Napoli. Due donne travolte da un automobilista in stato di ebbrezza. I casi analoghi da inizio anno e la normativa

Tragedia nel capoluogo campano dove un 34enne, alla guida sotto effetto di alcol, ha provocato la morte di due cittadine ucraine. L’episodio si inserisce in un contesto normativo più severo dopo la riforma del Codice della Strada e le recenti pronunce della Corte Costituzionale

Sintesi

Un uomo di 34 anni in stato di ebbrezza ha investito e ucciso domenica 22 marzo, intorno alle ore 19:15, in Corso Garibaldi, all’altezza di Porta Nolana, a Napoli, due donne ucraine causando un grave incidente con più veicoli coinvolti. Le vittime sono decedute a causa delle lesioni riportate nonostante i soccorsi immediati. Il conducente è stato arrestato con l’accusa di omicidio stradale plurimo aggravato e posto ai domiciliari dopo test tossicologici positivi. Il caso si inserisce nel quadro delle nuove norme del Codice della Strada introdotte nel 2024 che hanno rafforzato sanzioni e controlli contro guida in stato di ebbrezza e sotto effetto di droghe. La Corte Costituzionale nel 2026 ha confermato la validità delle norme chiarendo i criteri di punibilità legati al pericolo concreto per la sicurezza. I dati aggiornati mostrano un calo generale degli incidenti mortali correlati a sostanze ma restano episodi gravi distribuiti sul territorio nazionale.

Articolo

Una vicenda drammatica ha scosso Napoli dove un uomo di 34 anni, alla guida della propria automobile in condizioni di alterazione dovute all’assunzione di alcol, ha travolto e ucciso due donne di nazionalità ucraina. Le vittime stavano procedendo verso via San Cosmo Fuori Porta Nolana quando, giunte al centro della carreggiata, sono state colpite violentemente dal veicolo, in un impatto che non ha lasciato loro scampo.

L’urto, di eccezionale intensità, ha determinato la perdita di controllo del mezzo da parte del conducente, che ha terminato la corsa contro tre automobili parcheggiate lungo il margine destro della strada, provocando danni rilevanti ai veicoli coinvolti. Le condizioni delle due donne sono apparse immediatamente gravissime. Una delle vittime, di 58 anni, è deceduta poco dopo a causa delle lesioni riportate, mentre la seconda, di 52 anni, trasportata d’urgenza presso l’Ospedale del Mare, è morta circa due ore dopo il ricovero nonostante i tentativi dei sanitari.

L’automobilista è stato fermato nell’immediatezza dei fatti e successivamente sottoposto agli accertamenti tossicologici e alcolemici previsti nei casi di omicidio stradale, che hanno confermato lo stato di ebbrezza al momento dell’incidente. L’Autorità giudiziaria ha disposto l’arresto con l’accusa di omicidio stradale plurimo aggravato (art. 589-bis c.p., codice penale) e l’applicazione della misura degli arresti domiciliari.

Il quadro normativo in cui si inserisce l’episodio è stato recentemente rafforzato con l’entrata in vigore della legge 177/2024 che ha modificato il Codice della Strada introducendo limiti più stringenti e sanzioni più severe, tra cui la cosiddetta tolleranza zero oltre 0,8 grammi per litro di alcol nel sangue e l’inasprimento delle pene in caso di sinistro. Parallelamente è stato aggiornato l’art. 187 relativo alla guida sotto effetto di sostanze stupefacenti, prevedendo controlli più rigorosi e responsabilità più estese.

Un passaggio rilevante è rappresentato dalla sentenza n. 10/2026 della Corte Costituzionale, depositata il 29 gennaio, che ha confermato la legittimità della riforma imponendo tuttavia un’interpretazione restrittiva: la punibilità per uso di sostanze è riconosciuta solo quando la quantità e la qualità delle stesse determinano un pericolo concreto per la sicurezza stradale, allineando di fatto il trattamento giuridico delle droghe a quello dell’alcol senza la necessità di accertare clinicamente un’alterazione psicofisica. Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (MIT) ha valutato positivamente la pronuncia, considerandola una conferma dell’impianto normativo, mentre le Forze dell’ordine evidenziano l’efficacia dei controlli, con oltre 12000 sanzioni già elevate nella fase precedente.

Sul piano cronologico, nel corso del 2026 si registrano diversi episodi analoghi, sebbene complessivamente in diminuzione rispetto agli anni passati: il 13 gennaio in area pugliese un insegnante ha perso la vita in un incidente con un conducente risultato positivo all’alcoltest; il 24 gennaio a Brescia un giovane di 26 anni sotto effetto di sostanze ha causato uno scontro mortale con la morte di un passeggero di 27 anni; l’11 marzo sulla statale 122 nei pressi di Canicattì, in provincia di Agrigento, un uomo di 44 anni in stato di ebbrezza ha provocato un sinistro fatale venendo denunciato; il 13 marzo a Roma un impatto tra auto e furgone ha causato la morte di uno dei conducenti con verifiche tossicologiche sull’altro; il 14 marzo a Montecorice, nel Cilento, un conducente positivo alla droga ha determinato la morte di due giovani di 24 e 29 anni usciti di strada.

Questi eventi, oggetto di procedimenti penali e misure come ritiro o revoca della patente, non rappresentano un quadro esaustivo ma delineano una tendenza in riduzione confermata anche dai dati in fase di consolidamento da parte di ISTAT (Istituto Nazionale di Statistica) e ASAPS (Associazione Sostenitori e Amici della Polizia Stradale). L’orientamento generale resta improntato alla prevenzione e alla verifica rigorosa del nesso causale tra stato psico-fisico del conducente e conseguenze letali, con un sistema giuridico che appare sempre più strutturato per contrastare comportamenti ad alto rischio.