Messina tra sviluppo urbano, pressione fiscale e scelta elettorale: cinque candidati a sindaco. La sfida è adesso

Mobilità, servizi, rigenerazione urbana e welfare al centro della campagna elettorale, ma cresce il dibattito sulle coperture finanziarie e sul peso delle tasse comunali già elevate

Sintesi

Alle imminenti elezioni elezioni amministrative del 24 e 25 maggio 2026 (tra una settimana), i 5 candidati alla carica di sindaco di Messina propongono modelli differenti di sviluppo amministrativo, economico e sociale fondati su rigenerazione urbana, servizi pubblici, mobilità sostenibile, sicurezza, turismo, cultura e inclusione sociale. Federico Basile punta sulla continuità amministrativa e sul rafforzamento del ruolo strategico della città nello Stretto. Antonella Russo propone una città partecipata e vicina ai quartieri. Marcello Scurria rilancia il progetto della grande area metropolitana dello Stretto con Reggio Calabria. Gaetano Sciacca insiste su tram, verde urbano, lungomare e sostenibilità. Lillo Valvieri richiama identità storica, commercio locale e vicinanza ai cittadini. Resta però aperta una questione sulle future risorse economiche necessarie per realizzare programmi, infrastrutture e opere pubbliche attraverso fondi comunali, regionali, statali ed europei. Si rafforza inoltre il confronto sull’eventuale aumento delle imposte locali in una città dove Tari (Tassa sui Rifiuti), Imu (Imposta Municipale Unica), Cup (Canone Unico Patrimoniale), concessioni comunali, occupazione di suolo pubblico e altri tributi incidono già pesantemente su famiglie, imprese, commercio, alberghi, ristorazione e artigianato.

Articolo

Cinque candidati sindaco, 26 liste e differenti idee di sviluppo urbano per una delle città strategicamente più importanti del Mediterraneo. La campagna elettorale per le amministrative del 24 e 25 maggio a Messina (tra una settimana), ruota attorno a programmi che spaziano dalla rigenerazione urbana alla sicurezza, dalla mobilità sostenibile ai servizi sociali, fino al turismo, al commercio e al rilancio economico del territorio. Sullo sfondo resta però il tema decisivo delle coperture finanziarie necessarie per sostenere interventi, opere pubbliche, infrastrutture e trasformazioni urbane in una città già sottoposta a una pressione tributaria locale particolarmente significativa.

Federico Basile, sindaco uscente e candidato di SudChiamaNord, punta sulla continuità amministrativa dopo il primo mandato avviato nel giugno 2022. Laureato in Economia e Commercio, commercialista e funzionario dell’Università degli Studi di Messina, Basile è stato Revisore dei Conti del Comune e successivamente Presidente del Collegio dei Revisori. Nel febbraio 2019 l’allora sindaco Cateno De Luca e deputato regionale all’Ars nonché leader di SudChiamaNord e oggi anche sindaco di Taormina, gli affidò il ruolo di esperto nell’ambito del progetto “Salva Messina”, finalizzato alla riorganizzazione economico-finanziaria dell’ente comunale. Nel 2020 fu nominato Presidente del Nucleo di Valutazione della Città Metropolitana e, nello stesso anno, direttore generale del Comune di Messina. Nel febbraio 2026 Basile ha annunciato le dimissioni dalla carica di sindaco contestualmente alla ricandidatura per il secondo mandato. Nella dichiarazione pubblica spiegò che la riduzione della Maggioranza consiliare da 20 a 13 consiglieri non garantiva più quella stabilità necessaria all’azione amministrativa. Il sindaco uscente sostenne di avere sopportato una fase politica complessa e di avere preferito interrompere temporaneamente il mandato piuttosto che amministrare in una situazione di debolezza numerica. Basile escluse inoltre accordi politici strutturali con il centrodestra, confermando contemporaneamente la volontà di ripresentarsi agli elettori. La visione di Basile punta su una Messina moderna, attrattiva e protagonista nell’area dello Stretto e del Mediterraneo, con investimenti in cultura, innovazione, qualità della vita e opportunità per i giovani. Il candidato rivendica il lavoro amministrativo svolto negli ultimi anni sostenendo che la città abbia acquisito basi economiche e organizzative più solide rispetto al passato e possa oggi programmare il futuro senza rincorrere continuamente emergenze finanziarie e amministrative.

Antonella Russo, candidata del centrosinistra, è avvocato ed è consigliera comunale dal 2013 nelle fila del Partito Democratico. Nata a Messina nel 1969, è stata riconfermata in Consiglio comunale anche nelle elezioni del 2022. La sua proposta politica insiste su welfare urbano, servizi sociali, inclusione, sicurezza e partecipazione civica. Russo immagina una città vicina ai giovani, agli anziani, alle donne e ai quartieri, con maggiore coinvolgimento di università, imprese, Terzo Settore, associazioni e realtà territoriali. Il progetto amministrativo punta inoltre al rafforzamento dei servizi pubblici locali e al recupero delle periferie cittadine attraverso una redistribuzione più equilibrata di risorse e funzioni amministrative.

