Pistunina, DNA sui resti e pilastri sotto esame

Cellulari rinviati al 4 settembre, sopralluogo dei periti il 27 agosto. Ancora da chiarire lavori, presenze e pratiche

Sintesi

IOggi 25 agosto sono cominciati gli accertamenti sui resti biologici e ossei recuperati dopo il crollo della palazzina di Pistunina. Il DNA sarà confrontato con quello dei familiari, delle 4 vittime identificate e dei 2 dispersi, Santino Magazzù e Lhairu Warnakulasuriya. In termini semplici, ogni frammento dovrà ricevere un’identità certa.

L’esame dei cellulari sequestrati ai 3 indagati, fissato inizialmente per il 24 agosto, è stato rinviato al 4 settembre per problemi organizzativi. Messaggi, fotografie e conversazioni potrebbero chiarire chi conoscesse le condizioni dell’edificio e quali lavori fossero previsti. In parole povere, i telefoni possono aiutare a ricostruire ciò che è accaduto prima e subito dopo il crollo.

Il 27 agosto i consulenti della Procura effettueranno il primo sopralluogo nell’area di via Giorgio La Pira e nei luoghi in cui sono custodite le macerie. Dovranno verificare le condizioni dei pilastri, la natura degli interventi, le pratiche amministrative e l’identità dei lavoratori presenti. In pratica, occorre distinguere le ipotesi giornalistiche dai risultati tecnici ancora da acquisire.

Nel crollo del 30 luglio sono morti Carmelo Leone, Rosa Leone, Alessandra Frazzica e Sara Leone. Santino Magazzù e Lhairu Warnakulasuriya risultano ancora dispersi. L’inchiesta coinvolge 3 persone, ma gli avvisi di garanzia non equivalgono a un accertamento di responsabilità. In sostanza, il bilancio è definito per 4 vittime, mentre cause e responsabilità restano da dimostrare.

Articolo

Il DNA per identificare ogni reperto

Oggi 25 agosto, come programmato, hanno preso il via gli accertamenti tecnici sui resti biologici e ossei recuperati dopo il crollo di Pistunina (quartiere della zona sud del Comune di Messina). Le operazioni sono state affidate al RIS (Reparto investigazioni scientifiche dell’Arma dei Carabinieri) e sono cominciate alle 9.30, dopo il lavoro preliminare di Elvira Ventura Spagnolo (medica legale incaricata dalla Procura) e Gennaro Baldino (medico legale incaricato dalla Procura).

Gli accertamenti sono irripetibili, cioè possono consumare parte dei campioni o non essere riprodotti nelle medesime condizioni. Prevedono la catalogazione dei reperti, l’estrazione del DNA (acido desossiribonucleico) e il confronto con i profili genetici dei familiari, dei 4 corpi già identificati e dei 2 dispersi: Santino Magazzù (marito di Rosa Leone e residente nello stabile) e Lhairu Warnakulasuriya (collaboratore domestico originario dello Sri Lanka, Stato insulare dell’Asia meridionale).

I frammenti sono stati raccolti nell’area del disastro, nel parcheggio rosso dello stadio Franco Scoglio a San Filippo (quartiere della zona sud di Messina) e tra i materiali trasferiti presso il 24° Reggimento “Peloritani”. Gli accertamenti fissati per il 25 agosto dovranno stabilire se i reperti appartengano alle persone già individuate oppure ai 2 uomini ancora dispersi.

L’eventuale comparsa di un profilo genetico non compatibile imporrebbe ulteriori verifiche, ma non proverebbe automaticamente la presenza di un’altra vittima. Fino alla chiusura di questo articolo non è stato diffuso alcun risultato ufficiale e non esiste un elemento pubblico che dimostri la presenza di persone sconosciute sotto le macerie.

