Roma. Fugge all’Alt della Polizia, invade la corsia opposta e provoca un incidente e la morte di 3 persone

Fughe ai controlli e stragi sull’asfalto: da Modena a Roma si riaccende l’allarme su omicidio stradale e responsabilità penale. Nel giro di pochi giorni 2 episodi drammatici, prima a Modena poi nella Capitale, riportano al centro il tema della sicurezza viaria, delle evasioni ai posti di blocco e delle conseguenze giudiziarie per chi provoca decessi tentando di sottrarsi alle Forze dell’ordine

Sintesi

A Modena un giovane di 20 anni senza patente e con veicolo privo di copertura assicurativa ha evitato un controllo dei Carabinieri causando un impatto frontale costato la vita a una donna di 89 anni e il suo arresto con imputazioni pesanti. A Roma nel quartiere Quarticciolo un’auto non si è fermata all’alt della Polizia ed è fuggita fino a invadere la corsia opposta in via Collatina provocando la morte di 3 persone, padre madre e figlio, con il ritrovamento a bordo di disturbatori di frequenze e attrezzi da scasso e con 3 occupanti sudamericani ora sotto esame dell’autorità giudiziaria. I 2 casi riaprono il confronto pubblico su omicidio stradale, inasprimento delle pene e gestione operativa degli inseguimenti, alla luce della normativa vigente e dei più recenti orientamenti giurisprudenziali.

Articolo

Nel volgere di pochi giorni 2 vicende luttuose hanno riacceso il dibattito sulla sicurezza della circolazione e sulle responsabilità penali di chi, per sottrarsi a un controllo, trasforma la fuga in tragedia. Il primo episodio si è verificato a Modena, dove un’autovettura non si è arrestata all’alt imposto dai Carabinieri. Il conducente, 20enne privo di patente e alla guida di un mezzo senza assicurazione obbligatoria, ha innescato uno scontro frontale nel quale ha perso la vita una donna di 89 anni che viaggiava accanto alla figlia. Il giovane è stato fermato e arrestato con accuse gravi che, alla luce della normativa vigente, si inquadrano nell’ambito dell’omicidio stradale disciplinato dalla legge 41 del 2016 che ha introdotto nel codice penale l’articolo 589 bis relativo all’omicidio colposo commesso con violazione delle norme sulla circolazione.

Ieri a Roma, nella zona del Quarticciolo, un’altra vettura sottoposta a controllo da parte di un equipaggio della Polizia di Stato non si è fermata intimando l’alt ed è scappata. Secondo la ricostruzione iniziale, all’auto della Polizia si è affiancato un secondo equipaggio dei Carabinieri che avrebbe però perso il contatto con il mezzo in fuga. Gli agenti sono rimasti a distanza di sicurezza per evitare ulteriori pericoli alla circolazione. Giunta all’altezza di via Collatina, l’auto in fuga ha oltrepassato la linea di mezzeria invadendo il senso opposto di marcia e si è scontrata violentemente con un’altra macchina che procedeva regolarmente. Nell’urto hanno perso la vita 3 persone, padre madre e figlio.

Uno degli occupanti del veicolo in fuga è stato bloccato sul posto, mentre gli altri 2 sono stati trasportati in ospedale. All’interno dell’abitacolo sono stati rinvenuti jammer, ossia dispositivi elettronici di disturbo delle frequenze utilizzati per inibire segnali radio o sistemi di localizzazione, e cacciaviti considerati arnesi idonei allo scasso. Sul luogo dell’impatto sono intervenuti i Vigili del Fuoco per l’estrazione dei corpi e il personale del 118, numero dell’emergenza sanitaria, per i soccorsi. La posizione dei 3 fuggitivi, di origine sudamericana, è ora al vaglio dell’autorità giudiziaria che dovrà accertare eventuali responsabilità per omicidio stradale plurimo, resistenza a pubblico ufficiale e ulteriori reati connessi al possesso di strumenti atti al furto.

L’ordinamento italiano, con la legge 41 del 2016, ha previsto pene più severe per chi cagiona la morte violando il codice della strada, con aggravanti specifiche in caso di guida senza patente, sotto l’effetto di sostanze o con condotte particolarmente pericolose. La giurisprudenza della Corte di Cassazione ha negli anni ribadito che la fuga dopo un controllo e la condotta di guida imprudente possono integrare profili di colpa grave e incidere sul trattamento sanzionatorio e penale. In parallelo, il tema degli inseguimenti è oggetto di protocolli operativi interni alle Forze dell’ordine volti a contemperare l’esigenza di fermare i responsabili con la tutela dell’incolumità pubblica.

Le 2 tragedie, collocate in stretta successione temporale, ripropongono dunque interrogativi sulla prevenzione, sui controlli su strada e sull’efficacia delle misure deterrenti. Magistrati e giuristi sottolineano come la certezza della pena e la rapidità dei procedimenti rappresentino fattori centrali per contrastare comportamenti sconsiderati, mentre associazioni delle vittime della strada richiamano l’attenzione su educazione alla legalità e rispetto delle regole.