Sintesi
Il Consiglio dei Ministri del 30 aprile 2026 ha varato un ampio pacchetto di interventi che mette al centro l’emergenza abitativa, con l’obiettivo di rendere disponibili circa 100mila alloggi in 10 anni attraverso recupero dell’edilizia residenziale pubblica, housing sociale e investimenti privati. Il Piano Casa mobilita oltre 10 miliardi di euro, punta al recupero di 60mila case popolari oggi inutilizzabili e prevede canoni o prezzi calmierati con riduzioni almeno del 33% rispetto al mercato. Accanto al decreto, il Governo ha approvato un disegno di legge per rendere più rapido il rilascio degli immobili occupati abusivamente o trattenuti oltre i termini, con decreto di rilascio entro 15 giorni e penale dell’1% del canone mensile per ogni giorno di ritardo. Nel medesimo Consiglio sono stati approvati anche il decreto accise sui carburanti, il decreto legislativo sul florovivaismo, il recepimento definitivo della direttiva europea sulla trasparenza retributiva, misure per l’inclusione lavorativa delle persone con disabilità, decisioni ambientali su progetti in Sardegna e alcune nomine istituzionali.

Articolo
Il Consiglio dei Ministri si è riunito giovedì 30 aprile 2026, alle 16.40, a Palazzo Chigi, sotto la presidenza della presidente del Consiglio Giorgia Meloni e con Alfredo Mantovano, sottosegretario alla Presidenza, nel ruolo di segretario. La decisione politicamente più rilevante riguarda il nuovo Piano Casa, approvato con decreto-legge su proposta della stessa Meloni e del ministro delle Infrastrutture e dei trasporti Matteo Salvini. Il provvedimento nasce per affrontare una crisi abitativa ormai estesa oltre le tradizionali fasce fragili e mira a rendere disponibili circa 100mila alloggi nell’arco di 10 anni, sostenendo sia l’edilizia residenziale pubblica sia quella sociale e convenzionata.

Il primo pilastro del Piano riguarda il recupero dell’ERP (Edilizia Residenziale Pubblica), cioè il patrimonio di case popolari pubbliche oggi non utilizzabile perché degradato, fuori norma, privo di impianti adeguati o bisognoso di interventi strutturali. L’obiettivo dichiarato è rimettere in circolazione circa 60mila alloggi popolari attraverso manutenzioni straordinarie, ristrutturazioni e semplificazioni procedurali. Per realizzare il programma è prevista la nomina di un commissario straordinario, chiamato a coordinare gli interventi insieme agli enti gestori degli immobili. Nel disegno del Governo rientrano anche il riscatto degli immobili ERP da parte degli assegnatari e nuove abitazioni popolari senza consumo di suolo, destinate alla locazione di lunga durata con possibilità di acquisto finale.

Il secondo pilastro è rivolto all’housing sociale (edilizia sociale a canone sostenibile), destinato alla cosiddetta “fascia grigia”, cioè a quei cittadini che non hanno i requisiti per ottenere una casa popolare ma non riescono a sostenere i prezzi del mercato. Le risorse europee e nazionali oggi distribuite tra vari livelli di governo saranno concentrate in uno strumento finanziario gestito da INVIMIT SGR (Investimenti Immobiliari Italiani Società di Gestione del Risparmio), con comparti specifici per ciascuna Regione o Provincia autonoma, così da legare gli interventi ai bisogni dei singoli territori. Le risorse pubbliche complessivamente indicate superano i 10 miliardi di euro, alle quali si aggiungeranno capitali privati.
Il terzo pilastro punta infatti a coinvolgere investitori privati, anche esteri, per realizzare abitazioni da vendere o affittare a prezzi calmierati. Per gli investimenti superiori a 1 miliardo di euro è prevista la nomina di un commissario straordinario incaricato di rilasciare un provvedimento unico di autorizzazione. In cambio delle semplificazioni, il privato dovrà garantire che almeno 70 alloggi su 100 siano destinati a edilizia convenzionata, con vendita o locazione a un prezzo ridotto di almeno il 33% rispetto ai valori di mercato. Le procedure accelerate si applicheranno solo alla quota di edilizia integrata e convenzionata, mentre per la parte restante continuerà a valere la disciplina ordinaria.
