Sintesi
La palazzina di Pistunina è crollata intorno alle 16 del 30 luglio 2026. L’edificio risaliva alla fine degli anni ottanta. Le prime notizie avevano fatto pensare anche a un’esplosione, mentre gli accertamenti si sono successivamente concentrati soprattutto sull’ipotesi di un cedimento strutturale e sull’eventuale rapporto con i lavori in corso al piano terra. La causa, tuttavia, non è stata ancora accertata.

Il 31 luglio è stato recuperato Carmelo Leone. Nelle prime ore del 1 agosto è stata ritrovata Rosa Leone e, nella stessa giornata, Alessandra Frazzica, 21 anni, che lavorava nell’esercizio commerciale all’interno dell’edificio. Il 3 agosto è stato recuperato anche il corpo di Sara Leone. All’ultimo aggiornamento restano da ritrovare Santino Magazzù e Lhairu Warnakulasuriya, collaboratore domestico srilankese. Il bilancio accertato è ancora di 4 vittime e 2 dispersi e la priorità dei soccorritori resta restituire anche questi ultimi alle loro famiglie.

Dopo la prima settimana di ricerche ininterrotte il dispositivo dei Vigili del fuoco è stato rimodulato. Il 7 agosto risultavano impegnati circa 50 operatori, mentre nei primi 7 giorni se ne erano alternati complessivamente circa 600. Le operazioni sono state concentrate nella parte residua ancora da esplorare e vengono sospese nella fascia compresa tra le 20 e le 8. Contemporaneamente vengono eliminate travi, pilastri e porzioni instabili che potrebbero mettere in pericolo le squadre.

Resti umani sono stati recuperati nell’area del crollo e tra i materiali trasferiti nel parcheggio rosso dello stadio Franco Scoglio. Altri materiali sono stati destinati a un’area del 24° Reggimento artiglieria. I medici legali hanno ricevuto un’estensione dell’incarico per gli esami genetici necessari ad attribuire quei resti alle persone ancora disperse oppure alle vittime già identificate.
Sul fronte giudiziario risultano indagati l’ingegnere Pietro Leone e gli imprenditori Pasquale D’Alì e Alessandro Panarello. Le contestazioni provvisorie comprendono, a vario titolo, omicidio colposo plurimo, disastro colposo e rimozione od omissione dolosa di cautele contro gli infortuni sul lavoro. La Procura ha nominato 3 consulenti tecnici che dovranno ricostruire cause ed eventuali concause del cedimento. L’esame della documentazione è previsto a partire da martedì 11 agosto, mentre i sopralluoghi tecnici potranno seguire quando l’area sarà resa compatibile con le verifiche. L’iscrizione nel registro degli indagati non dimostra responsabilità: serviranno documenti, perizie e accertamenti tecnici.
Il 7 agosto Messina ha celebrato, nel giorno del lutto cittadino, i funerali di Alessandra Frazzica nella Basilica Cattedrale. La città si è raccolta attorno alla famiglia della più giovane tra le vittime mentre, poche ore dopo, le ricerche degli ultimi 2 dispersi erano ancora in corso.
Un dato contenuto in un articolo tecnico della “Regione Siciliana: 26.674 casi di immobili abusivi tra il 2009 ed il 2017”, pubblicato da LavoriPubblici.it il 23 agosto 2019 sulla base di un rapporto del Dipartimento regionale dell’Urbanistica: Sicilia 26.674 casi; provincia di Messina 4.827; volume indicato 681.508 metri cubi; rapporto 1,08 metri cubi per abitante. Catania 6.048 casi. In sostanza, quei numeri documentano la dimensione dell’abusivismo registrato nel territorio in quel periodo.
Articolo
La tragedia di Pistunina (quartiere della zona sud del comune di Messina) ha avuto inizio nel pomeriggio del 30 luglio 2026, quando intorno alle 16 una struttura destinata ad attività commerciali e abitazioni è parzialmente collassata. Il fabbricato risaliva alla fine degli anni ottanta. Nell’immediatezza il boato e il fumo avevano alimentato l’ipotesi di un’esplosione, ma con il passare delle ore l’attenzione investigativa si è orientata soprattutto su un possibile cedimento strutturale. Al piano terra erano in corso lavori di adeguamento di locali destinati a una nuova attività commerciale, ma stabilire se e in quale misura questi interventi abbiano avuto una relazione con il disastro è precisamente uno dei punti che dovranno essere chiariti dagli accertamenti tecnici.
