Sintesi
La Regione Siciliana ha aperto il 7 maggio 2026 la piattaforma gestita da Irfis FinSicilia Spa per consentire alle imprese di richiedere incentivi destinati alle assunzioni a tempo indeterminato e alla trasformazione dei contratti precari in rapporti stabili. La misura, prevista dalla legge regionale di Stabilità 2026 e finanziata con 450 milioni di euro nel triennio 2026-2028, punta a rafforzare il sistema produttivo dell’Isola e ad aumentare l’occupazione stabile attraverso contributi a fondo perduto pari al 10% del costo del lavoro, elevabili al 15% in presenza di specifici requisiti sociali, ambientali e organizzativi. Secondo le stime dell’assessorato regionale all’Economia, le assunzioni potrebbero raggiungere 81 mila unità nel solo 2026 e superare quota 240 mila entro il 2028. Restano esclusi il lavoro domestico, l’apprendistato e gran parte del settore agricolo, mentre potranno accedere le imprese private con sede operativa in Sicilia e in regola con normativa contributiva e sicurezza sul lavoro. Dal 21 maggio partirà inoltre un secondo bando dedicato alle imprese che effettuano investimenti produttivi, con ulteriori 150 milioni di euro nel triennio.

Articolo
Si apre oggi, 7 maggio 2026, alle ore 12, la piattaforma informatica predisposta dalla Regione Siciliana e gestita da Irfis FinSicilia Spa per la presentazione delle domande relative agli incentivi per le assunzioni a tempo indeterminato nell’Isola. Il provvedimento nasce dall’articolo 1 della legge regionale di Stabilità 2026 ed è stato finanziato con una dotazione complessiva di 450 milioni di euro distribuiti nel triennio 2026-2028, con 150 milioni stanziati per ciascun esercizio finanziario attraverso il Fondo Sicilia. La piattaforma resterà disponibile fino alle ore 12 del 31 dicembre 2026, salvo esaurimento anticipato delle risorse previste dall’avviso pubblico.

L’obiettivo della misura è favorire occupazione stabile e crescita produttiva, sostenendo sia le nuove assunzioni a tempo indeterminato sia la trasformazione dei contratti a termine in rapporti continuativi. Il contributo economico sarà concesso a fondo perduto e corrisponderà al 10% del costo totale del lavoro sostenuto nei 36 mesi successivi all’assunzione. La percentuale potrà salire al 15% in presenza di specifiche condizioni aziendali, tra cui l’introduzione di strumenti di welfare aziendale, certificazioni ESG (Environmental, Social and Governance, parametri ambientali, sociali e di gestione aziendale), investimenti aggiuntivi in salute e sicurezza, accordi per la riduzione stabile dell’orario lavorativo a 35 ore settimanali a parità di stipendio oppure l’assunzione di donne e lavoratori over 50 disoccupati da almeno 2 anni.

