Sintesi
Nella notte del 13 settembre 2026, a Falsomiele, i poliziotti intervenuti per fermare 3 motociclisti in fuga sono stati accerchiati da circa 100 persone e colpiti con pietre e altri oggetti. Gli agenti hanno esploso alcuni colpi in aria per disperdere la folla; 8 sono finiti in ospedale e 2 volanti hanno riportato gravi danni. Due uomini di 27 e 52 anni sono stati bloccati, mentre un terzo è fuggito. Un controllo stradale si è trasformato in un attacco alle Forze dell’ordine.

Il 10 settembre 2026, a Gela, Polizia e Carabinieri hanno sequestrato 13 pitbull e sottoposto a indagine 6 persone nell’ambito dell’operazione “L’inferno dei pitbull”. Nei telefoni sono stati trovati video di combattimenti, animali gravemente feriti e un cane morto durante uno scontro; agli incontri avrebbero assistito anche minorenni. Quattro cani erano cuccioli e una femmina era incinta. Gli animali venivano trattati come strumenti per scommettere e produrre immagini di violenza.

Articolo
Falsomiele, l’inseguimento e l’assalto alle pattuglie

Nella notte tra domenica 13 e lunedì 14 settembre 2026, le pattuglie della Polizia di Stato hanno intercettato in via dell’Airone, nel quartiere Falsomiele di Palermo, 3 moto di grossa cilindrata prive di targa che, secondo le prime ricostruzioni, stavano gareggiando lungo le strade della zona. I conducenti non si sono fermati all’alt e hanno proseguito ad alta velocità con manovre pericolose. Uno di loro sarebbe già stato sorpreso in passato alla guida senza patente. L’inseguimento è terminato nella zona di largo dei Pinguini, dove 2 uomini di 27 e 52 anni si sono rifugiati nei pressi di un casolare, mentre il terzo è riuscito ad allontanarsi. All’interno sarebbero stati trovati hashish, cocaina, denaro contante e una pistola scacciacani. Le indagini dovranno chiarire la provenienza del materiale e le responsabilità dei soggetti coinvolti.

