Sicilia, agevolazione per chi si trasferisce dall’estero e formazione per l’innovazione

Operativa l’agevolazione per chi si trasferisce dall’estero, mentre €15 milioni sostengono i percorsi post diploma collegati alle imprese e alle tecnologie strategiche

Sintesi

Dal 1 gennaio 2026 le persone fisiche che trasferiscono la residenza dall’estero e fissano il domicilio fiscale in Sicilia possono ottenere un contributo per 3 anni. Occorre però acquistare un immobile o effettuare lavori edilizi ammessi entro 12 mesi. Il beneficio è del 50%, sale al 60% nei comuni con meno di 5.000 abitanti e non può superare €100.000 annui. In termini semplici, il trasferimento da solo non basta: bisogna investire anche in una casa dell’Isola.

Il 5 agosto 2026 sono state definite le modalità operative del contributo fiscale. Chi ha trasferito residenza e domicilio nel 2026 potrà presentare la prima domanda dal 1 settembre al 31 dicembre 2027. Sono previsti controlli, restituzione delle somme in caso di perdita dei requisiti e pagamento mediante bonifico o credito d’imposta. In pratica, l’agevolazione arriverà soltanto dopo la dichiarazione dei redditi e la verifica della documentazione.

L’11 agosto 2026 è stato approvato l’Avviso 36, che assegna €15 milioni alle 11 Fondazioni ITS Academy riconosciute. L’obiettivo minimo comprende 27 corsi e tra 960 e 1.440 partecipanti, con almeno metà dell’offerta dedicata alle tecnologie STEP. In sostanza, il finanziamento viene attribuito agli organismi che progettano e gestiscono i corsi, non direttamente agli studenti.

Il monitoraggio pubblicato nel luglio 2026 ha rilevato in Sicilia 683 iscritti, 337 diplomati e 233 occupati nei percorsi conclusi. I tassi regionali di conseguimento del titolo e di inserimento lavorativo sono rimasti inferiori alle medie nazionali. In parole povere, il sistema offre concrete opportunità professionali, ma deve ridurre gli abbandoni e accompagnare al diploma un numero maggiore di studenti.

I percorsi sono destinati a occupati e disoccupati residenti o domiciliati nell’Isola, ammessi attraverso una selezione. Prevedono lezioni, attività di laboratorio e tirocini aziendali, con durate comprese tra 1.800 e 3.000 ore. La frequenza richiesta per sostenere l’esame finale è almeno dell’80%. Detto in modo semplice, si tratta di una formazione superiore molto pratica, costruita insieme alle imprese per facilitare l’ingresso nel lavoro.

Articolo

Il contributo per i nuovi residenti ha avuto origine dall’articolo 25 della legge regionale 5 gennaio 2026, n. 1, pubblicata il 9 gennaio e successivamente riproposta nel testo coordinato della legge di stabilità. La misura ha introdotto un sostegno parametrato all’IRPEF (Imposta sul reddito delle persone fisiche) per attirare persone, redditi e competenze, favorire il rientro degli emigrati e contrastare lo spopolamento.

La successione degli atti è stata questa: il 9 aprile 2026 la giunta ha esaminato favorevolmente lo schema con la deliberazione n. 161; il 6 maggio la commissione Bilancio dell’ARS ha espresso parere positivo, chiedendo una clausola contro i trasferimenti di residenza artificiosi; il 19 maggio è stato firmato il decreto assessoriale n. 30, pubblicato il 5 giugno; il 5 agosto Silvio Cuffaro (dirigente generale del Dipartimento regionale delle Finanze e del credito) ha emanato il decreto n. 1017 con modelli e procedure.

Possono chiedere il contributo le persone fisiche che, tra il 1 gennaio 2026 e il 31 dicembre 2028, trasferiscono la residenza dall’estero in Italia e stabiliscono il domicilio fiscale in un comune siciliano. Entro 12 mesi devono acquistare un immobile nell’Isola oppure realizzare, su una casa già posseduta, opere di recupero, restauro, risanamento conservativo o ristrutturazione. La manutenzione ordinaria è esclusa. Devono inoltre percepire redditi da lavoro dipendente, entrate assimilate o pensioni tassabili in Italia.

