Sintesi
Dopo la frana del 16 gennaio a Niscemi che ha provocato oltre 1.500 sfollati e gravi danni ambientali la Procura della Repubblica di Gela guidata da Salvatore Vella ha aperto un fascicolo contro ignoti per disastro colposo e danneggiamento seguito da frana e ha avviato sopralluoghi con consulenti dell’Università di Palermo. La presidenza della Regione Siciliana presieduta da Renato Schifani ha stanziato 558 milioni oltre ai 93 milioni già destinati nell’immediatezza e ha attivato contributi tra 400 e 900 euro al mese per l’autonoma sistemazione degli sfollati in attuazione dell’ordinanza di Protezione civile del 30 gennaio. Il ministro Gilberto Pichetto Fratin ha presentato il Sim, una piattaforma di simulazione per prevenire i disastri, prima che accadano realmente, finanziato con 500 milioni dal Pnrr come strumento digitale basato su cloud, intelligenza artificiale e supercalcolo sviluppato da Leonardo e DXC Technology per prevenire e gestire rischi ambientali e climatici, sottolineando la vulnerabilità del territorio e la necessità di una prevenzione strutturale.

Articolo
L’appuntamento era fissato per le 9.30 di ieri negli uffici della Procura della Repubblica di Gela, dove il capo dell’ufficio Salvatore Vella ha convocato una riunione operativa dedicata alla frana che il 16 gennaio ha colpito Niscemi. Non un vertice formale ma un incontro tecnico per definire i passaggi investigativi utili a ricostruire la catena delle responsabilità all’origine del dissesto che ha causato danni ambientali rilevanti e oltre 1.500 sfollati. È stato aperto un fascicolo contro ignoti con le ipotesi di reato di disastro colposo e danneggiamento seguito da frana. Dopo il briefing, Magistrati e consulenti si sono mossi lungo un percorso stabilito a valle dell’area interessata dal cedimento per poi raggiungere il centro abitato.

I consulenti nominati appartengono all’Università di Palermo e sono Chiara Cappadonia docente di Geologia applicata e Geologia tecnica, Maurizio Gasparo Morticelli docente di Geologia strutturale, Edoardo Rotigliano docente di Geomorfologia. Il loro compito è fornire un inquadramento tecnico scientifico delle cause del movimento franoso e delle condizioni geomorfologiche del territorio.

Nel frattempo a Niscemi si è svolto un incontro istituzionale con la partecipazione del presidente della Regione Siciliana Renato Schifani. È stato fatto il punto su una situazione che resta critica. Il sindaco Massimiliano Valentino Conti ha spiegato che la frana ha aperto un dirupo di 50 m nei quartieri Sante Croci e Pirillo, che 2 strade provinciali risultano ancora impraticabili e che il collegamento verso sud in direzione Gela, Caltanissetta e Catania è compromesso. Gli sfollati sono circa 1.540 tra residenti e dimoranti e sono pervenute 464 domande di contributo per autonoma sistemazione. L’area era già stata colpita da un evento analogo nel 1997 e non risultano nuove edificazioni. Le attività produttive censite nella zona sono 34 e sono oggetto di delocalizzazione. Gli edifici collocati nella fascia 0-50 m sono destinati a crollare spontaneamente o a essere demoliti. È stato predisposto un piano di riallocazione per 100 nuclei familiari, in attesa delle risultanze definitive degli approfondimenti tecnici che potrebbero confermare o ridurre l’ampiezza della fascia a rischio.
La Giunta regionale ha istituito un fondo straordinario di 558 milioni per fronteggiare le emergenze connesse alla frana di Niscemi e al ciclone Harry. Le risorse derivano dalla programmazione complementare dei fondi Fesr e Fse 2021-2027 dopo la revisione di medio termine e si aggiungono ai 93 milioni già stanziati nell’immediatezza per gli interventi urgenti. Il fondo è destinato alla messa in sicurezza del territorio, al ripristino delle infrastrutture danneggiate e al sostegno di cittadini e imprese. Schifani ha consegnato 16 alloggi a famiglie rimaste senza casa e ha disposto che il sindaco operi quale soggetto attuatore delle misure previste dall’ordinanza nazionale di Protezione civile del 30 gennaio, potendo erogare contributi compresi tra 400 e 900 euro al mese per l’autonoma sistemazione e attivare le procedure di rimborso per i danni subiti.
Sul piano nazionale il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin ha richiamato la vulnerabilità del territorio italiano osservando che, se fosse stata già operativa la piattaforma di prevenzione dei rischi ambientali e climatici presentata presso la sede di Confindustria, probabilmente sarebbe stato possibile intercettare in anticipo segnali di smottamento. Il Sim, Sistema integrato di monitoraggio e previsione, è un’infrastruttura digitale rivolta a ministeri, Regioni, amministrazioni pubbliche, Forze dell’ordine e Protezione civile. È stata sviluppata da Leonardo e DXC Technology come capofila di raggruppamenti temporanei di imprese e si basa su un’architettura multilivello che utilizza il cloud del Polo strategico nazionale, valorizza le banche dati pubbliche e integra intelligenza artificiale e supercalcolo per analisi predittive.
Il progetto è finanziato con 500 milioni di euro dal Pnrr (Piano nazionale di ripresa e resilienza) e mira a rafforzare la capacità di prevenzione rispetto ai rischi connessi al cambiamento climatico. All’evento erano presenti, oltre al ministro e alla viceministra Vannia Gava, il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida, il ministro per gli Affari europei Tommaso Foti, il ministro per la Protezione civile Nello Musumeci, il sottosegretario con delega all’Innovazione tecnologica Alessio Butti e il vicepresidente della Commissione europea Raffaele Fitto. È stato sottolineato che la prevenzione fondata su dati, competenze e capacità di analisi rappresenta un investimento strategico, poiché il costo della prevenzione è inferiore a quello della ricostruzione, e che strumenti come 5G, cloud e Ai, intelligenza artificiale, costituiscono elementi operativi per misurare, prevedere e decidere in modo tempestivo.

Giornalista pubblicista, ex direttore di una precedente testata e attuale direttore di Mediterranea24.









