Sicilia. Caldo percepito in tutte le province. Preallerta incendi, morti nei campi e stalle in sofferenza

Le previsioni non indicherebbero a breve una tregua dal caldo. Al Centro-Sud il caldo potrebbe persistere oltre Ferragosto, con temporali isolati e un calo delle temperature lento e discontinuo

Sintesi

Le ondate di calore sono periodi di diversi giorni durante i quali temperature elevate, forte umidità, sole intenso e scarsa ventilazione possono mettere in difficoltà l’organismo. In Italia il sistema nazionale di sorveglianza è stato sperimentato dopo l’eccezionale estate del 2003 ed è diventato operativo nel 2004, arrivando progressivamente a controllare 27 città con previsioni a 24, 48 e 72 ore. Il colore rosso non segnala soltanto una giornata molto calda, ma un pericolo prolungato che può coinvolgere anche persone giovani e sane.

Il bollettino regionale valido per il oggi 5 agosto 2026 ha collocato Catania al livello 3 con 39 °C percepiti, Palermo allo stesso livello con 37 °C e Messina al livello 2 con 38 °C. Per il 6 agosto sono state previste rispettivamente temperature percepite di 38, 36 e 39 °C, con tutte e 3 le città al livello massimo. Le 9 province siciliane sono state inoltre classificate con pericolosità media e fase di preallerta per gli incendi. In parole povere: il rischio sanitario è già molto alto nelle principali città e, pur non essendoci ancora l’allerta antincendio più grave, un rogo potrebbe acquistare intensità e diffondersi rapidamente.

Nella Penisola sono state 25 su 27 le città contrassegnate dal bollino rosso, mentre il 6 agosto il livello massimo è stato esteso anche a Messina e Reggio Calabria, coinvolgendo tutti i centri monitorati. L’aggiornamento meteorologico diffuso il 5 agosto ha ridimensionato l’ipotesi di un rapido cedimento dell’anticiclone: al Nord è possibile una flessione tra il 9 e il 10 agosto, mentre al Centro-Sud il caldo intenso potrebbe proseguire oltre Ferragosto. In pratica: qualche temporale locale non rappresenterà la conclusione dell’ondata e nel Mezzogiorno la diminuzione sarà lenta e irregolare.

Le previsioni disponibili dal 5 all’11 agosto indicano: ad Agrigento massime comprese tra 32 e 35 °C; a Messina 36 °C oggi e successivamente 33-34 °C, con minime di 27-28 °C; a Trapani 33-34 °C; a Catania 34-35 °C; a Siracusa 34-36 °C; a Ragusa un calo da 36 a 32-34 °C, accompagnato da possibili rovesci; a Caltanissetta una discesa da 35 a 30-32 °C; a Enna da 34 a 29-30 °C; a Palermo valori sostanzialmente stabili tra 32 e 33 °C. In sostanza: le zone interne potranno beneficiare di un’attenuazione più evidente, mentre coste e Sicilia orientale continueranno ad avere caldo persistente e notti poco fresche.

Dal 14 giugno al 3 agosto sono morti almeno 16 lavoratori agricoli, 5 dei quali, secondo il bilancio sindacale, a causa delle temperature estreme. L’ultimo episodio ha riguardato un giovane di 19 anni, di origine rumena, colpito da un malore il 2 agosto mentre raccoglieva pomodori nelle campagne cremonesi. Negli allevamenti il caldo ha contemporaneamente determinato una riduzione della produzione di latte di circa il 10%, difficoltà nell’approvvigionamento idrico e incrementi dei costi energetici superiori al 15%. In termini semplici: l’afa non costituisce soltanto un disagio, ma può provocare conseguenze mortali per chi lavora all’aperto e pesanti danni all’agricoltura.

La crisi ha interessato anche il resto d’Europa, dove incendi e temperature eccezionali hanno prodotto danni economici stimati in oltre 3 miliardi di euro. In Francia circa 1.500 vigili del fuoco sono stati impegnati nel dipartimento del Var, Vienna ha raggiunto il nuovo primato austriaco di 41 °C e, nello zoo di Tama a Tokyo, 3 leonesse sono morte nel corso di una settimana per un sospetto colpo di calore. In parole povere: non si tratta di un’emergenza circoscritta alla Sicilia o all’Italia, ma di un fenomeno che sta colpendo contemporaneamente popolazione, animali, territori e attività economiche.