La proprietà dell’immobile, la residenza e il domicilio fiscale devono essere conservati fino al 31 dicembre del secondo anno successivo a quello del trasferimento. La violazione comporta la revoca integrale e la restituzione degli importi, maggiorati degli interessi legali. Il contributo non è cumulabile con altre agevolazioni statali o regionali dirette ad attirare nuovi residenti. Se chi, oltre allo stipendio o alla pensione, svolge anche un’attività imprenditoriale, artistica o professionale può ricevere il contributo soltanto entro il limite complessivo degli aiuti pubblici consentito dall’Unione europea. Se ha già ottenuto altre agevolazioni, queste vengono sommate: il nuovo contributo potrebbe quindi essere ridotto o non riconosciuto per la parte che supera il tetto previsto. Non è una tassa o una penalità, ma un limite agli aiuti pubblici destinati alle attività economiche.

La legge e il decreto assessoriale hanno fissato la misura ordinaria al 50% dell’IRPEF dichiarata, dovuta e interamente versata per 3 annualità, entro €100.000 ogni anno. La percentuale passa al 60% quando l’immobile si trova in un comune con meno di 5.000 residenti, calcolati sui dati dell’ISTAT al 31 dicembre dell’anno precedente. Nell’esempio diffuso dall’amministrazione, per €100.000 di imposta pagata, €50.000 tornano al contribuente; €29.000 affluiscono allo Stato; €21.000 restano nelle casse regionali. Se la persona trasferisce il domicilio fiscale in Sicilia durante l’anno, il contributo non viene necessariamente calcolato su tutta l’imposta annuale, ma soltanto sulla quota attribuibile alla Regione dopo il trasferimento. In sostanza, chi arriva a metà anno potrebbe ricevere un contributo inferiore rispetto a chi è fiscalmente domiciliato nell’Isola per l’intero anno.

Le richieste devono essere presentate separatamente per ogni annualità attraverso la piattaforma che sarà resa disponibile. Per chi si è trasferito nel 2026 le finestre sono dal 1 settembre al 31 dicembre del 2027, 2028 e 2029; per i trasferimenti del 2027 gli stessi periodi ricadono nel 2028, 2029 e 2030; per quelli del 2028 le domande vanno inoltrate nel 2029, 2030 e 2031. Devono essere allegati l’autocertificazione di residenza e domicilio, l’atto notarile oppure i titoli edilizi con le prove delle spese, la dichiarazione dei redditi e la documentazione dell’imposta pagata.

Il Dipartimento deve comunicare l’esito mediante PEC entro 60 giorni lavorativi, salvo sospensioni per integrazioni documentali. Il richiedente può indicare il bonifico oppure, dopo la convenzione con l’Agenzia delle Entrate, un credito d’imposta non cedibile, utilizzabile telematicamente con il modello F24 dal decimo giorno del mese successivo alla comunicazione. I controlli devono riguardare almeno il 10% delle istanze e comprendono verifiche antimafia, contributive e fiscali quando necessarie.

Tra le dichiarazioni istituzionali più recenti, diffuse il 12 agosto 2026, Renato Schifani (presidente della Regione Siciliana ed esponente di Forza Italia) ha definito l’intervento “una norma fortemente voluta”, sottolineandone la funzione per il rientro dei giovani e delle competenze. Alessandro Dagnino (assessore regionale all’Economia, avvocato tributarista e componente tecnico della giunta) ha indicato l’obiettivo di “fare della fiscalità uno strumento di attrazione”.

La seconda iniziativa ha radici precedenti. Gli istituti tecnici superiori sono stati progettati con il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 25 gennaio 2008 e hanno iniziato a operare nel 2010. La legge statale 15 luglio 2022, n. 99 ha poi riorganizzato il settore come sistema terziario di istruzione tecnologica superiore e ha adottato il nome ITS (Istituti tecnologici superiori) Academy (accademie). Sono percorsi non universitari costruiti con aziende, atenei ed enti territoriali per preparare tecnici specializzati.

