Paralimpiadi invernali Milano-Cortina 2026. Eredità di accessibilità: quasi 900 milioni per infrastrutture inclusive

Dalle stazioni ferroviarie senza barriere alle metropolitane di Milano, fino agli impianti sportivi tra Veneto e Trentino-Alto Adige. I XIV Giochi paralimpici invernali diventano occasione per accelerare interventi strutturali su mobilità, turismo e impianti sportivi. Resta però il nodo di un’inclusione stabile che richiede investimenti duraturi e lavoro qualificato

Sintesi

I XIV Giochi paralimpici invernali di Milano-Cortina si svolgono dal 6 al 15 marzo 2026 e rappresentano la terza edizione paralimpica organizzata in Italia dopo Roma 1960 e Torino 2006. L’evento ha generato un vasto piano di investimenti pubblici e territoriali destinati all’abbattimento delle barriere architettoniche e al miglioramento dell’accessibilità nelle infrastrutture di trasporto e negli impianti sportivi. Circa 900 milioni di euro sono stati impiegati per rendere accessibili stazioni ferroviarie, linee metropolitane, strutture ricettive e sedi di gara tra Lombardia, Veneto e Trentino-Alto Adige. Gli interventi più rilevanti riguardano dieci stazioni ferroviarie rinnovate, l’adeguamento delle linee M1 e M2 della metropolitana di Milano, il recupero accessibile dell’Arena di Verona e il potenziamento degli impianti sportivi di Cortina e Tesero. Autorità istituzionali e dirigenti del movimento paralimpico sottolineano il valore strategico dell’evento per promuovere inclusione sociale e turismo accessibile. Tuttavia esperti e amministratori evidenziano che i risultati raggiunti restano fragili senza politiche strutturali, investimenti permanenti e sviluppo di occupazione qualificata nel settore dell’accessibilità.

Articolo

I XIV Giochi paralimpici invernali si svolgono tra Milano e Cortina d’Ampezzo dal 6 al 15 marzo 2026 e rappresentano uno degli appuntamenti sportivi più rilevanti dedicati agli atleti con disabilità. L’evento coinvolge diverse località alpine già protagoniste dei XXV Giochi olimpici invernali e costituisce la terza manifestazione paralimpica organizzata in Italia dopo l’edizione estiva di Roma del 1960 e quella invernale di Torino del 2006. Ancora prima dell’assegnazione delle prime medaglie, l’edizione 2026 ha già lasciato un segno tangibile sul territorio. Il programma di interventi legato alla manifestazione ha generato investimenti complessivi prossimi a 900 milioni di euro destinati all’abbattimento delle barriere architettoniche e al miglioramento dell’accessibilità in infrastrutture di trasporto, edifici pubblici, impianti sportivi e strutture turistiche. Secondo il commissario straordinario per l’organizzazione paralimpica Giuseppe Fasiol, i Giochi hanno funzionato come un acceleratore di opere già programmate o rimaste a lungo sulla carta. L’iniziativa ha coinvolto enti territoriali, amministrazioni locali e grandi aziende pubbliche e private, producendo un processo di modernizzazione infrastrutturale che mira a rendere più inclusivi spazi urbani e ambienti montani.

Una parte consistente delle risorse è stata destinata al sistema ferroviario. Circa 650 milioni di euro sono stati investiti dal gruppo FS (Ferrovie dello Stato Italiane) attraverso la società RFI (Rete Ferroviaria Italiana), con il contributo di 120 milioni del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Gli interventi hanno interessato dieci stazioni distribuite tra Veneto, Lombardia e Trentino-Alto Adige: Ponte nelle Alpi, Belluno, Feltre, Longarone, Trento, Colico, Morbegno, Sondrio, Lecco e Tirano. Le opere hanno previsto l’installazione di nuovi ascensori, l’innalzamento dei marciapiedi per facilitare la salita e la discesa dai treni, la realizzazione di percorsi tattili destinati alle persone ipovedenti, oltre alla riqualificazione dei sottopassi e dei collegamenti interni alle stazioni.

Nel settore del trasporto urbano gli interventi più rilevanti si sono concentrati a Milano. La città ha destinato circa 80 milioni di euro all’adeguamento delle linee metropolitane M1 e M2, le più datate della rete cittadina, con l’installazione di 43 nuovi ascensori e 28 montascale per garantire l’accessibilità alle persone con mobilità ridotta. A queste opere si aggiungono 14 milioni investiti negli ultimi 2 anni per la viabilità urbana e per la progressiva eliminazione delle barriere architettoniche lungo strade e marciapiedi. Tra le eredità più evidenti dei Giochi figura anche il Villaggio Olimpico di Milano, progettato per essere riconvertito in studentato universitario dopo la manifestazione, con circa la metà dei posti letto progettati per essere fruibili anche da persone con disabilità.

Uno degli interventi simbolicamente più rilevanti riguarda l’Arena di Verona, lo storico anfiteatro romano costruito nel I secolo d.C. e scelto per ospitare la cerimonia di apertura dei Giochi. L’opera di adeguamento ha comportato un investimento di 20,5 milioni di euro per migliorare l’accessibilità dell’impianto e consentire la partecipazione di spettatori con disabilità motorie o sensoriali. Il progetto rappresenta un raro esempio di adattamento inclusivo di un monumento archeologico di età romana e sarà completato in futuro con la realizzazione di un ascensore strutturale.

