Sintesi
La Regione Siciliana ha revocato con decreto la concessione dello stabilimento balneare di Mondello alla società Italo Belga dopo 117 anni, rilevando violazioni amministrative, affidamenti a terzi non autorizzati e irregolarità nella gestione dei servizi, con un peso determinante assunto dagli accertamenti antimafia su subappalti e legami familiari con la criminalità. Il provvedimento, sostenuto dall’Avvocatura dello Stato, segue un percorso avviato dalle polemiche sui varchi e sulle recinzioni dell’estate 2025 e dalle denunce del deputato Ismaele La Vardera. La società annuncia tutela nelle sedi giudiziarie, mentre il Comune valuta concessioni brevi in attesa del completamento del Pudm e una parte della cittadinanza celebra simbolicamente il ritorno della spiaggia libera.

Articolo
Quella che per decenni è stata percepita come una certezza immutabile per i palermitani, quasi un principio intoccabile paragonato all’eterna attesa del collegamento stabile sullo Stretto, si è definitivamente incrinata. Dopo 117 anni, la spiaggia di Mondello non è più affidata in concessione alla società Italo Belga. La decisione è stata formalizzata dalla Regione Siciliana con il decreto n. 384, firmato dal dirigente generale del Dipartimento Ambiente, Calogero Beringheli, al termine di un’istruttoria che ha ritenuto non persuasive le controdeduzioni presentate dalla società concessionaria. Secondo la ricostruzione amministrativa, sarebbero emerse violazioni e inadempienze, con una gestione che, in parti significative, sarebbe stata demandata a soggetti terzi in assenza dei necessari titoli autorizzativi.

Nel provvedimento regionale trova spazio anche il capitolo relativo al Mida, uno degli stabilimenti più noti del litorale di Mondello. Gli uffici regionali hanno ricostruito che l’autorizzazione per l’affidamento delle attività di bar e ristorazione era valida fino al 31 dicembre 2023 e che, oltre quella scadenza, i servizi sarebbero proseguiti senza una nuova concessione formale. Un elemento che ha aggravato il quadro, secondo la Regione, riguarda la continuità delle attività in assenza di atti aggiornati e coerenti con la normativa vigente.

A incidere in modo determinante sulla revoca è stato anche il profilo antimafia. Dagli accertamenti è emerso che attività ritenute essenziali sarebbero state trasferite a una ditta esterna, la G.M. Edil, collegata da rapporti di parentela al boss Salvatore Genova. Un controllo della Prefettura ha inoltre segnalato la presenza di 21 dipendenti con legami familiari riconducibili a contesti di criminalità organizzata dell’area di Resuttana, un dato che ha rafforzato le valutazioni di rischio e le conclusioni del dossier istruttorio.
Il Comune di Palermo ha già acquisito le osservazioni trasmesse dal Dipartimento regionale e, nella fase attuale, può procedere al rilascio di concessioni di breve durata a eventuali nuovi gestori, con l’obiettivo di evitare l’interruzione dei servizi balneari. Questa soluzione ponte è collegata al completamento dell’iter del Pudm (Piano di utilizzo del demanio marittimo), lo strumento urbanistico che disciplina e organizza l’uso del litorale e che attende la definitiva approvazione del Consiglio comunale.
Sul piano politico-istituzionale, l’assessore regionale al Territorio, Giusi Savarino, ha rivendicato la correttezza dell’azione amministrativa, sottolineando che l’assessorato ha operato “con la schiena dritta e senza timori”, con il supporto dell’Avvocatura dello Stato, per assicurare la massima solidità giuridica del provvedimento. Dello stesso tenore le dichiarazioni di Ismaele La Vardera, deputato regionale che da quasi un anno ha portato avanti la denuncia pubblica e istituzionale sulla gestione di Mondello, parlando di una svolta storica e della vittoria dello stato di diritto contro pratiche ritenute non più compatibili con la legalità.
L’origine della vicenda risale all’estate 2025, quando le polemiche sui tornelli e sulle recinzioni che limitavano il libero accesso al mare accesero il dibattito pubblico e politico. Da quelle contestazioni presero avvio controlli, ispezioni e interrogazioni parlamentari che, nel tempo, hanno fatto emergere un sistema di gestione considerato non più allineato alle leggi e ai principi di trasparenza oggi richiesti per l’uso del demanio marittimo. In questo contesto si inserisce anche la complessa amministrazione dei diversi stabilimenti presenti sul litorale, dal Mida alle altre strutture storiche.
La società Italo Belga, al momento, evita di entrare nel merito delle contestazioni. In una nota ufficiale ha dichiarato di non aver ancora ricevuto la notifica formale del decreto e di non aver potuto esaminare il testo integrale del provvedimento. Una volta acquisita la documentazione, la società ha annunciato che procederà con i propri legali a valutare ogni iniziativa necessaria per la tutela dei diritti e della propria posizione, comprese le impugnazioni previste dall’ordinamento e l’eventuale apertura di una fase contenziosa nelle sedi competenti.
Nel frattempo, sul piano simbolico e civile, Ismaele La Vardera ha lanciato un appello ai cittadini palermitani, dando appuntamento per un bagno collettivo davanti al Charleston, gesto pensato per celebrare il ritorno della spiaggia “libera” e per segnare, almeno sul piano sociale, la chiusura di una stagione lunga oltre un secolo nella storia di Mondello.

Giornalista pubblicista, ex direttore di una precedente testata e attuale direttore di Mediterranea24.









