Settembre cambia passo, ma in Sicilia il caldo resiste, si guarda alla metà del mese

Ancora un'estate settembrina per i prossimi giorni. Poi dovrebbero aumentare instabilità, piogge e vento, ma le temperature potrebbero restare sopra la media fino alla fine del mese

Sintesi

Daniele Ingemi, meteorologo messinese da anni impegnato anche nella divulgazione televisiva e radiofonica, nella propria pagina Facebook, continua a indicare una prima parte di settembre con caratteristiche ancora estive. Nel Messinese sole, caldo e punte intorno ai 30-31 °C dovrebbero resistere per buona parte della prossima settimana, mentre il cambiamento più significativo rimane collocato dalla metà del mese in avanti. L’estate comincia a perdere stabilità, ma non scompare improvvisamente.

Una perturbazione atlantica dovrebbe attraversare l’Italia tra mercoledì 9 e giovedì 10 settembre. Bernardo Gozzini, direttore del consorzio LaMMA del Consiglio Nazionale delle Ricerche, prevede un deciso aumento dell’instabilità, con temporali localmente intensi, vento e grandine, estesi successivamente anche al Sud. Per la Sicilia, tuttavia, le diverse elaborazioni non coincidono ancora sull’intensità e sulla diffusione delle piogge. Non è quindi possibile parlare oggi di un peggioramento uniforme su tutta l’Isola.

La previsione mensile dell’Aeronautica Militare, aggiornata il 4 settembre, vede invece un segnale più chiaro di instabilità tra il 14 e il 20 settembre, soprattutto al Sud, e correnti occidentali ancora moderatamente instabili nella settimana successiva. Le temperature dovrebbero diminuire lentamente ma restare superiori alle medie climatiche. Arriveranno più pause dal caldo, non necessariamente l’autunno pieno.

Anche nella parte finale del mese aumenta la probabilità di precipitazioni sulle Isole maggiori, mentre rimane possibile qualche ritorno di giornate molto miti o calde. Settembre 2026 sembra quindi destinato a diventare più variabile, con meno continuità anticiclonica ma senza una definitiva chiusura dell’estate. Sole, pioggia e vento potrebbero alternarsi con maggiore frequenza.

Articolo

Ingemi: l’estate settembrina non cede subito

Il primo riferimento per la Sicilia nord-orientale è Daniele Ingemi (tecnico meteorologo certificato secondo gli standard WMO, giornalista pubblicista ed esperto meteorologo del Comune di Messina), meteorologo messinese che dal 2010 collabora con giornali, radio e televisioni locali e dal 2013 cura le previsioni di TempoStretto. Il Comune di Messina lo coinvolge inoltre nelle attività di Protezione civile e nel monitoraggio degli eventi meteorologici estremi.

Nell’aggiornamento pubblicato venerdì 4 settembre Ingemi ha previsto la prosecuzione dell’estate settembrina nel Messinese, con alta pressione ancora capace di garantire stabilità nel fine settimana e per buona parte della settimana successiva. Le temperature, dopo modeste oscillazioni, possono ancora raggiungere valori di circa 30-31 °C. Solo l’avvicinamento di sistemi più instabili dovrebbe progressivamente indebolire questa situazione.

Il quadro diventa ancora più interessante osservando le sue analisi a maggiore distanza. Il 27 agosto, interpretando le proiezioni del Centro europeo per le previsioni meteorologiche a medio termine, ECMWF (European Centre for Medium-Range Weather Forecasts), Ingemi aveva prospettato una prima parte di settembre generalmente più calda della norma, soprattutto al Centro-Sud e sulle Isole maggiori, con i primi segnali di transizione verso condizioni autunnali dalla metà del mese. Il 3 settembre ha nuovamente indicato proprio la seconda parte di settembre come il periodo nel quale i grandi centri di calcolo cominciano a vedere un cambiamento più consistente della circolazione.

Dal 9 settembre arriva la perturbazione atlantica

A livello nazionale il cambiamento più vicino è previsto tra il 9 e il 10 settembre. Bernardo Gozzini (direttore del consorzio LaMMA, Laboratorio di monitoraggio e modellistica ambientale, del Consiglio Nazionale delle Ricerche) ha spiegato che una depressione atlantica raggiungerà inizialmente Gran Bretagna e Francia per poi avvicinarsi all’Italia. L’ingresso di aria più fresca in quota sopra una massa atmosferica ancora molto calda favorirà temporali che localmente potranno risultare intensi, accompagnati da grandine e raffiche di vento. Gozzini ha parlato della possibile “rottura di una lunga estate”, precisando però che la successiva evoluzione rimane incerta.

