensione interessando abitazioni, strade e servizi pubblici. La Regione Siciliana ha consentito l’accesso agli aiuti anche alle imprese situate fuori dalla cosiddetta “zona rossa”, purché sia stato dimostrato il nesso diretto tra il dissesto e i danni economici subiti. Tra le richieste già inoltrate sulla piattaforma Irfis, 3 riguardano proprio aziende di Niscemi per un valore complessivo di circa 650mila euro.
Il presidente della Regione Siciliana Renato Schifani ha commentato positivamente i primi dati sulle richieste presentate sostenendo che il numero delle domande rappresenti un indicatore concreto della fiducia delle imprese verso gli strumenti predisposti dal governo regionale. Schifani ha inoltre richiamato i risultati della precedente misura denominata “Ristori 1”, avviata il 17 febbraio 2026, che aveva consentito l’erogazione di 766 contributi per un totale vicino ai 14 milioni di euro destinati alle attività economiche nella fase iniziale dell’emergenza.
Nelle ultime settimane anche associazioni imprenditoriali e rappresentanti del comparto turistico-balneare hanno espresso apprezzamento per la semplificazione delle procedure amministrative introdotte dalla Regione. L’assessore regionale al Territorio e Ambiente Giusi Savarino ha dichiarato che le nuove misure consentiranno alle imprese balneari danneggiate dalle mareggiate di riprendere l’attività in vista della stagione estiva, evitando ulteriori ricadute economiche sui territori costieri maggiormente colpiti dal maltempo.
Dal punto di vista giuridico e amministrativo, il sistema di ristori straordinari si collega alle normative nazionali in materia di protezione civile e agli strumenti europei relativi agli aiuti “de minimis”, cioè le forme di sostegno economico pubblico considerate compatibili con le regole dell’Unione europea entro determinate soglie finanziarie. L’avviso pubblicato da Irfis richiama infatti il Regolamento UE (Unione europea) 2023/2831 e il D.Lgs (Decreto legislativo) 36/2023 relativo ai requisiti di regolarità amministrativa e agli affidamenti pubblici.
Resta però elevata la preoccupazione per la rapidità con cui il fondo disponibile si sta esaurendo. A oggi risultano ancora disponibili meno di 4 milioni di euro rispetto alla dotazione originaria. La piattaforma resterà aperta senza una vera scadenza temporale fino al completo utilizzo delle risorse stanziate, ma il ritmo delle richieste lascia prevedere che il plafond possa essere raggiunto in tempi relativamente brevi.

Giornalista pubblicista, ex direttore di una precedente testata e attuale direttore di Mediterranea24.