A Tokyo 3 leonesse sono morte in una settimana, probabilmente per gli effetti combinati di caldo e umidità, che hanno causato grave disidratazione e insufficienza multiorgano

Articolo

L’ondata di calore è una fase meteorologica durante la quale temperature molto superiori ai valori abituali persistono per diversi giorni, spesso insieme a umidità elevata, intensa radiazione solare e ventilazione debole. Non esiste una soglia identica per ogni territorio, poiché il rischio dipende dalle caratteristiche climatiche locali, dalla durata dell’evento e dalla capacità della popolazione di adattarsi. L’accumulo di calore ostacola la termoregolazione, cioè il processo attraverso il quale l’organismo mantiene stabile la propria temperatura, e può determinare disidratazione, aggravamento di patologie croniche, collasso e colpo di calore.

La drammatica estate europea del 2003, associata a un forte aumento della mortalità, ha spinto l’Italia a sperimentare un sistema di previsione sanitaria, divenuto operativo nel 2004. Il programma utilizza gli HHWWS (Heat Health Watch Warning Systems, sistemi di sorveglianza e allarme per il rapporto tra caldo e salute) e oggi pubblica bollettini giornalieri per 27 città, con valutazioni a 24, 48 e 72 ore. Il livello 0 indica l’assenza di condizioni pericolose, il livello 1 precede un possibile rischio, il livello 2 segnala temperature capaci di danneggiare le persone più fragili e il livello 3 corrisponde a un’emergenza persistente che può interessare l’intera popolazione.

Il quadro siciliano è stato precisato dall’avviso n. 163, emanato il 4 agosto dal DRPC (Dipartimento regionale della Protezione civile) e valido dalla mezzanotte del 5 agosto. Catania ha raggiunto il livello 3 con una temperatura massima percepita di 39 °C; Palermo ha registrato lo stesso livello con 37 °C; Messina è stata collocata al livello 2 con 38 °C. Per il 6 agosto il documento ha previsto 38 °C a Catania, 36 °C a Palermo e 39 °C a Messina, con il bollino rosso esteso a tutte e 3 le città.

Lo stesso avviso ha indicato per Agrigento, Caltanissetta, Catania, Enna, Messina, Palermo, Ragusa, Siracusa e Trapani una pericolosità media per gli incendi e la fase di preallerta. Questa classificazione non significa che un incendio sia necessariamente già in corso, ma che la vegetazione, l’umidità ridotta e le condizioni meteorologiche possono favorire fiamme di elevata intensità e una propagazione veloce. I sindaci devono pertanto mantenere i collegamenti con strutture operative, Prefetture e amministrazione regionale, mentre la campagna AIB (antincendio boschivo) resta pienamente attiva nell’Isola.

La situazione nazionale è ulteriormente peggiorata tra il 5 e il 6 agosto. Nel primo giorno sono risultate rosse 25 città sulle 27 controllate dal Ministero della Salute, mentre nel secondo anche Messina e Reggio Calabria sono passate al livello 3. Il rosso indica condizioni prolungate di emergenza e non riguarda esclusivamente anziani, bambini o malati cronici, poiché può creare problemi anche a persone sane impegnate in attività fisiche o lavorative.

Le valutazioni meteorologiche sono state modificate nel giro di pochi giorni. Federico Brescia (meteorologo di iLMeteo.it) aveva previsto massime di 38-39 °C nelle aree interne del Centro e nella Pianura Padana, con punte di 40 °C nei territori più esposti all’accumulo termico. Dino Zardi (professore di fisica dell’atmosfera e del clima all’Università di Trento) aveva intravisto dal 7 agosto una prima infiltrazione fresca al Nord, capace di generare temporali soprattutto sulle Alpi. L’aggiornamento del 5 agosto, illustrato da Lorenzo Tedici (meteorologo e responsabile dei rapporti con i mezzi di informazione della medesima società), ha però rinviato una flessione settentrionale al 9-10 agosto e ha prospettato per il Centro-Sud temperature opprimenti almeno fino a Ferragosto, con una diminuzione più concreta soltanto dal 17-18 agosto.