Il 9 settembre l’instabilità dovrebbe interessare soprattutto il Centro-Nord, mentre giovedì 10 il sistema potrebbe spingersi verso le regioni tirreniche e meridionali, Sicilia compresa. Qui occorre però una precisazione importante: la previsione mensile dell’Aeronautica Militare emessa il 4 settembre continua a indicare, per la settimana dal 7 al 13, una maggiore stabilità sulle estreme regioni meridionali, precipitazioni complessivamente inferiori alla media sulle Isole maggiori e temperature nettamente superiori ai valori normali.

Non si tratta necessariamente di 2 previsioni incompatibili. Una perturbazione può produrre rovesci o temporali in alcune zone della Sicilia senza fare diventare piovosa l’intera settimana e senza portare gli accumuli complessivi oltre la media climatica. La posizione esatta della depressione e la traiettoria delle masse d’aria nei prossimi giorni stabiliranno quanto il peggioramento riuscirà effettivamente a penetrare sull’Isola.

La svolta più credibile dalla metà di settembre

È proprio dalla settimana 14-20 settembre che il segnale diventa più interessante per la Sicilia. Secondo l’ultima elaborazione dell’Aeronautica Militare, la saccatura presente sull’Europa centrale dovrebbe approfondirsi verso il Mediterraneo centrale, aumentando l’instabilità soprattutto sul versante adriatico e al Sud. Le precipitazioni potrebbero diventare superiori alla norma su parte del Meridione e a sud della Sicilia.

Anche le temperature dovrebbero attenuarsi, ma questo è il punto che impedisce di annunciare una vera anticipazione dell’autunno: i valori sono previsti ancora superiori alla media climatologica praticamente su tutto il Paese. In altre parole, potranno arrivare rovesci, temporali, vento e giornate meno calde senza che settembre perda del tutto le proprie caratteristiche estive.

Dal 21 settembre più piogge, ma il caldo può tornare

Nella settimana dal 21 al 27 settembre l’Aeronautica Militare ipotizza correnti occidentali moderatamente instabili. Le precipitazioni dovrebbero generalmente riportarsi sui valori tipici del periodo, con una possibile anomalia più piovosa proprio lungo le coste di Sicilia e Sardegna, mentre le temperature continuerebbero a mantenersi sopra la media climatica.

Anche per il periodo compreso tra il 28 settembre e il 4 ottobre, pur con un’affidabilità necessariamente inferiore, rimane possibile una ventilazione occidentale con precipitazioni leggermente superiori alla norma al Sud e sulle Isole maggiori. Le temperature potrebbero diminuire ulteriormente, ma restare ancora complessivamente miti. La fine del grande caldo continuo non equivale quindi alla fine definitiva delle giornate oltre i 30 °C.

Un Mediterraneo caldo rende più delicati i contrasti

Ingemi aveva già ricordato a giugno, durante un intervento televisivo, che le acque molto calde del Mediterraneo costituiscono una grande riserva di energia e umidità: l’ingresso di aria fresca in quota può favorire lo sviluppo di temporali molto localizzati ma intensi. Questo non significa che ogni perturbazione debba produrre fenomeni estremi, in quanto servono contemporaneamente altre condizioni atmosferiche favorevoli, ma rende ancora più importante seguire gli aggiornamenti a breve scadenza.

È lo stesso tema affrontato da : il passaggio dall’estate all’autunno non avviene attraverso una data precisa, soprattutto nel Mediterraneo contemporaneo. Periodi anticiclonici possono alternarsi rapidamente a infiltrazioni fresche e perturbazioni, mentre il mare conserva per settimane parte del calore accumulato durante l’estate.

Per questo la fotografia più probabile della seconda metà di settembre non è quella di un autunno già stabilizzato, ma di una stagione molto più dinamica: meno lunghe sequenze di sole e caldo indisturbati, maggiore possibilità di nuvole, piogge, temporali e vento, interrotte però da nuove parentesi soleggiate e ancora calde. È probabilmente questa, più che una brusca caduta delle temperature, la vera “rottura” dell’estate 2026.

Mediterranea24 ha già approfondito il rapporto tra mare caldo e fenomeni atmosferici nell’approfondimento sul rischio di nubifragi, l’origine e la particolarità del riscaldamento attuale in questo articolo sui cicli del passato e la vulnerabilità delle coste siciliane davanti a mareggiate e cicloni in questa ricostruzione sull’erosione costiera e sul ciclone Harry.