La successione dei ritrovamenti ha scandito i giorni successivi. Il 31 luglio è stato recuperato Carmelo Leone, proprietario dell’immobile. Intorno alle 4 del 1 agosto è stato estratto il corpo di Rosa Leone e nello stesso giorno è stata identificata Alessandra Frazzica, 21 anni, studentessa universitaria e lavoratrice nell’esercizio commerciale situato nell’edificio. Il 3 agosto i soccorritori hanno raggiunto Sara Leone, 75 anni. Da quel momento il bilancio è rimasto fermo a 4 morti e 2 persone ancora da ritrovare: Santino Magazzù, marito di Rosa, e Lhairu Warnakulasuriya, collaboratore domestico originario dello Sri Lanka.
La fase operativa, però, è cambiata. Michele Burgio (comandante provinciale dei Vigili del fuoco di Messina) ha spiegato il 7 agosto che, esaurita la parte iniziale caratterizzata dal massimo dispiegamento di uomini e mezzi, le squadre hanno concentrato gli scavi sulla porzione residua nella quale ritengono possibile localizzare i dispersi. Nei primi 7 giorni si sono alternati complessivamente circa 600 vigili del fuoco, mentre nella nuova fase il contingente operativo è stato ridotto a circa 50 unità. Le attività vengono sospese tra le 20 e le 8, ma il lavoro complessivo prosegue attraverso la messa in sicurezza del sito e la rimozione preventiva degli elementi pericolanti. Avvicinandosi alle strutture superstiti, infatti, travi, pilastri e parti instabili devono essere bonificati prima di consentire alle squadre di avanzare. È per questo che il comandante ha parlato di una rimodulazione e non di un abbandono delle ricerche.
Il Corpo nazionale ha impiegato, nelle diverse fasi, squadre USAR (Urban Search and Rescue, ricerca e soccorso urbano), unità cinofile, specialisti NBCR (nucleare, biologico, chimico e radiologico), droni e mezzi per lo spostamento delle macerie. Il 4 agosto il dispositivo comprendeva ancora 51 vigili del fuoco e 22 automezzi. Il problema tecnico è stato reso particolarmente complesso dalla sovrapposizione dei solai, dall’assenza di ampi spazi liberi tra le strutture collassate e dalla necessità di non compromettere né eventuali reperti né la sicurezza degli operatori.
Anche i materiali già rimossi sono diventati parte delle ricerche. Resti umani sono stati rinvenuti sia nel cosiddetto “cratere” di Pistunina sia tra le macerie depositate nel parcheggio rosso dello stadio Franco Scoglio (impianto sportivo situato nella zona di San Filippo1111111110). Una parte dei materiali è stata inoltre trasferita in un’area del 24° Reggimento artiglieria, nella zona di Minissale (quartiere della zona sud della città), mentre ulteriori reperti sono stati portati al Policlinico universitario Gaetano Martino.
Il 7 agosto, a Palazzo Piacentini (sede del Tribunale di Messina), Anita Siliotti e Antonietta Ardizzone (sostitute procuratrici titolari dell’inchiesta), coordinate da Antonio D’Amato (procuratore della Repubblica di Messina), hanno esteso gli incarichi già affidati a Elvira Ventura Spagnolo (professoressa di medicina legale) e Gennaro Baldino (medico legale). Con l’assistenza del RIS (Reparto investigazioni scientifiche dei Carabinieri), i consulenti dovranno effettuare indagini genetiche ed estrarre il DNA (acido desossiribonucleico) dai resti disponibili per stabilire se appartengano ai 2 dispersi oppure alle vittime già riconosciute. Al conferimento ha partecipato anche Pierluigi Venuti (avvocato che assiste la moglie e le 2 figlie del collaboratore domestico srilankese).