Mentre gli agenti cercavano di completare l’intervento, una folla stimata in circa 100 persone ha circondato le volanti e lanciato pietre, pali di ferro, tavoli, sedie e altri oggetti. Inizialmente sono rimasti accerchiati 6 poliziotti a bordo di 3 pattuglie; sono poi arrivati rinforzi della Polizia e dei Carabinieri. Alcuni agenti hanno esploso colpi di pistola in aria per disperdere le persone e sottrarsi all’aggressione. Otto poliziotti sono stati condotti in ospedale: 4 hanno ricevuto una prognosi di 7 giorni e altri 4 di 5 giorni. Due volanti sono state gravemente danneggiate e altri mezzi hanno riportato conseguenze minori.
La condanna delle istituzioni e dei sindacati
Felice Romano (segretario generale del Siulp, Sindacato italiano unitario lavoratori Polizia) ha definito l’accaduto una forma di guerriglia e ha denunciato la presenza, in alcune zone, di cittadini disposti a intervenire per favorire chi tenta di sottrarsi ai controlli. Giuseppe Coco (segretario generale aggiunto del Sap, Sindacato autonomo di Polizia) ha osservato che un’aggressione rivolta oggi contro poliziotti e carabinieri potrebbe domani colpire medici, insegnanti o altri lavoratori impegnati in funzioni pubbliche. Condanne sono state espresse anche da Uil Polizia, Silp Cgil, Cisl e Coisp.
Renato Schifani (presidente della Regione Siciliana, esponente di Forza Italia alla guida della Giunta di centrodestra) ha affermato che aggredire gli uomini dello Stato significa colpire le istituzioni e le regole della convivenza civile. Roberto Lagalla (sindaco di Palermo, sostenuto da una coalizione di centrodestra) ha espresso solidarietà agli agenti e ha chiesto che tutti i responsabili siano individuati. Nel comunicato istituzionale del Comune di Palermo ha sottolineato che chi indossa una divisa deve poter svolgere il proprio lavoro senza diventare bersaglio di intimidazioni e violenza.
Le responsabilità restano personali e dovranno essere accertate dagli investigatori, senza estendere giudizi indistinti all’intero quartiere. Il numero delle persone che avrebbe partecipato all’assalto e la volontà di ostacolare un intervento di Polizia descrivono però una grave rottura del rapporto tra una parte della popolazione, le regole e le Istituzioni chiamate a farle rispettare.
Gela, l’operazione “L’inferno dei pitbull”
Il 10 settembre 2026 la Polizia di Stato di Gela e i Carabinieri della Sezione operativa antibracconaggio e reati in danno degli animali del Raggruppamento Cites (Convenzione sul commercio internazionale delle specie minacciate) di Roma, insieme al Nucleo Cites di Palermo e al Centro anticrimine natura di Agrigento, hanno eseguito il sequestro preventivo di 13 cani di razza pitbull o con caratteristiche riconducibili a questa tipologia. Il provvedimento è stato emesso dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Gela su richiesta della Procura della Repubblica. Sono state impiegate 30 unità tra poliziotti, carabinieri e veterinari dell’Asp (Azienda sanitaria provinciale) di Palermo.
L’indagine è cominciata durante la ricerca di un cagnolino scomparso. Nell’abitazione di uno dei 6 indagati è stato trovato un pitbull con ferite sul muso e sul corpo compatibili con precedenti combattimenti. Le verifiche sui telefoni hanno poi consentito agli investigatori di ricostruire una rete di contatti che avrebbe coinvolto persone di Gela, Palermo, Palma di Montechiaro, Agrigento e della Campania. Gli animali sono stati rinvenuti in 4 delle 6 abitazioni interessate dal decreto: 4 erano cuccioli e una femmina era incinta. Sono stati sequestrati anche tapis roulant, catene, guinzagli con moschettoni, pesi utilizzati per rafforzare le mascelle, integratori e farmaci anabolizzanti.
Combattimenti, scommesse e video
Secondo l’ipotesi investigativa, prima di ogni combattimento veniva concordato un “contratto privato” contenente il peso dei cani, l’importo della puntata e il luogo dell’incontro, talvolta scelto in “campo neutro” (fuori dalla provincia dei contendenti). Le scommesse sarebbero partite da 2.000 euro. Nei telefoni sono stati acquisiti numerosi video e conversazioni: alcune immagini mostrano cani incapaci di muoversi per le lesioni subite e un filmato documenterebbe la morte di un animale durante lo scontro. Il procuratore capo Salvatore Vella (dirigente della Procura della Repubblica di Gela) ha riferito che ai combattimenti assistevano anche minorenni e che diversi animali sarebbero morti. I 13 cani sono stati affidati a strutture messe a disposizione dal Comune di Gela per la custodia, le cure veterinarie, la riabilitazione comportamentale e un eventuale successivo reinserimento.
Le 6 persone risultano indagate e le accuse dovranno essere verificate nel contraddittorio processuale, nel rispetto della presunzione di innocenza. L’articolo 544-quinquies del Codice penale, modificato dalla legge n. 82 del 6 giugno 2025 ed entrato in vigore il 1° luglio dello stesso anno, punisce chi promuove, organizza o dirige combattimenti tra animali con la reclusione da 2 a 4 anni e con una multa da 50.000 a 160.000 euro. Per chi addestra o destina gli animali agli scontri, per i proprietari consenzienti, per chi partecipa e per chi organizza o effettua scommesse sono previste, nelle diverse ipotesi, la reclusione da 3 mesi a 2 anni e multe da 5.000 a 30.000 euro.
La stessa riforma prevede aggravanti quando i fatti avvengono alla presenza di minori, riguardano più animali oppure quando l’autore diffonde immagini e video mediante strumenti informatici. Sono proprio alcuni degli elementi che, secondo gli investigatori, ricorrerebbero nella vicenda di Gela e che dovranno essere valutati dalla Magistratura.
Secondo il Rapporto Zoomafia 2026 della Lav (Lega antivivisezione), dal 1998 al 2025 sono stati sequestrati in Italia circa 1.373 cani e 120 galli da combattimento, mentre 570 persone sono state denunciate, comprese 17 arrestate. L’associazione collega questi circuiti anche allo spaccio di sostanze stupefacenti, alla ricettazione di animali, al traffico di farmaci dopanti, alle scommesse clandestine e al controllo criminale del territorio. La Lav e la Lega italiana per la difesa degli animali e dell’ambiente hanno annunciato l’intenzione di chiedere la costituzione di parte civile nell’eventuale procedimento.
Mediterranea24 ha già approfondito nel 2026 il rapporto tra scommesse, animali e controllo criminale raccontando la corsa clandestina di cavalli scoperta a Palagonia e il precedente episodio accompagnato da spari e armi da guerra. Sul valore attribuito alla vita degli animali, la testata ha inoltre richiamato le responsabilità collettive dopo la morte dei cuccioli abbandonati al caldo a Sciacca: la civiltà di una comunità si misura anche dalla capacità di difendere chi non può proteggersi da solo.
Nell’immagine di copertina, le volanti della Polizia intervenute durante la notte a Falsomiele; la conferenza stampa sull’operazione “L’inferno dei pitbull” a Gela; alcuni dei cani sequestrati e affidati alle strutture protette.

Giornalista pubblicista, ex direttore di una precedente testata e attuale direttore di Mediterranea24.