I cellulari rinviati di 11 giorni

L’altra attività attesa riguardava i telefoni sequestrati ad Alessandro Panarello (imprenditore legato alla società che aveva acquisito la disponibilità del piano terra), Pasquale D’Alì (imprenditore edile) e Pietro Leone (ingegnere che ha progettato l’edificio e familiare delle vittime). I sequestri hanno seguito 2 date: i telefoni di Panarello e D’Alì sono stati acquisiti il 30 luglio; quello di Leone è stato sequestrato il 3 agosto. Il primo esame, affidato al Nucleo investigativo dei Carabinieri di Catania (Comune capoluogo dell’omonima città metropolitana, in Sicilia), era stato fissato per il 24 agosto. L’attività è stata però rinviata al 4 settembre per sopraggiunti problemi organizzativi. Gli specialisti dovranno realizzare una copia tecnica dei dati che ne preservi l’integrità. Saranno cercati messaggi, chiamate, fotografie, filmati e informazioni su data e ora di creazione dei file. Lo scopo è ricostruire i rapporti tra gli indagati, le indicazioni scambiate sui lavori, le eventuali segnalazioni sulle condizioni dei pilastri e i contatti avvenuti nell’immediatezza del cedimento. I familiari delle vittime hanno manifestato preoccupazione per il rinvio e hanno chiesto che gli accertamenti procedano rapidamente.

Il sopralluogo nei 3 siti sequestrati

Il 27 agosto è previsto il primo sopralluogo dei consulenti tecnici nominati dalla Procura di Messina. Il gruppo è composto da Andrea Prota (ingegnere e professore dell’Università Federico II di Napoli), Antimo Fiorillo (ingegnere) e Rodolfo Urbani (ingegnere messinese). Napoli è il Comune capoluogo dell’omonima città metropolitana e della Campania.

I tecnici visiteranno l’immobile di via Giorgio La Pira 31, il parcheggio dello stadio Franco Scoglio e l’area del 24° Reggimento “Peloritani”. Parteciperanno i consulenti delle difese e delle parti offese, mentre i Vigili del fuoco garantiranno la sicurezza degli accessi. L’esame dovrà collegare le fotografie scattate durante gli scavi, i frammenti strutturali, le planimetrie, i progetti originari e la documentazione amministrativa.

Per comprendere se un pilastro sia stato modificato non basta osservarne l’aspetto. Occorre analizzare la forma delle fratture, la continuità dei ferri d’armatura, il calcestruzzo, gli eventuali tagli, i carichi sostenuti e la successione delle lavorazioni. Soltanto dopo questi passaggi sarà possibile stabilire se vi siano state alterazioni precedenti, se fossero recenti e quale rapporto abbiano avuto con il collasso.

Pilastri e lavoratori, le ipotesi non ancora provate

Alcune ricostruzioni giornalistiche hanno parlato di almeno 2 pilastri portanti alterati o recisi e di lavoratori non regolarmente assunti. Questi elementi non compaiono, però, nel comunicato pubblico della Procura né in un verbale ispettivo accessibile. Devono pertanto essere presentati come temi investigativi e non come circostanze definitivamente accertate.

Dalle testimonianze e dai filmati emergerebbe la presenza di più lavoratori al piano terra, forse impegnati per soggetti differenti. Gli investigatori dovranno identificarli, verificare per chi operassero e confrontare contratti, comunicazioni di assunzione, fatture, attrezzature e testimonianze. La qualifica di lavoro “in nero” richiede infatti una verifica documentale individuale.

Antonello Scordo (avvocato di Pasquale D’Alì) ha sostenuto che il proprio assistito fosse entrato per controllare le condizioni dei pilastri e che gli altri operai presenti non dipendessero da lui. Ha inoltre descritto l’attività come preliminare all’eventuale avvio dei lavori. Pietro Leone ha negato di avere coordinato il cantiere, mentre Salvatore Silvestro (avvocato di Alessandro Panarello) ha affermato l’estraneità del proprio assistito. Si tratta di posizioni difensive che dovranno essere confrontate con gli elementi raccolti. Santi Trovato (ingegnere capo del Genio civile di Messina, ufficio regionale competente per gli interventi strutturali e sismici) ha dichiarato alla stampa che nell’ultimo anno non risultavano autorizzazioni per opere strutturali nello stabile, riservandosi di verificare le annualità precedenti. Non è stato invece pubblicato un provvedimento comunale che certifichi in modo completo l’assenza di ogni pratica edilizia.

