Sicilia. Comandanti Liberty assolti: cade l’accusa sulle tratte per le Eolie

Il Tribunale di Barcellona Pozzo di Gotto scagiona quattro comandanti indagati dal 2022 per presunte irregolarità nei collegamenti marittimi tra Milazzo e le Isole Eolie, riconoscendo la priorità della sicurezza nella gestione delle corse

Sintesi

Il procedimento giudiziario avviato nel 2022 sulle tratte marittime tra Milazzo e le Isole Eolie si conclude con l’assoluzione dei comandanti coinvolti perché il fatto non sussiste. Le accuse riguardavano interruzione di pubblico servizio e presunte anomalie nei registri di bordo a seguito di segnalazioni dei residenti. Il Tribunale ha riconosciuto la correttezza delle decisioni operative fondate su criteri di sicurezza. La società Liberty Lines esprime soddisfazione e ribadisce il proprio impegno verso collegamenti affidabili. Il caso riapre il tema delle cancellazioni per condizioni meteo variabili che incidono su turismo e vita quotidiana nelle isole.

Articolo

Si chiude con una pronuncia liberatoria la vicenda giudiziaria che ha coinvolto quattro comandanti della compagnia Liberty Lines, operativa nei collegamenti tra Milazzo e l’arcipelago delle Eolie. Il Tribunale di Barcellona Pozzo di Gotto, centro della provincia di Messina affacciato sul versante tirrenico, ha stabilito l’assoluzione con la formula “perché il fatto non sussiste”, smontando integralmente l’impianto accusatorio costruito a partire dal 2022.

L’indagine, coordinata dalla Procura della Repubblica locale con il supporto dell’Ufficio Circondariale Marittimo di Lipari e della Guardia di Finanza di Milazzo (corpo di polizia economico-finanziaria dello Stato), aveva preso forma in seguito alle segnalazioni provenienti da cittadini residenti nelle isole. Al centro delle contestazioni vi erano la sospensione di alcune corse marittime e presunte irregolarità nella compilazione dei giornali di bordo, documenti ufficiali che registrano le attività della navigazione e le decisioni del comandante.

Gli imputati, Marcello Santagati, Achille Maniscalco, Pietropaolo Stellario e Filippo Tinchi, assistiti dai legali Fabrizio Formica e Pierfrancesco Lembo, sono stati completamente prosciolti. Il Giudice ha riconosciuto che le scelte adottate durante il servizio erano coerenti con i protocolli di sicurezza e con le responsabilità giuridiche attribuite al comandante, figura che per normativa è tenuta a garantire l’incolumità dei passeggeri e dell’equipaggio anche a costo di sospendere la navigazione.

Secondo la ricostruzione emersa in aula, le decisioni contestate erano legate a condizioni meteo ritenute non idonee alla navigazione, elemento che rientra nelle valutazioni discrezionali ma obbligate del comandante. La sentenza sottolinea come non siano emersi elementi idonei a dimostrare una volontaria interruzione del servizio pubblico, né comportamenti difformi rispetto alle norme vigenti in materia di sicurezza marittima.

La società Liberty Lines, principale operatore nei collegamenti veloci con le isole siciliane, ha espresso “piena soddisfazione” per l’esito del giudizio, evidenziando come i propri comandanti abbiano agito con prudenza e professionalità durante un lungo iter processuale. L’azienda ha inoltre ribadito il proprio orientamento verso un servizio efficiente, sicuro e rispettoso delle esigenze delle comunità isolane, sottolineando il ruolo strategico del trasporto marittimo per territori caratterizzati da insularità strutturale.

Il caso ha riportato all’attenzione pubblica una criticità cronica: la cancellazione delle corse in presenza di condizioni meteo incerte. Tale fenomeno, pur giustificato da esigenze di sicurezza, genera disagi sia per i residenti sia per il comparto turistico, in un arcipelago che registra circa 500 mila presenze annue. Il bilanciamento tra continuità territoriale e tutela della sicurezza resta dunque un nodo centrale nel dibattito sulle politiche dei trasporti marittimi.

In termini normativi, la responsabilità del comandante è disciplinata dal codice della navigazione, che attribuisce al responsabile dell’unità navale piena autonomia decisionale in materia di sicurezza. La giurisprudenza più recente conferma un orientamento consolidato secondo cui le scelte prudenziali, se motivate da condizioni oggettive e documentate, non configurano reato anche in presenza di disservizi. In questo quadro, la sentenza del Tribunale di Barcellona Pozzo di Gotto si inserisce come ulteriore conferma di un principio già affermato: la sicurezza della navigazione prevale su qualsiasi altra esigenza operativa o commerciale.