Monopattini elettrici. Aumento di incidenti in Italia: allarme tra dati sanitari e nuove regole di Aci e Istat

Nel 2026 aumentano gli episodi gravi legati alla micromobilità, mentre studi clinici e report ufficiali evidenziano costi sanitari elevati, scarsa prevenzione e criticità nell’applicazione delle norme

Sintesi

Tra il 2020 e i primi mesi del 2026 cresce il numero di incidenti con monopattini elettrici in Italia con oltre 90 vittime registrate secondo l’Osservatorio ASAPS (il centro di ricerca e studio dell’Associazione Sostenitori Amici della Polizia Stradale). I dati confermano un aumento costante degli eventi traumatici con numerosi episodi gravi tra febbraio e aprile 2026 in diverse città italiane. Uno studio condotto dagli ortopedici italiani evidenzia un impatto significativo sul sistema sanitario con traumi complessi interventi chirurgici e costi elevati. Le cause principali riguardano condizioni stradali, scarsa educazione degli utenti e uso limitato dei dispositivi di protezione. Il nuovo Codice della strada introduce obblighi più stringenti ma resta il problema dell’applicazione concreta delle regole. Le istituzioni e gli esperti sottolineano la necessità di interventi coordinati su sicurezza infrastrutture e responsabilità individuale.

Articolo

Nei primi mesi del 2026 il fenomeno degli incidenti legati ai monopattini elettrici in Italia mostra una progressione preoccupante, confermata dai dati dell’Osservatorio ASAPS (Associazione Sostenitori Amici della Polizia Stradale, organismo di monitoraggio e analisi degli incidenti stradali). Secondo le rilevazioni aggiornate, dal 2020 fino alla fine di febbraio 2026 si contano oltre 90 decessi, delineando una tendenza crescente che non si arresta nemmeno nei mesi invernali.

La sequenza cronologica degli eventi più recenti del 2026 evidenzia la diffusione territoriale del fenomeno. Il 12 febbraio 2026 a Cesenatico un 24enne viene investito in via Torino. Il 18 marzo 2026 a Milano si verifica un grave scontro in viale Sabotino. Il 4 aprile 2026 a Cesano Boscone una donna di 45 anni riporta condizioni critiche dopo un impatto in via Mandorli. Il 9 aprile 2026 a Parabiago una undicenne resta gravemente ferita e viene trasportata in codice rosso all’ospedale Niguarda di Milano. Il 10 aprile 2026 a Lucca un giovane perde il controllo del mezzo in piazza San Michele. L’11 aprile 2026 a Castellabate un uomo cade in via del Mare perdendo conoscenza. Il 15 aprile 2026 a Foggia un anziano viene investito mortalmente da un tredicenne alla guida di un monopattino, con conseguenze giudiziarie per i genitori.

Parallelamente, il quadro clinico emerge con chiarezza da uno studio condotto dagli specialisti di OTODI (l’Associazione degli Ortopedici e Traumatologi Ospedalieri d’Italia, una società scientifica che unisce i professionisti del settore operanti negli ospedali) e pubblicato sul Journal of Orthopaedic Reports (una rivista accademica internazionale specializzata nel campo dell’ortopedia e della traumatologia). L’analisi, basata sui dati raccolti tra il 2018 e il 2024 presso gli ospedali di Roma, Ospedale San Giovanni Addolorata e Policlinico Umberto I (considerato l’ospedale più grande d’Italia e tra i più estesi in Europa), evidenzia 441 pazienti con traumi significativi che hanno richiesto interventi specialistici. Oltre il 25% dei casi ha comportato operazioni chirurgiche, con fratture agli arti superiori nel 27% e inferiori nel 25%.

Si aggiunga: traumi al volto ai denti o lesioni neurochirurgiche si verificano in circa 1 caso su 4; visite ortopediche risultano necessarie in 8 casi su 10; le fratture interessano frequentemente polso clavicola e omero ma anche tibia rotula e caviglia. Il dato sull’utilizzo dei dispositivi di sicurezza è particolarmente critico, poiché solo 36 persone su 441 indossavano il casco e nessun paziente utilizzava protezioni come gomitiere o polsiere.

Le cause degli incidenti appaiono multifattoriali e riconducibili a elementi strutturali e comportamentali. Le condizioni del manto stradale, la presenza di pavimentazioni irregolari come i sanpietrini, superfici scivolose dovute a pioggia o fogliame e la distrazione legata all’uso dello smartphone incidono in modo significativo. Il 78% degli incidenti deriva da cadute autonome senza coinvolgimento di altri veicoli. Il profilo medio degli utenti coinvolti è rappresentato da uomini nel 71% dei casi con età intorno ai 30 anni. Il 63% degli eventi si concentra tra giugno e settembre con un picco nel fine settimana, in particolare il venerdì, elemento che suggerisce una possibile correlazione con l’aumento del consumo di alcol.

Il contesto normativo ha subito un aggiornamento con l’introduzione delle nuove disposizioni del Codice della strada entrate in vigore dal 2025. Le misure prevedono obbligo di casco, assicurazione Rc (Responsabilità civile), limiti di velocità, utilizzo di luci frecce e freni omologati, oltre all’obbligo di indossare giubbotti riflettenti dopo il tramonto. Viene inoltre vietata la circolazione sui marciapiedi, il trasporto di passeggeri e l’uso contromano o su corsie riservate. I dati del report congiunto ACI e ISTAT confermano un aumento progressivo degli incidenti dal 2021 fino a raggiungere 3365 casi nel 2024 con 20 decessi, evidenziando una crescita costante del fenomeno.

Le ricadute economiche sul sistema sanitario risultano rilevanti. Secondo gli specialisti, una sala operatoria ha un costo medio di circa 1900 euro l’ora, mentre il ricovero ospedaliero comporta circa 600 euro per notte, senza considerare dispositivi medici come placche protesi o viti. Il costo complessivo può superare facilmente 1 milione di euro. A questi si aggiungono i costi indiretti legati alle assenze lavorative, stimati in circa 110 giorni medi di malattia per ogni incidente grave secondo studi europei.

Sul piano amministrativo alcune città hanno adottato misure restrittive. Firenze ha sospeso il servizio di monopattini in sharing dal 1 aprile 2026, seguendo esempi internazionali come Parigi e Madrid. Anche Comune di Roma ha avviato limitazioni successivamente sospese dal Consiglio di Stato. Le valutazioni degli esperti convergono sulla necessità di un approccio integrato. Ridurre gli incidenti richiede norme chiare e applicate, infrastrutture adeguate e comportamenti responsabili da parte degli utenti. Il fenomeno dei monopattini elettrici rappresenta una risposta alla mobilità urbana sostenibile, ma senza adeguati correttivi rischia di trasformarsi in una emergenza strutturale per la sicurezza pubblica e la sanità nazionale.