Sintesi
Jacques Leveugle, 79enne francese, è stato formalmente incriminato dalla Procura di Grenoble per presunti stupri e aggressioni sessuali aggravate su 89 minori tra i 13 e i 17 anni commessi tra il 1967 e il 2022 in numerosi Paesi tra Europa, Africa, Asia e America. La sua identità è stata resa nota per sollecitare ulteriori vittime e testimoni a farsi avanti prima della chiusura dell’inchiesta nel 2026. L’accusa si basa su 15 “memoir” ritrovati su una chiavetta USB con dettagli su rapporti sessuali e sugli spostamenti che lo vedrebbero attivo in nazioni quali Germania, Svizzera, Marocco, Algeria, Niger, Filippine, India, Colombia e Nuova Caledonia mentre esercitava come educatore, insegnante e guida. Leveugle è in custodia cautelare dal 2025 dopo essere stato posto in stato di fermo nel 2024 per le ipotesi di reato e ha anche confessato di aver soffocato la madre malata e la zia anziana in episodi separati, con un fascicolo parallelo aperto. Le Autorità francesi hanno istituito un numero per le segnalazioni e sottolineano l’urgenza di raccogliere testimonianze a causa della prescrizione e dell’età avanzata dell’indagato.

Articolo
Jacques Leveugle, 79enne francese, nato ad Annecy nel 1946, è stato messo sotto formalissima accusa per stupro e aggressione sessuale aggravata nei confronti di 89 minorenni, con i fatti che a oggi si estendono su un arco temporale di oltre 55 anni tra il 1967 e il 2022. Le Procure di Grenoble e le autorità giudiziarie transalpine hanno deciso di rendere pubblica la sua identità, in un passo non convenzionale secondo la legge francese, per permettere ad altre potenziali vittime e a testimoni di contattare gli inquirenti prima che il fascicolo venga chiuso nel 2026 in vista di un processo.

Le accuse nei confronti di Leveugle comprendono casi di violenze e rapporti sessuali con minori di età compresa tra i 13 e i 17 anni avvenuti non solo in territorio francese ma anche in numerose nazioni all’estero, inclusi Germania, Svizzera, Marocco, Algeria, Niger, Filippine, India, Colombia e Nuova Caledonia, territorio d’oltremare francese nel Pacifico. Le indagini sono state avviate nel 2022 dopo che il nipote di Leveugle ha rinvenuto una chiavetta USB contenente una raccolta di scritti, descritti dagli inquirenti come 15 volumi di “memorie”, nei quali l’indagato narrava dettagliatamente i rapporti sessuali con minori e i luoghi in cui si sarebbero verificati.

Sebbene Leveugle sia stato posto sotto formalissima indagine nel febbraio 2024 e trattenuto in regime di custodia cautelare preventiva dall’aprile del 2025, la Procura, guidata da Étienne Manteaux, ha ampliato l’appello mettendo a disposizione una linea diretta per raccogliere nuove segnalazioni di vittimizzazione e testimonianze utili alle indagini, sottolineando la difficoltà degli accertamenti a causa dei decenni trascorsi e delle identità incomplete nei documenti.
Le Autorità hanno inoltre reso noto che Leveugle ha confessato davanti agli inquirenti l’uccisione della madre, allora malata terminale di cancro, soffocata con un cuscino negli anni Settanta, e della zia novantaduenne, uccisa con la stessa modalità negli anni Novanta; tali ammissioni hanno dato luogo a un fascicolo separato rispetto alle accuse di abusi sessuali.
La decisione di divulgare il nome e l’identità dell’indagato, cosa piuttosto rara nel sistema giudiziario francese, riflette la gravità e l’estensione internazionale delle ipotesi di reato, nonché la necessità percepita delle Autorità di garantire che possibili vittime si presentino prima che la prescrizione renda inapplicabili alcuni capi di imputazione.
Al momento sono centinaia le persone che hanno già testimoniato o fornito informazioni agli investigatori dal 2022, ma restano molte lacune nelle identità delle presunte vittime, con solo una minima parte di esse che ha formalmente presentato denunce civili.
L’iniziativa delle Autorità francesi di contattare potenziali vittime all’estero e la pubblicazione di fotografie e dettagli su Leveugle mirano, oltre a raccogliere prove, a rompere decenni di silenzio dietro questi abusi, mentre l’opinione pubblica e i media internazionali seguono il caso come uno dei più estesi casi di presunti abusi su minori nel panorama giudiziario contemporaneo.

Giornalista pubblicista, ex direttore di una precedente testata e attuale direttore di Mediterranea24.









