Sintesi
Il Tribunale amministrativo regionale del Lazio ha dichiarato inammissibili i ricorsi contro alcuni atti relativi al Ponte sullo Stretto perché ritenuti non definitivi. La decisione riguarda impugnazioni presentate tra dicembre 2024 e il 2025 contro il parere ambientale e la relazione Iropi approvata dal Governo Meloni. Il Giudice ha stabilito che tali atti sono interni al procedimento e non producono effetti immediatamente lesivi. La valutazione ambientale definitiva spetta al Cipess, unico organo i cui atti potranno essere contestati. Le associazioni ambientaliste parlano di ricorso prematuro e annunciano nuove azioni legali. Il quadro normativo resta fondato sul Dl 35/2023 e sulla giurisprudenza europea. Il dibattito politico resta acceso con posizioni contrapposte tra sostenitori e oppositori dell’opera.

Articolo
La sentenza emessa il 18 marzo 2026 dal TAR del Lazio ha stabilito l’inammissibilità dei ricorsi presentati alla fine di dicembre 2024, successivamente integrati dopo aprile 2025, dal Comune di Villa San Giovanni, dalla Città metropolitana di Reggio Calabria e dalle associazioni ambientaliste Legambiente, LIPU e WWF Italia. Le impugnazioni erano dirette contro il parere favorevole della Commissione Via/Vas del 13 novembre 2024 e contro la deliberazione del 9 aprile 2025 della Presidenza del Consiglio dei ministri che aveva approvato la relazione Iropi (Imperative Reasons of Overriding Public Interest, cioè motivi imperativi di rilevante interesse pubblico), oltre che contro atti connessi e conseguenti.

Il Giudice amministrativo ha qualificato tali atti come “endoprocedimentali”, ossia interni a un procedimento ancora in corso e privi di effetti autonomamente lesivi, chiarendo che non possono essere oggetto di impugnazione immediata. La decisione si fonda sull’interpretazione del quadro normativo speciale introdotto dal decreto legge 35/2023, convertito in legge, che disciplina l’iter accelerato per la realizzazione dell’infrastruttura. In base a tale assetto, la competenza a esprimere la valutazione definitiva di compatibilità ambientale spetta esclusivamente al CIPESS, eventualmente con intervento del Consiglio dei ministri in caso di dissenso del Ministro dell’Ambiente.

Il percorso amministrativo si è sviluppato in ordine cronologico attraverso il decreto legge 35/2023 che introduce la normativa speciale: il parere Via/Vas del 13 novembre 2024 favorevole alla valutazione di impatto ambientale; l’approvazione della relazione Iropi (Imperative Reasons of Overriding Public Interest, ovvero “Motivazioni Imperative di Rilevante Interesse Pubblico”, un documento tecnico-giuridico approvato il 9 aprile 2025 dal Consiglio dei Ministri per giustificare la realizzazione di opere infrastrutturali che comportano un alto impatto ambientale, come il Ponte sullo Stretto di Messina); il deposito dei ricorsi tra dicembre 2024 e le successive integrazioni del 2025; le delibere intermedie del Cipess nel corso del 2025 poi in parte azzerate; l’intervento della Corte dei conti nel novembre 2025 con rilievi sulle procedure; e infine la sentenza del Tar del 18 marzo 2026.
Nelle motivazioni, i Giudici richiamano anche un precedente della Corte di giustizia dell’Unione europea, confermando la coerenza dell’impostazione seguita dalle Amministrazioni competenti e dalla società Stretto di Messina S.p.A. Viene ribadito che la Commissione Via/Vas svolge una funzione istruttoria e non decisoria, mentre solo l’atto finale del Cipess produce effetti giuridici impugnabili.
Le associazioni ambientaliste, in dichiarazioni ufficiali diffuse tra il 18 e il 19 marzo 2026, hanno evidenziato che “il ricorso è prematuro ma non respinto nel merito” e che “non può essere censurata la strategia difensiva cautelativa”. Hanno inoltre confermato l’intenzione di riproporre tutte le contestazioni di carattere ambientale, costituzionale e comunitario non appena sarà adottata la delibera finale del Cipess. Lo stesso Tribunale ha sottolineato la necessità di un “rigoroso assolvimento dell’onere motivazionale” nella decisione conclusiva relativa all’opera.
Dal lato istituzionale e politico, il senatore Nino Germanà ha interpretato la pronuncia come una conferma della correttezza del percorso seguito dal Governo e dalla società concessionaria, annunciando insieme al ministro Matteo Salvini una manifestazione a favore del ponte prevista il 28 marzo a Messina.
Il quadro normativo e giurisprudenziale resta dunque invariato, con il decreto legge 35/2023 quale riferimento centrale e con il richiamo alla giurisprudenza europea che rafforza la struttura procedurale adottata. L’intervento della Corte dei conti del novembre 2025, che aveva sollevato criticità su precedenti delibere del Cipess, conferma che il procedimento è ancora aperto e suscettibile di ulteriori sviluppi, sia sul piano amministrativo sia su quello giudiziario, con la prospettiva concreta di nuovi ricorsi una volta adottata la decisione definitiva.

Giornalista pubblicista, ex direttore di una precedente testata e attuale direttore di Mediterranea24.