Parallelamente procede l’inchiesta sulle cause del cedimento. Pietro Leone (ingegnere che ha progettato l’edificio ed è indagato), Pasquale D’Alì (imprenditore incaricato dei lavori di adeguamento al piano terra e indagato) e Alessandro Panarello (imprenditore collegato all’attività commerciale che avrebbe dovuto insediarsi nei locali e indagato) risultano iscritti nel registro della Procura. Le ipotesi di reato riportate dalle fonti giudiziarie e giornalistiche sono, a vario titolo, omicidio colposo plurimo, disastro colposo e rimozione od omissione dolosa di cautele contro gli infortuni sul lavoro. Il progettista, parlando al Tg1 prima dell’interrogatorio, ha negato di essere stato il coordinatore dei lavori in corso e successivamente si è avvalso della facoltà di non rispondere davanti ai Magistrati. Si tratta, in ogni caso, di contestazioni provvisorie e resta fermo il principio di presunzione di innocenza sino a una eventuale sentenza definitiva.
Per ricostruire tecnicamente la dinamica la Procura ha incaricato Andrea Prota, Antimo Fiorillo e Rodolfo Urbani (ingegneri nominati consulenti tecnici dell’autorità giudiziaria). Il collegio dovrà accertare la causa e le eventuali concause del collasso, analizzando progettazione originaria, stato delle strutture, documentazione riguardante gli interventi e situazione riscontrabile sul posto. Secondo il calendario reso noto il 7 agosto, l’esame dei documenti dovrebbe cominciare martedì 11 agosto e il primo sopralluogo tecnico vero e proprio potrebbe avvenire nell’ultima parte del mese, compatibilmente con il completamento delle operazioni di ricerca e di messa in sicurezza.
Il quadro normativo che potrà assumere rilievo negli accertamenti è articolato, ma non consente oggi di anticipare conclusioni. Il decreto del Presidente della Repubblica 380 del 2001, Testo unico dell’edilizia, contiene tra l’altro all’articolo 93 gli obblighi relativi alla denuncia dei lavori e alla presentazione dei progetti delle costruzioni nelle zone sismiche. Saranno gli investigatori e i consulenti a stabilire quali disposizioni fossero concretamente applicabili ai lavori di Pistunina e se siano state rispettate.
Nel frattempo il 7 agosto la tragedia ha avuto il suo primo momento pubblico di commiato. La Basilica Cattedrale di Messina ha accolto i funerali di Alessandra nel giorno in cui il Comune aveva proclamato il lutto cittadino, disposto le bandiere a mezz’asta e invitato la città a osservare un minuto di silenzio alle 16:30. Giovanni Accolla (arcivescovo metropolita di Messina-Lipari-Santa Lucia del Mela) ha richiamato la comunità alla vicinanza verso tutte le famiglie e ha sottolineato il dramma di una giovane che lavorava e cercava sicurezza. Federico Basile (sindaco di Messina, sostenuto alle elezioni comunali del 2026 anche da Sud chiama Nord) ha assicurato che il ricordo della ragazza resterà nella memoria cittadina e ha annunciato l’intenzione di rafforzare l’impegno sul terreno della sicurezza.
In questo scenario va collocato, ma tenuto rigorosamente distinto dall’indagine sul crollo, un articolo di LavoriPubblici.it sull’abusivismo edilizio: “Regione Siciliana: 26.674 casi di immobili abusivi tra il 2009 ed il 2017”, pubblicato il 23 agosto 2019. Il pezzo riprendeva un rapporto del Dipartimento regionale dell’Urbanistica relativo agli abusi registrati dal 2009 al 2017: provincia di Messina 4.827 casi; 681.508 metri cubi di volume abusivo; 1,08 metri cubi per abitante. Catania risultava prima per numero assoluto, con 6.048 casi, mentre Enna ne registrava 574.
Sul versante dell’abusivismo, nel frattempo, la normativa regionale è andata avanti rispetto al quadro del 2019. L’articolo 71 della legge regionale 9 del 2021 ha istituito un fondo di rotazione in favore dei Comuni per anticipare senza interessi le spese necessarie alla demolizione delle opere abusive e al ripristino dei luoghi. Il meccanismo è tuttora operativo: il Dipartimento regionale dell’Urbanistica ha continuato negli anni a pubblicare i provvedimenti di finanziamento e il 23 aprile 2026 è stato emanato il decreto dirigenziale n. 77 relativo alle anticipazioni per demolizioni e ripristini.

Giornalista pubblicista, ex direttore di una precedente testata e attuale direttore di Mediterranea24.









