Sintesi
Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha visitato Niscemi dopo la frana del 25 gennaio incontrando sfollati, studenti e amministratori locali e confermando la vicinanza delle istituzioni alla comunità colpita. Dopo il sorvolo dell’area interessata dal dissesto e la visita nella zona rossa ha incoraggiato il sindaco a proseguire nel percorso di ricostruzione mentre resta in attesa delle relazioni geologiche per ridurre l’area interdetta. I Vigili del fuoco hanno recuperato circa 350 volumi della collezione storica di Angelo Marsiano in un’operazione complessa che ha salvaguardato una parte significativa della memoria cittadina. Sul fronte sociale emergono criticità legate ai contributi regionali per l’emergenza abitativa e all’aumento dei canoni di locazione con segnalazioni di richieste irregolari. La Protezione civile nazionale coordina gli interventi mentre la città resta sospesa tra ricostruzione materiale e tutela della coesione civile.

Articolo
“Pronto, sono Sergio Mattarella. Verrò a Niscemi e lei lo saprà prima”. Quella telefonata, ricevuta alcune settimane fa da don Giuseppe Cafà, parroco del Sacro Cuore, si è trasformata in un fatto concreto. Il sacerdote, impegnato dal 25 gennaio accanto alle famiglie costrette ad abbandonare le proprie abitazioni dopo la frana che ha interessato un fronte di circa 5 chilometri, aveva scritto una mail al Capo dello Stato per rappresentare la sofferenza della comunità. Dopo pochi giorni era arrivata la chiamata e ieri la stretta di mano con il Presidente della Repubblica, che ha ribadito: “Grazie per la lettera, buona missione. Non vi abbandoniamo”.

La visita si è inserita in un quadro emergenziale ancora aperto. Prima di raggiungere le scuole, Mattarella ha sorvolato in elicottero l’area interessata dal dissesto idrogeologico, fenomeno che ha determinato l’istituzione di una zona rossa e l’evacuazione di circa 1500 nuclei familiari. In piazza Vittorio Emanuele ha incontrato cittadini e amministratori, ascoltando testimonianze dirette come quella di Roxana Ungureanu, residente a 20 metri dal fronte di frana, che ha raccontato di aver perso tutto. “Siamo qui e stiamo lavorando per Niscemi. So che è difficile, qui c’era la vostra vita. Sono venuto per testimoniare che il sostegno resta alto”, ha affermato il Capo dello Stato.

Il Presidente ha quindi percorso a piedi circa 700 metri fino al Belvedere, conosciuto localmente come “u tunnu”, indossando il casco protettivo giallo e accompagnato dal sindaco Massimiliano Conti, dal viceprefetto Ferdinando Trombadore e dal capo del Dipartimento della Protezione civile Fabio Ciciliano. Al primo cittadino ha rivolto un’esortazione netta: “Sindaco non molli, qui bisogna ricostruire e ripartire. Mi tenga informato”. Parole che si collocano nel solco delle competenze costituzionali del Presidente della Repubblica quale garante dell’unità nazionale e punto di riferimento morale nelle crisi.
Particolarmente toccante l’incontro con gli studenti del plesso Mario Gori, trasferiti dopo la chiusura dell’istituto Salerno situato nell’area interdetta. Tra bandierine e fotografie, i bambini hanno salutato “quello della televisione, il Capo dello Stato”. Le scuole erano state riaperte il 2 marzo nel tentativo di ripristinare una parvenza di normalità. Alcuni alunni, tuttavia, non potranno rientrare nelle proprie abitazioni dichiarate inagibili. Nel corso della visita, Mattarella ha ascoltato anche Chiara Nanfaro, madre di Aurora Pitino, 9 anni, deceduta a gennaio in un incidente autonomo sulla Strada provinciale 1, unica arteria rimasta percorribile, che ha chiesto interventi urgenti di messa in sicurezza.
Il quadro istituzionale vede coinvolta la Regione Siciliana nell’erogazione dei contributi per l’autonoma sistemazione. Ad oggi risultano indennizzate 275 famiglie, mentre altre 190 attendono il sussidio mensile per l’affitto. Tuttavia emergono criticità: alcuni nuclei già beneficiari di contributi nel 1997 per precedenti eventi calamitosi e rientrati in abitazioni destinate alla demolizione figurano negli elenchi attuali. Parallelamente si registrano rincari significativi dei canoni di locazione, passati in pochi giorni da 250–350 euro mensili a richieste di 450 euro senza contratto, fino a 900–987 euro con registrazione formale. La commissione tecnica comunale sta valutando le proposte di vendita e affitto per prevenire irregolarità e speculazioni.
Sul piano operativo, uno degli interventi più complessi ha riguardato il recupero di circa 350 volumi dalla biblioteca che custodisce la collezione di Angelo Marsiano (1926-1993, professore e studioso siciliano la cui passione ha dato nome alla biblioteca di Niscemi), figura centrale per la memoria storica locale. L’edificio, parzialmente sospeso nel vuoto a causa dei cedimenti, è stato messo in sicurezza dai Vigili del fuoco con il supporto del nucleo SAR (Search and Rescue, ricerca e soccorso), utilizzando strumentazioni di rilevazione millimetrica, droni con trasmissione in tempo reale e dispositivi sensibili a vibrazioni minime. Tra i materiali salvati figurano una trentina di manoscritti dell’autore, appunti e quadri consegnati alla nipote. Non è stato possibile intervenire nel seminterrato per l’elevato rischio strutturale. L’operazione, conclusa ieri, rappresenta un presidio simbolico di identità collettiva in una città che vede sgretolarsi un intero quartiere.
La riduzione della zona rossa resta subordinata alle relazioni geologiche in corso. “Ancora non sappiamo quando potremo restringere l’area interdetta. Lo faremo, ma non posso indicare tempi certi. Attendiamo le relazioni”, ha chiarito Fabio Ciciliano, prefetto e capo della Protezione civile nazionale, nominato con mandato governativo. Il sindaco Conti, che ha ricordato un precedente incontro con Mattarella in sede Anci (Associazione nazionale comuni italiani), ha sottolineato il valore del messaggio istituzionale ricevuto: lavorare con continuità, soprattutto per le giovani generazioni, nei prossimi 370 giorni di mandato amministrativo.
Poco prima delle 13 il Presidente ha lasciato Niscemi in elicottero per rientrare a Palermo. La visita, maturata in poche settimane dalla lettera di un parroco, si inserisce in un contesto normativo che prevede lo stato di emergenza deliberato dal Consiglio dei ministri e l’attivazione delle misure straordinarie di protezione civile ai sensi del Codice della protezione civile. In attesa che la frana, oggi apparentemente stabilizzata, venga definitivamente messa in sicurezza, la comunità resta sospesa tra l’urgenza della ricostruzione e la necessità di preservare coesione sociale e legalità.

Giornalista pubblicista, ex direttore di una precedente testata e attuale direttore di Mediterranea24.