Daniele Ingemi, noto giovane meteorologo messinese di Meteo.net, prevede che l’anticiclone africano continuerà a dominare il quadro meteorologico almeno fino a Ferragosto. Fino al 7-8 agosto il caldo resterà intenso, con temperature spesso comprese tra 32 e 35 °C e punte locali di 36-37 °C, mentre l’elevata umidità accentuerà l’afa nelle ore serali e notturne. Tra l’8 e il 10 agosto è atteso un temporaneo calo di 3-5 °C, senza una vera interruzione dell’estate, seguito da una nuova intensificazione del caldo fino al 15 agosto. Soltanto dopo Ferragosto potrebbe verificarsi una diminuzione più significativa delle temperature, soprattutto al Centro-Nord, mentre le regioni meridionali continueranno probabilmente a essere interessate da valori elevati.

Nell’Isola, tuttavia, l’evoluzione non sarà uniforme. Le previsioni fino all’11 agosto indicano ad Agrigento 32 °C il 5 agosto e un aumento fino a 35 °C; a Messina 36 °C iniziali e successivamente 33-34 °C, con minime notturne comprese tra 27 e 28 °C; a Trapani massime di 33-34 °C; a Catania valori tra 34 e 35 °C; a Siracusa 36 °C il 5 agosto e poi 34-35 °C; a Ragusa un passaggio da 36 a 32-34 °C, con possibili rovesci; a Caltanissetta una riduzione da 35 a 30-32 °C; a Enna un calo da 34 a 29-30 °C; a Palermo una sostanziale stabilità tra 32 e 33 °C.

I temporali previsti in alcune zone interne saranno generalmente localizzati e non equivalgono all’arrivo di una perturbazione organizzata. L’elevata umidità continuerà inoltre ad accrescere il disagio bioclimatico, cioè la sensazione di malessere prodotta dalla combinazione di temperatura, umidità e scarsa ventilazione. Lungo le coste saranno frequenti le cosiddette “notti tropicali”, espressione con la quale si indicano le notti in cui il termometro non scende sotto 20 °C, impedendo a persone, abitazioni e animali di recuperare il calore accumulato durante il giorno.

Il Ministero ha aggiornato nel luglio 2026 le linee di indirizzo nazionali, includendo le più recenti indicazioni dell’OMS (Organizzazione mondiale della sanità) e collegando il monitoraggio del caldo a quello dell’inquinamento atmosferico. Il piano utilizza i dati sulla mortalità giornaliera e sugli accessi ai Pronto soccorso per individuare rapidamente aumenti anomali e attivare interventi rivolti alle persone vulnerabili. L’integrazione è importante perché alte temperature, ozono e particolato fine possono agire contemporaneamente e amplificare gli effetti su apparato respiratorio e cardiovascolare.

Le conseguenze più gravi hanno riguardato il lavoro agricolo. La FLAI-CGIL (Federazione Lavoratori AgroIndustria della Confederazione Generale Italiana del Lavoro) ha riferito che dal 14 giugno al 3 agosto sono morti almeno 16 addetti del settore e che 5 decessi sono stati provocati dalle temperature estreme. Il caso più recente si è verificato il 2 agosto a Stagno Lombardo (comune della provincia di Cremona, Lombardia), dove un lavoratore di 19 anni, di origine rumena, ha accusato un malore durante la raccolta dei pomodori ed è deceduto in ospedale. Silvia Guaraldi (segretaria nazionale della federazione, esponente sindacale e non di un partito) ha denunciato che il profitto non può essere anteposto alla salute, ribadendo che “la vita delle lavoratrici e dei lavoratori agricoli non è merce”.