La presidente Meloni ha presentato il Piano come risposta a una delle urgenze più sentite dagli italiani: l’accesso ad alloggi dignitosi e sostenibili. Ha richiamato l’indice di sforzo sul mutuo, cioè il rapporto tra reddito netto e costo del mutuo o dell’affitto, considerato critico quando supera il 33%. Secondo i dati richiamati nella conferenza stampa, l’indice è oltre il 47% a Milano, circa il 45% a Firenze, il 38% a Bologna e il 36% a Roma. Il dato conferma che nelle grandi città il problema non riguarda solo i nuclei più poveri, ma anche lavoratori, studenti, giovani coppie e famiglie con redditi medi.
Sul piano operativo, il decreto introduce procedure edilizie più rapide, con maggiore ricorso alla SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività), minore necessità del permesso di costruire e regole più flessibili per i cambi di destinazione d’uso, anche per interi edifici. Le ristrutturazioni, le demolizioni e ricostruzioni e gli interventi di edilizia residenziale pubblica o sociale potranno quindi muoversi su canali autorizzativi più snelli. Proprio queste deroghe hanno generato tensioni nel Consiglio dei Ministri, in particolare sul ruolo delle Soprintendenze e sulla tutela del patrimonio storico e paesaggistico prevista dall’articolo 9 della Costituzione. Secondo le ricostruzioni di stampa, il ministro della Cultura Alessandro Giuli avrebbe manifestato forti perplessità, poi superate con una mediazione politica e tecnica.
Accanto al Piano Casa, il Governo ha approvato un disegno di legge dichiarato urgente sul rilascio degli immobili. Il testo mira a rendere più efficaci e veloci le procedure di liberazione degli immobili occupati abusivamente, ma anche i casi di scadenza del contratto di affitto e morosità dell’inquilino. La misura interviene sulle notifiche e sull’esecuzione dello sfratto, prevedendo una procedura d’urgenza con decreto di rilascio dell’immobile entro 15 giorni dal ricorso e una penale pari all’1% del canone mensile per ogni giorno di occupazione oltre il termine fissato dal giudice. La scelta di usare un disegno di legge, e non il decreto-legge principale, risponde alla delicatezza costituzionale e sociale della materia.
Il Consiglio ha poi approvato un decreto-legge sui prezzi petroliferi, collegato al protrarsi della crisi dei mercati internazionali. Il provvedimento proroga per altri 21 giorni la riduzione temporanea delle accise (imposte indirette applicate su produzione e consumo di determinati beni, tra cui i carburanti): lo sconto resta a 20 centesimi al litro per il gasolio, mentre scende a 5 centesimi al litro per la benzina. L’obiettivo dichiarato è contenere l’impatto dei rincari energetici su famiglie e imprese.
In materia agricola, il Governo ha approvato in esame preliminare un decreto legislativo sul florovivaismo, in attuazione della legge 4 luglio 2024, n. 102. Il testo definisce in modo organico l’attività agricola florovivaistica, includendo floricoltura, vivaismo ornamentale, frutticolo, olivicolo, forestale e orticolo. Prevede inoltre un successivo decreto interministeriale per individuare le figure professionali del settore, con particolare attenzione al manutentore del verde, figura sempre più centrale nella cura urbana, nei giardini storici e nella gestione ambientale. Il decreto introduce anche il contratto di coltivazione, una programmazione quinquennale, un tavolo tecnico di filiera, un Piano nazionale di settore, una raccolta dati affidata a ISMEA (Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare) e la possibile creazione di un marchio unico nazionale per origine e tracciabilità delle produzioni.
