Sintesi
La Regione Siciliana erogherà da marzo gli aumenti contrattuali ai circa 11.700 dipendenti non dirigenti in base all’accordo sottoscritto il 12 novembre e definitivamente ratificato a fine gennaio dopo il via libera della giunta e della Corte dei Conti, con incrementi mensili differenziati per categoria e l’avvio immediato del confronto per il triennio 2025-2027 già finanziato, mentre i sindacati rivendicano il recupero dell’inflazione e l’introduzione sperimentale della settimana corta a 4 giorni insieme all’ampliamento delle ore per visite mediche per i lavoratori di 60 anni.

Articolo
In Sicilia è stato completato l’iter per l’erogazione degli adeguamenti retributivi destinati a circa 11.700 lavoratori regionali non dirigenti, a conclusione di una procedura articolata riferita al contratto relativo al triennio 2022-2024. L’intesa sindacale era stata raggiunta il 12 novembre e successivamente trasmessa per i passaggi istituzionali previsti dall’ordinamento, con l’approvazione della Giunta regionale e il controllo di legittimità della Corte dei Conti, organo di magistratura contabile che verifica la regolarità finanziaria degli atti pubblici.

L’atto conclusivo è stato sottoscritto presso l’Aran Sicilia, Agenzia per la rappresentanza negoziale della Regione Siciliana (Agenzia per la contrattazione nel pubblico impiego regionale), presieduta da Accursio Gallo. Con la firma definitiva del testo contrattuale, già validato a fine gennaio, si è aperta la fase applicativa che porterà all’accredito in busta paga, a partire da marzo, degli incrementi stabiliti. Gli aumenti mensili previsti ammontano a 112 euro per i coadiutori; 161 euro per gli assistenti; 193 euro per i funzionari; 303 euro per le elevate professionalità.

L’introduzione sperimentale della settimana corta a 4 giorni (36 ore settimanali su quattro giorni, su base volontaria e garantendo i servizi) per i circa 11.700 dipendenti regionali non dirigenziali della Sicilia, nasce ufficialmente con la delibera di Giunta n. 178 del 10 giugno 2025, che nell’Atto di indirizzo per il rinnovo del CCRL 2022-2024 la prevede esplicitamente insieme all’aumento da 18 a 20 ore annue dei permessi per visite mediche per i lavoratori over 60 e prosegue con la firma della pre-intesa tra ARAN Sicilia e sindacati il 12 novembre 2025, che la inserisce tra le novità normative del contratto.
Il contratto, pur appena entrato in vigore, risulta formalmente scaduto poiché copre il triennio 2022-2024, circostanza che impone l’immediata apertura di un nuovo tavolo negoziale. La Giunta guidata da Renato Schifani, che ricopre anche l’incarico di assessore ad interim alla Funzione Pubblica, ha già destinato circa 50 milioni di euro per il rinnovo relativo al periodo 2025-2027. Lo stesso Schifani ha dichiarato che gli uffici stanno predisponendo l’atto di indirizzo necessario ad avviare la trattativa con l’obiettivo di evitare ritardi e garantire continuità contrattuale.
Le organizzazioni sindacali hanno espresso soddisfazione per una scansione temporale che ha consentito di definire 3 rinnovi in 3 anni, recuperando ritardi accumulati nelle precedenti legislature. UIL Sicilia con la segretaria generale Luisella Lionti, insieme a Maurizio Camarda e Gianni Borrelli della UIL FPL (Unione Italiana del Lavoro Funzione Pubblica), ha evidenziato il ruolo costante del sindacato nella tutela dei dipendenti pubblici. CGIL attraverso Gabriella Messina, Francesco Fucile della FP CGIL (Funzione Pubblica Confederazione Generale Italiana del Lavoro) e Salvo Lipari ha sottolineato che gli incrementi consentono di recuperare in misura significativa l’inflazione del triennio e di ridurre il divario salariale rispetto ad altri comparti del pubblico impiego. I Cobas (Comitati di Base) con Marcello Minio e Dario Matranga hanno rimarcato che il rinnovo è stato definito senza rilievi della magistratura contabile e hanno sollecitato l’Aran Sicilia ad accelerare la trattativa per l’accordo 2025-2027, chiedendo aumenti in grado di restituire effettivo potere d’acquisto. I rappresentanti del Siad-Csa-Cisal, tra cui Giuseppe Badagliacca, Angelo Lo Curto, Luca Crimi e Gaspare Di Pasquale, hanno evidenziato che il nuovo contratto introduce in via sperimentale la settimana lavorativa su 4 giorni e incrementa per i dipendenti di 60 anni le ore annue per esami e visite mediche portandole da 18 a 20.
Sul piano normativo il rinnovo si inserisce nel quadro delineato dal decreto legislativo 165/2001 che disciplina l’organizzazione del lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche e attribuisce all’Aran la rappresentanza negoziale, mentre la verifica della sostenibilità finanziaria resta affidata alla Corte dei Conti. L’anticipo delle risorse per il triennio 2025-2027 mira a consolidare un percorso di aggiornamento retributivo coerente con l’andamento dell’inflazione certificata dall’Istat (Istituto Nazionale di Statistica) e con gli indirizzi di finanza pubblica nazionale.

Giornalista pubblicista, ex direttore di una precedente testata e attuale direttore di Mediterranea24.