In Sicilia la tutela è stata rafforzata dall’ordinanza regionale n. 1 del 12 giugno 2026, efficace fino al 31 agosto. Il provvedimento vieta il lavoro tra le 12.30 e le 16 nelle località in cui la piattaforma Worklimate (sistema di previsione del rischio termico per i lavoratori) segnala un livello alto e quando le attività comportano una prolungata esposizione al sole. La misura riguarda in particolare agricoltura, florovivaismo, edilizia, attività collegate ai cantieri e cave. Gli interventi urgenti di pubblica utilità possono proseguire, ma soltanto adottando ripari ombreggiati, pause, turnazioni, acqua, abbigliamento adeguato e tutte le altre misure necessarie a ridurre il pericolo.

L’ordinanza non sostituisce gli obblighi generali previsti dal decreto legislativo 81 del 2008, conosciuto come Testo unico sulla salute e sicurezza sul lavoro. Il datore deve valutare anche il microclima, l’irraggiamento solare e gli agenti atmosferici, indipendentemente dal settore e dalla presenza di uno specifico divieto regionale. Le imprese possono inoltre chiedere la CIGO (Cassa integrazione guadagni ordinaria) per “temperature elevate”: l’INPS può riconoscere il trattamento quando vengono superati 35 °C, ma anche con valori inferiori se la temperatura percepita, i macchinari, l’esposizione solare o i dispositivi di protezione rendono comunque pericolosa l’attività. L’INAIL (Istituto nazionale per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro) mette a disposizione strumenti tecnici per effettuare questa valutazione.

Anche la giurisprudenza ha recentemente consolidato questa responsabilità. Con la sentenza n. 14578, depositata il 21 aprile 2026, la quarta sezione penale della Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un datore di lavoro e ha lasciato ferma la condanna relativa a un operaio colpito da ipertermia in un cantiere. Il lavoratore aveva riportato un danno cerebrale irreversibile ed era morto circa un anno dopo. I Giudici hanno ricordato che occorre evitare lavori faticosi all’esterno nelle ore più calde, prevedere riposi frequenti, aree ombreggiate, corretta idratazione e abbigliamento idoneo. La decisione ha richiamato il precedente n. 30789 del 2022, riguardante un altro decesso per colpo di calore, e ha confermato che le influenze atmosferiche rientrano tra i rischi fisici che il datore è obbligato a prevenire.

Il caldo ha colpito duramente anche gli allevamenti. Alessandro Mocellin (presidente del settore Latte di Confcooperative Agroalimentare, rappresentante del movimento cooperativo e senza appartenenze politiche indicate) ha segnalato che gli animali non riescono più a recuperare durante le ore notturne e stanno sviluppando condizioni patologiche normalmente poco frequenti. Nei primi giorni di agosto la produzione di latte è diminuita di circa il 10% rispetto all’ultima settimana di luglio, mentre sono aumentate le difficoltà nel reperimento dell’acqua e dei foraggi. I costi energetici sono saliti di oltre il 15%, anche per l’uso continuativo di ventilatori, impianti di raffrescamento e sistemi di abbeveraggio.

La canicola ha contemporaneamente alimentato gli incendi. Le cronache hanno segnalato nuove fiamme nell’aquilano e nell’area napoletana, mentre il Piemonte ha dichiarato lo stato di emergenza regionale per la crisi idrica e i roghi boschivi. In Francia circa 1.500 pompieri sono stati impegnati nel Var (dipartimento della regione Provenza-Alpi-Costa Azzurra, nella parte sud-orientale del Paese). Un’analisi del Financial Times (quotidiano economico-finanziario britannico) ha stimato in oltre 3 miliardi di euro i danni già causati in Europa da incendi e temperature estreme.

Il primato di Vienna (capitale dell’Austria) è stato aggiornato a 41 °C nella stazione di Stammersdorf, superando il precedente record nazionale di 40,5 °C registrato nel 2013. A Tokyo (capitale del Giappone), 3 leonesse di 3, 11 e 15 anni sono morte nell’arco di una settimana nel Tama Zoological Park (parco zoologico situato nella parte occidentale della capitale). Gli esami hanno riscontrato grave disidratazione e insufficienza di più organi, anche se la causa definitiva è rimasta oggetto di accertamento. L’episodio ha mostrato come l’unione tra caldo e umidità possa creare difficoltà persino ad animali originari di regioni naturalmente calde, ma abituati a condizioni più secche.