In esame definitivo è stato approvato anche il decreto legislativo di attuazione della Direttiva UE (Unione Europea) 2023/970 sulla trasparenza retributiva e sulla parità salariale tra uomini e donne per lo stesso lavoro o per un lavoro di pari valore. Il testo, già approvato in via preliminare il 5 febbraio 2026, recepisce una normativa europea finalizzata a rendere più effettivo il principio di pari retribuzione, rafforzando obblighi informativi, strumenti di verifica e meccanismi di tutela contro discriminazioni salariali ingiustificate. Il provvedimento tiene conto dei pareri delle Commissioni parlamentari competenti e del Garante per la protezione dei dati personali.
La ministra per le Disabilità Alessandra Locatelli ha inoltre illustrato un’informativa su un decreto ministeriale destinato a incentivare l’inclusione lavorativa delle persone con disabilità. La misura prevede 25 milioni di euro per favorire l’assunzione a tempo indeterminato di giovani under 35 (sotto i 35 anni) da parte degli enti del Terzo settore, con riferimento ai contratti stipulati entro il 30 settembre 2026, rafforzando gli interventi già previsti dal decreto-legge 4 maggio 2023, n. 48.
Il Consiglio dei Ministri ha poi esaminato alcuni procedimenti di VIA (Valutazione di Impatto Ambientale) relativi a impianti eolici e agrivoltaici in Sardegna, con la partecipazione della presidente della Regione autonoma Alessandra Todde. È stato dato mandato ai ministri dell’Ambiente e dell’Agricoltura di svolgere ulteriori approfondimenti entro 2 settimane, anche per individuare soluzioni alternative. Il Consiglio ha espresso parere contrario sulla compatibilità ambientale di un impianto agro-fotovoltaico nel Comune di Sassari, in località Serra Longa, e sul progetto di completamento e razionalizzazione del porto commerciale di Palau.
Sul fronte delle reazioni, il presidente di Confindustria Emanuele Orsini ha accolto positivamente il Piano Casa, definendolo un passaggio atteso e coerente con le richieste del mondo produttivo. Secondo Orsini, l’emergenza abitativa non è più solo sociale, ma anche economica e industriale, perché ostacola la mobilità dei lavoratori, rende più difficile attrarre personale nelle aree produttive e aggrava il divario tra domanda e offerta di lavoro. Il presidente di Confindustria ha collegato il tema della casa alla competitività del Paese, al calo demografico, alla fuga dei giovani e al mismatch (disallineamento) tra profili richiesti dalle imprese e competenze disponibili.
Anche Federcasa, attraverso il presidente Marco Buttieri, ha espresso soddisfazione per l’attenzione al recupero dei 60mila alloggi sfitti e non assegnabili. Il Consiglio nazionale del Notariato ha invece evidenziato la rilevanza sociale del Piano e ha annunciato la disponibilità a ridurre gli onorari negli atti collegati all’edilizia convenzionata, oltre a valorizzare strumenti come il rent to buy (affitto con successivo acquisto) e il co-housing (abitare condiviso), in particolare per anziani, studenti e nuclei con esigenze abitative flessibili.
Infine, il Consiglio dei Ministri ha deliberato alcune nomine: Francesco Napoli entra nel CNEL (Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro) fino al 7 settembre 2028 in rappresentanza delle categorie produttive, in sostituzione di Annalisa Guidotti. È stata avviata la procedura per conferire al generale di divisione dei Carabinieri Paolo Aceto l’incarico di presidente della Cassa di previdenza delle Forze armate. Il generale di Corpo d’armata Massimo Mennitti è stato nominato vice comandante generale dell’Arma dei Carabinieri.
Nel complesso, la seduta del 30 aprile 2026 consegna un pacchetto ampidecreti o, nel quale la casa diventa il baricentro politico e sociale dell’azione di Governo, ma la reale efficacia dipenderà dai testi definitivi, dai tempi di attuazione, dal coordinamento con Regioni e Comuni e dalla capacità di tradurre semplificazioni e risorse in cantieri effettivi.

Giornalista pubblicista, ex direttore di una precedente testata e attuale direttore di Mediterranea24.