Il presidente della Regione Siciliana Renato Schifani ha definito il piano “un intervento economico importante, orientato al futuro e inserito in una strategia di sviluppo strutturale”. Secondo il presidente, la misura rappresenta un sostegno concreto alle imprese siciliane e mira a rafforzare il sistema economico regionale attraverso lavoro stabile e qualificato. L’assessore regionale all’Economia Alessandro Dagnino, illustrando la relazione tecnica allegata alla legge finanziaria regionale, ha spiegato che il programma potrebbe generare 61 mila stabilizzazioni già nel 2026, cifra destinata a crescere con ulteriori 20 mila contratti entro fine anno, fino a superare 240 mila rapporti di lavoro complessivi entro il 2028, qualora il sistema imprenditoriale rispondesse positivamente.
In ordine cronologico: il percorso normativo parte il 9 gennaio 2026 con l’entrata in vigore della legge regionale di Stabilità, che introduce il nuovo sistema di incentivi all’occupazione stabile. Da quella data risultano ammissibili le assunzioni agevolabili. Il 7 maggio 2026 viene aperta la piattaforma online di Irfis FinSicilia per la presentazione delle domande relative all’articolo 1 della manovra economica regionale. Il 21 maggio 2026, invece, prenderà il via un secondo avviso collegato all’articolo 2 della stessa legge finanziaria, dedicato alle imprese che effettuano investimenti produttivi e che assumono personale. Quest’ultima misura avrà una disponibilità finanziaria di ulteriori 50 milioni di euro l’anno nel triennio 2026-2028 e potrebbe generare altri 60 mila contratti di lavoro.
Possono accedere ai contributi tutti i datori di lavoro privati, comprese le organizzazioni senza scopo di lucro che svolgono attività economica, purché in possesso dei requisiti previsti dal bando regionale. Tra questi figurano la partita IVA attiva, almeno una sede produttiva in Sicilia, regolarità contributiva, rispetto delle norme in materia di lavoro, sicurezza e contrattazione collettiva. Sono invece esclusi gli operatori agricoli, salvo le imprese agroindustriali, oltre ai rapporti di apprendistato e ai contratti di lavoro domestico.
Le domande dovranno essere trasmesse esclusivamente in modalità telematica dal legale rappresentante o dal datore di lavoro mediante firma digitale. Ogni azienda potrà presentare una sola istanza comprendente tutti i lavoratori assunti nell’anno di riferimento. Secondo le simulazioni elaborate dall’assessorato regionale all’Economia, il contributo medio previsto si aggirerebbe intorno ai 2.500 euro per contratto stabile.
La misura si inserisce in un contesto economico particolarmente delicato per la Sicilia, caratterizzato da elevati livelli di precarietà occupazionale e da una forte emigrazione giovanile verso il Nord Italia e l’estero. I dati Svimez (Associazione per lo sviluppo dell’industria nel Mezzogiorno) e Istat (Istituto nazionale di statistica) degli ultimi anni hanno evidenziato come il Sud continui a registrare tassi di occupazione inferiori rispetto alla media nazionale, soprattutto tra donne e giovani. In questo quadro la Regione punta a incentivare contratti duraturi, tentando di ridurre il peso del lavoro precario e intermittente.
Sul piano giuridico, la misura dovrà rispettare anche la normativa europea sugli aiuti di Stato, disciplinata dagli articoli 107 e 108 del TFUE (Trattato sul funzionamento dell’Unione europea), oltre alle disposizioni nazionali in materia di incentivi all’occupazione e tutela della concorrenza. La Corte dei conti, in precedenti relazioni sui fondi regionali destinati alle imprese, ha più volte richiamato le Amministrazioni pubbliche alla necessità di monitorare attentamente l’efficacia degli incentivi e la reale creazione di nuova occupazione stabile. Anche la giurisprudenza amministrativa ha ribadito in varie occasioni che i contributi pubblici alle imprese devono essere subordinati a criteri trasparenti, verificabili e coerenti con gli obiettivi occupazionali dichiarati.
Negli ultimi giorni diverse organizzazioni imprenditoriali e sindacali siciliane hanno accolto positivamente il provvedimento, pur sottolineando la necessità di semplificare le procedure burocratiche e accelerare i tempi di erogazione dei contributi. Secondo esponenti di Confindustria Sicilia, Confcommercio e CNA (Confederazione nazionale dell’artigianato), il piano potrebbe incentivare nuove assunzioni soprattutto nei settori servizi, turismo, industria leggera e trasformazione alimentare, purché accompagnato da stabilità normativa e rapidità amministrativa. I sindacati, invece, insistono sulla necessità di vigilare affinché gli incentivi non vengano utilizzati per sostituire rapporti di lavoro già esistenti o per creare occupazione solo temporaneamente sostenuta dal denaro pubblico.
Il Governo Schifani punta ora su una campagna di comunicazione per favorire l’adesione delle imprese siciliane. L’Esecutivo regionale considera il piano uno dei cardini della strategia economica per il triennio 2026-2028, insieme agli incentivi destinati agli investimenti produttivi e alle misure collegate alla crescita industriale. Resta però centrale la capacità del sistema imprenditoriale siciliano di intercettare le risorse disponibili e trasformarle in occupazione reale e duratura, in una regione che continua a registrare forti squilibri economici e sociali rispetto al resto del Paese.

Giornalista pubblicista, ex direttore di una precedente testata e attuale direttore di Mediterranea24.