Marcello Scurria, candidato del centrodestra, è avvocato amministrativista e opera professionalmente nel settore del diritto amministrativo dal 1991. Nel corso della carriera ha collaborato con Enti pubblici e Amministrazioni locali ricoprendo incarichi tecnici e istituzionali. La sua proposta politica mira a costruire una Messina più integrata con Reggio Calabria attraverso il rafforzamento dell’area metropolitana dello Stretto. Scurria insiste sul decentramento amministrativo, sul miglioramento dei servizi urbani, sulla sicurezza dei quartieri, sull’efficienza scolastica e sul sostegno a famiglie e anziani. L’obiettivo dichiarato è costruire una città maggiormente competitiva nel Mediterraneo e capace di attrarre investimenti economici e infrastrutturali.

Gaetano Sciacca, candidato di Rinascita Messina ed ex dirigente tecnico della Regione Siciliana, concentra il proprio programma sulla rigenerazione urbana e sulla mobilità sostenibile. Nel corso della carriera amministrativa ha ricoperto diversi incarichi pubblici e pubblicato numerosi volumi tecnici. La sua visione punta alla revisione del sistema tranviario con nuovi tracciati, alla riqualificazione del lungomare, alla tutela del verde urbano, alla creazione di grandi parchi cittadini e al recupero delle aree dismesse. Centrale anche il potenziamento dei trasporti integrati, delle Ztl (Zone a traffico limitato), della sicurezza territoriale e dei servizi nei villaggi. Il programma dedica particolare attenzione a cultura, commercio locale, turismo e inclusione sociale.

Lillo Valvieri, outsider, senza appartenenze a establishment o partiti, è un imprenditore nel settore della barberia. Fondatore dell’associazione “Le vetrine di Via Garibaldi”, ha aperto il proprio salone circa 20 anni fa e ha pubblicato nel 2019 il libro “I racconti di un barbiere distratto”, seguito nel 2022 da una raccolta di racconti scritti dai clienti. Valvieri aveva annunciato la candidatura prima ancora delle dimissioni di Basile. La sua proposta punta su una città più pulita, moderna e umana, fondata sulla valorizzazione dell’identità storica e culturale messinese, sul rilancio del commercio locale e dell’artigianato e su una maggiore vicinanza tra amministrazione e cittadini attraverso ascolto e collaborazione diretta.

Dietro le differenti visioni politiche emerge però una questione trasversale destinata a incidere concretamente sul futuro della città: quali saranno le ulteriori risorse economiche disponibili per finanziare programmi, opere pubbliche, servizi e infrastrutture. La realizzazione di interventi su mobilità urbana, lungomare, trasporti, rigenerazione delle periferie, verde pubblico, edilizia scolastica e servizi sociali richiederà inevitabilmente il ricorso a fondi comunali, regionali, statali ed europei, compresi quelli collegati al Pnrr (Piano nazionale di ripresa e resilienza, vicino alla scadenza), ai fondi strutturali europei e ai programmi di coesione territoriale.

In questo scenario cresce il dibattito sull’eventuale necessità di aumentare ulteriormente la pressione fiscale comunale in una città dove famiglie e imprese sostengono già costi tributari considerevoli. A Messina incidono infatti Tari, Imu, Cup, addizionale comunale Irpef (Imposta sul reddito delle persone fisiche), imposta di soggiorno, canoni per occupazione di suolo pubblico, concessioni amministrative, autorizzazioni commerciali, diritti urbanistici e tributi minori collegati alle attività produttive. La Tari rappresenta uno dei tributi più onerosi poiché copre integralmente il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti urbani e grava in misura significativa su attività commerciali, alberghi, ristoranti, bar, artigiani e imprese turistiche. L’Imu continua invece a incidere su seconde case, immobili produttivi, strutture ricettive e fabbricati commerciali. Il Cup interessa dehors, mercati, insegne pubblicitarie e occupazione permanente o temporanea di spazi pubblici. A questi costi si aggiungono concessioni edilizie, canoni mercatali, tributi pubblicitari e diritti amministrativi che incidono sul tessuto economico cittadino.

Negli ultimi anni il tema delle finanze comunali è stato al centro del dibattito nazionale anche a seguito delle difficoltà economiche di numerosi enti locali italiani. Associazioni di categoria, rappresentanti del commercio e organizzazioni imprenditoriali hanno più volte evidenziato come l’eccessiva pressione tributaria possa frenare investimenti, occupazione e competitività soprattutto nelle città del Mezzogiorno. Parallelamente economisti ed esperti di finanza pubblica sottolineano la necessità di rafforzare trasferimenti regionali e statali per evitare che i costi delle trasformazioni urbane ricadano quasi esclusivamente su cittadini e imprese.

Nel caso di Messina, città strategica per i collegamenti tra Sicilia e continente e protagonista del dibattito sul futuro dell’area dello Stretto, la prossima Amministrazione dovrà quindi confrontarsi con una doppia sfida: programmare investimenti e sviluppo urbano senza aggravare ulteriormente il peso fiscale su famiglie, attività produttive e comparti economici già sottoposti a una forte pressione tributaria locale.