Le ipotesi di reato e i 3 indagati

L’inchiesta è condotta da Anita Siliotti (sostituta procuratrice di Messina) e Antonietta Ardizzone (sostituta procuratrice di Messina), con il coordinamento di Antonio D’Amato (procuratore capo di Messina). Le attività sono state delegate all’Arma dei Carabinieri, con il supporto dello SPRESAL (Servizio prevenzione e sicurezza negli ambienti di lavoro) dell’ASP di Messina e dei Vigili del fuoco. Il comunicato della Procura diffuso il 1° agosto ha indicato queste ipotesi: omicidio colposo plurimo; rimozione e omissione dolosa di cautele contro gli infortuni sul lavoro; delitti colposi di danno, successivamente riassunti nelle cronache giudiziarie anche come disastro colposo.

Le contestazioni sono provvisorie. La stessa Procura ha precisato che le informazioni di garanzia servono ad assicurare il diritto di difesa e l’acquisizione delle prove, senza attribuire responsabilità. Il punto centrale sarà l’eventuale rapporto causale tra opere, condizioni precedenti della struttura e collasso.

Dal crollo alle 4 vittime accertate

L’edificio di 3 piani, destinato ad abitazioni e attività commerciali, è crollato intorno alle 16 del 30 luglio. La prima comunicazione del Comune aveva prospettato con prudenza una possibile esplosione, ma questa ipotesi non è stata confermata. Gli accertamenti si sono progressivamente concentrati sul cedimento strutturale e sui lavori in corso al piano terra.

La successione dei recuperi è stata questa: il 31 luglio è stato estratto Carmelo Leone (imprenditore messinese e comproprietario dell’immobile); il 1° agosto sono state recuperate Rosa Leone (sorella di Carmelo e residente nello stabile) e Alessandra Frazzica (dipendente del bazar ospitato nell’edificio); il 3 agosto è stata trovata Sara Leone (sorella delle altre vittime e residente nella palazzina). Il bilancio ufficiale dei Vigili del fuoco è quindi di 4 persone decedute e 2 disperse. Il 4 agosto erano ancora impegnati 51 vigili con 22 mezzi, oltre alle squadre specializzate nel soccorso urbano, alle unità cinofile, ai droni e al personale addestrato per i rischi chimici e le macerie instabili.

La ricostruzione di Mediterranea24

Mediterranea24 ha documentato cronologicamente la tragedia: le prime ore del crollo, con 3 feriti e 6 persone da rintracciare; il recupero della seconda vittima; il passaggio a 3 vittime e l’avvio degli accertamenti sui lavori; il bilancio aggiornato a 4 morti e 2 dispersi.

L’immobile era stato costruito alla fine degli anni Ottanta dalla famiglia Leone e aveva ospitato per anni una conosciuta attività di vendita di elettrodomestici. Nel tempo era stato suddiviso tra abitazioni, magazzini ed esercizi commerciali. Questo contesto è già stato approfondito negli articoli precedenti e non modifica il nodo attuale: stabilire che cosa sia stato eseguito al piano terra e se abbia contribuito al cedimento.

La visita annunciata per il 28 agosto

Secondo anticipazioni diffuse dalla stampa locale, il 28 agosto dovrebbero arrivare a Messina Emanuele Prisco (sottosegretario al ministero dell’Interno) ed Eros Mannino (capo del Corpo nazionale dei Vigili del fuoco). Alla chiusura dell’articolo non risultava ancora pubblicato un comunicato istituzionale con programma e orari. La visita deve quindi essere considerata annunciata, ma non ancora formalizzata attraverso i canali ufficiali.