Con il decreto n. 3259 dell’11 agosto 2026 è stato approvato l’Avviso 36 per l’anno formativo 2026-2027. La dotazione è di €15 milioni del FSE+ (Fondo sociale europeo Plus) 2021-2027. Fino a €11,5 milioni possono essere destinati alla STEP (Piattaforma per le tecnologie strategiche per l’Europa), mentre le attività estranee a questa priorità non possono superare €7,5 milioni. L’obiettivo regionale comprende almeno 27 corsi, tra 960 e 1.440 partecipanti e una quota STEP non inferiore al 50%.

L’avviso è rivolto alle 11 fondazioni accreditate, che possono inoltrare una PEC distinta per ciascun progetto entro le 23:59:59 del 10 settembre 2026. L’offerta iniziale viene distribuita secondo i diplomati prodotti tra il 2023 e il 2025: 4 corsi per chi ne ha avuti più di 180; 3 per la fascia tra 100 e 179; 2 tra 50 e 99; 1 sotto quota 50. Ulteriori progetti possono essere finanziati attraverso la graduatoria e la disponibilità residua.

Gli studenti non presentano domanda direttamente all’amministrazione, ma partecipano alle selezioni organizzate dalle singole fondazioni. Possono concorrere occupati e disoccupati residenti o domiciliati in Sicilia con diploma secondario. Sono ammessi anche i titolari di diploma quadriennale IeFP (Istruzione e formazione professionale), accompagnato da una specializzazione IFTS (Istruzione e formazione tecnica superiore) di almeno 800 ore. Le classi devono partire con almeno 20 allievi entro il 30 novembre 2026, con uno slittamento eccezionale al 10 dicembre soltanto in caso di scorrimento della graduatoria.

I percorsi biennali corrispondono al livello 5 dell’EQF (Quadro europeo delle qualifiche) e comprendono 1.800 o 2.000 ore. Quelli triennali raggiungono il livello 6 con 3.000 ore. I costi massimi riconoscibili sono €330.349, €340.335 e €390.265, secondo la durata, mentre ogni fondazione deve assicurare un cofinanziamento del 10%. Almeno il 50% dei docenti deve provenire dal mondo del lavoro e a questi professionisti deve essere affidato almeno il 60% delle ore. Lo stage (tirocinio) copre almeno il 35% dell’attività nei bienni e il 45% nei trienni. Per sostenere l’esame finale occorre aver frequentato almeno l’80% del monte orario.

Le tecnologie finanziabili comprendono intelligenza artificiale, sicurezza informatica, robotica, quantistica e deep tech (tecnologie avanzate ad alta intensità di ricerca), oltre a energia pulita, accumulo, economia circolare, biotecnologie e applicazioni dual use (a impiego civile e militare). Le lezioni in presenza restano prioritarie e i corsi devono concludersi entro 24 o 36 mesi, con una proroga massima di 6 mesi.

Il monitoraggio nazionale INDIRE 2026 ha registrato in Italia 13.195 iscritti ai corsi conclusi nel 2024, 9.991 diplomati e 7.964 occupati a un anno dal titolo, il 92,8% dei quali in un lavoro coerente. Il rapporto dedicato alla Sicilia ha rilevato 683 iscritti, 337 diplomati e 233 occupati. Il tasso regionale di conseguimento del titolo è stato del 49,3%, contro il 75,7% nazionale, mentre quello di occupazione dei diplomati si è fermato al 69,1%, rispetto al 79,7% italiano.

Mimmo Turano (assessore regionale all’Istruzione e alla formazione professionale ed esponente della Lega) ha presentato il nuovo finanziamento come un investimento in professionalità qualificate, sviluppato insieme a imprese, università ed enti locali. I numeri di INDIRE (Istituto nazionale di documentazione, innovazione e ricerca educativa) confermano l’utilità occupazionale del modello, ma mostrano anche che la sua efficacia siciliana dipenderà dalla capacità di contenere le rinunce, completare i corsi e collegare stabilmente i diplomati alle aziende.

Nell’immagine di copertina, Mussomeli (comune del libero Consorzio comunale di Caltanissetta), Termini Imerese (comune della Città metropolitana di Palermo, Sicilia), impianti dell’incubatore per la meccatronica, Siracusa esami ITS Academy presso Confindustria.