Nel territorio alpino uno degli interventi principali riguarda Cortina d’Ampezzo. Lo Stadio Olimpico del ghiaccio è stato oggetto di lavori per 23 milioni di euro, di cui circa 15 destinati specificamente a soluzioni di accessibilità come nuovi ascensori e percorsi facilitati. Nello Sliding Center, infrastruttura dedicata alle discipline su pista ghiacciata come slittino e bob, è stato realizzato un percorso con pendenza massima dell’8% che permette l’accesso anche a persone con mobilità ridotta, con un investimento di circa 3 milioni di euro. Ulteriori 8 milioni sono stati impiegati per migliorare la viabilità urbana e riqualificare piazza Mercato.

Un ruolo significativo nel progetto complessivo è stato svolto dalle province autonome del Trentino-Alto Adige. La Provincia autonoma di Trento ha destinato 20,77 milioni di euro alla costruzione del nuovo stadio del fondo Fabio Canal a Lago di Tesero, struttura che ospita le competizioni di biathlon paralimpico e sci di fondo paralimpico. Altri 2,8 milioni sono stati utilizzati per eliminare le barriere architettoniche in 22 fermate della linea autobus lungo la strada statale SS48 tra Val di Fiemme e Val di Fassa. Parallelamente è stato avviato il programma “Qualità in Trentino”, un bando pubblico che ha assegnato 82 milioni di euro a strutture turistiche e ricettive per migliorare l’accessibilità, a fronte di richieste complessive pari a circa 273 milioni.

Secondo Roberto Pallanch, dirigente dell’unità Disabilità e integrazione della Provincia autonoma di Trento, la sensibilità del territorio verso questi temi nasce anche dalla pressione delle associazioni locali impegnate nella promozione dell’inclusione sociale e del turismo accessibile. Tra gli strumenti più innovativi figura il “Marchio Open”, una certificazione volontaria di qualità che garantisce standard elevati di accessibilità per persone con disabilità nelle strutture turistiche e nei servizi pubblici.

La Provincia autonoma di Bolzano ha sviluppato una strategia analoga, rafforzando l’accessibilità nel trasporto ferroviario e nel trasporto su gomma e potenziando il portale informativo “Alto Adige per tutti”, una piattaforma digitale che raccoglie informazioni dettagliate su alberghi, negozi, infrastrutture e impianti turistici accessibili. Il vicepresidente provinciale Daniel Alfreider ha sottolineato come la mobilità inclusiva rappresenti una priorità amministrativa e un dovere civico per eliminare ostacoli fisici e sociali.

L’attenzione internazionale verso queste politiche è stata evidenziata anche dal presidente dell’IPC Andrew Parsons, che ha indicato le località montane coinvolte nei Giochi come possibili modelli di accessibilità per il resto del Paese. Però numerosi osservatori e operatori del settore sottolineano che l’eredità dei Giochi rischia di rimanere incompleta senza politiche strutturali permanenti. L’inclusione delle persone con disabilità, infatti, non dipende soltanto da grandi eventi sportivi ma richiede investimenti continuativi, servizi qualificati e opportunità di lavoro specializzato nel campo dell’accessibilità.

L’organizzazione della manifestazione prevede tre villaggi paralimpici destinati agli atleti e alle delegazioni internazionali, collocati a Milano, Cortina d’Ampezzo e Predazzo. Le principali sedi di gara comprendono l’Arena di Verona per la cerimonia di apertura con una capienza di circa 20000 spettatori, la Milano Santa Giulia Ice Hockey Arena dedicata all’hockey su ghiaccio paralimpico con 15000 posti, la pista Olimpia delle Tofane a Cortina per lo sci alpino e lo snowboard paralimpico, lo Stadio Olimpico del ghiaccio per il curling in carrozzina e la cerimonia di chiusura, e il centro del fondo e del biathlon di Tesero con capienza fino a 50000 spettatori.

A rappresentare simbolicamente lo spirito dell’edizione 2026 è la mascotte paralimpica Milo, il cui nome deriva da Milano. Nella narrazione ufficiale si tratta di un animale nato senza una zampa che ha imparato a superare le difficoltà sfruttando la propria coda e trasformando la diversità in una risorsa. Il personaggio vive in montagna e costruisce strumenti musicali utilizzando il legno dei boschi, strumenti che vengono suonati dalla mascotte olimpica Tina, il cui nome richiama Cortina. La storia vuole trasmettere un messaggio di resilienza, creatività e rispetto per l’ambiente montano, valori che gli organizzatori intendono associare all’immagine dei Giochi paralimpici.

Nel complesso la manifestazione sportiva rappresenta non soltanto una competizione internazionale ma anche un laboratorio di politiche pubbliche dedicate all’accessibilità. Se gli investimenti infrastrutturali produrranno effetti duraturi, l’Italia potrebbe consolidare un modello di sviluppo turistico e urbano capace di coniugare inclusione sociale, mobilità sostenibile e valorizzazione del patrimonio culturale. Tuttavia il vero banco di prova arriverà dopo la conclusione dei Giochi, quando sarà necessario trasformare gli interventi straordinari legati all’evento in politiche permanenti di integrazione e accessibilità.