Ciclone e frana di Niscemi: oltre 1,2 miliardi per l’emergenza tra ristori, deroghe e poteri commissariali

Via libera del Consiglio dei Ministri al decreto-legge su Calabria, Sardegna e Sicilia dopo il ciclone “Harry” e per la messa in sicurezza di Niscemi. Parallelamente, la Regione Siciliana ha adottato misure integrative

Sintesi

Il Consiglio dei Ministri del 18 febbraio 2026 ha approvato un decreto-legge per fronteggiare gli eccezionali eventi meteorologici iniziati il 18 gennaio 2026 in Calabria, Sardegna e Sicilia e per intervenire sulla frana di Niscemi. Le risorse complessive superano 1,2 miliardi tra Fondo per le emergenze nazionali, ulteriori stanziamenti di protezione civile e misure settoriali. Il provvedimento prevede sospensione di tributi e contributi, ammortizzatori sociali gestiti dall’Inps, ristori a imprese ed esportatori tramite Simest, deroghe per le PMI (piccole e medie imprese) e poteri rafforzati ai commissari delegati. La Regione Siciliana ha inoltre esteso i contributi anche alle imprese dell’entroterra e introdotto procedure semplificate per la ricostruzione degli stabilimenti balneari danneggiati dal ciclone Harry.

Articolo

Il 18 febbraio 2026, a Palazzo Chigi, il Consiglio dei Ministri riunito su proposta del Presidente del Consiglio Giorgia Meloni e del Ministro per la protezione civile e le politiche del mare Nello Musumeci ha approvato un decreto-legge per fronteggiare l’emergenza causata dagli eccezionali eventi meteorologici che dal 18 gennaio 2026 hanno colpito Calabria, Sardegna e Sicilia, oltre a introdurre misure straordinarie per la frana nel territorio di Niscemi. Gli eventi, associati al ciclone “Harry”, hanno determinato danni diffusi a infrastrutture, abitazioni e attività economiche.

Il quadro finanziario supera 1,2 miliardi di euro. Il decreto mobilita oltre 700 milioni, attingendo in larga parte al Fondo per le emergenze nazionali con 565 milioni per il biennio 2026-2027, ai quali si aggiungono 100 milioni già deliberati il 29 gennaio e ulteriori 400 milioni stanziati con deliberazione di protezione civile. Per Niscemi è confermato un plafond di 150 milioni destinato a demolizioni, delocalizzazioni e opere di consolidamento del versante interessato dalla frana.

Sul piano fiscale, l’articolo 2 del decreto dispone la sospensione dal 18 gennaio al 30 aprile 2026 dei termini relativi ad adempimenti e versamenti tributari e contributivi, comprese ritenute e addizionali operate dai sostituti d’imposta, cartelle esattoriali, avvisi esecutivi e ingiunzioni. Restano esclusi dazi e accise. È previsto che non sia dovuto il rimborso di quanto eventualmente già versato e la ripresa dei pagamenti avvenga entro il 10 ottobre 2026 senza sanzioni né interessi. La sospensione si estende alle definizioni agevolate in scadenza nel periodo, con proroga di 3 mesi per taluni termini collegati alla cosiddetta “rottamazione”.

In materia di lavoro, ai dipendenti del settore privato, compresi gli agricoli, è riconosciuta dall’Inps (Istituto nazionale della previdenza sociale) un’integrazione al reddito con contribuzione figurativa fino al 30 aprile 2026, per un massimo di 90 giornate in caso di sospensione dell’attività e fino a 15 giornate per impossibilità di raggiungere il luogo di lavoro. Le risorse stimate per gli ammortizzatori sociali si attestano intorno a 115 milioni. Per lavoratori autonomi, collaboratori, agenti e titolari di partita Iva iscritti alla previdenza obbligatoria è prevista un’indennità una tantum di 500 euro per ogni periodo di sospensione fino a 15 giorni, con tetto massimo di 3.000 euro, erogata su domanda documentata dall’Inps.

Per le imprese esportatrici si applica un’estensione della disciplina già prevista dal decreto-legge alluvioni 61/2023, con contributi gestiti da Simest entro il limite di 300 milioni, utilizzando disponibilità già presenti sul conto di tesoreria dedicato. Gli indennizzi non possono superare il 100% dei danni direttamente riconducibili agli eventi calamitosi. Sono inoltre sospesi gli adempimenti contabili e societari in scadenza entro il 31 marzo nei territori colpiti. Per interventi a tutela dell’occupazione e della capacità produttiva è previsto un accordo di programma con il Mimit (Ministero delle Imprese e del Made in Italy) per 25 milioni. Per agricoltura, acquacoltura e pesca lo stanziamento si aggira sui 110 milioni, anche in assenza di polizze agevolate. Per le imprese turistiche sono confermati 5 milioni.

Quanto alla governance, i presidenti delle Regioni interessate operano quali commissari delegati per gli interventi urgenti e il ripristino delle infrastrutture strategiche e della viabilità. Per la frana di Niscemi è prevista la nomina di un commissario straordinario individuato nel capo del Dipartimento della Protezione civile, Fabio Ciciliano, con poteri rafforzati per accelerare appalti e opere di messa in sicurezza. È introdotto inoltre presso Consap (Concessionaria servizi assicurativi pubblici) un registro degli “esperti assicurativi catastrofali” ai fini della concessione di contributi pubblici.

Parallelamente, la Regione Siciliana ha adottato misure integrative. Con una circolare congiunta dei dipartimenti regionali Ambiente, Beni culturali e Tecnico, firmata dall’assessore al Territorio e ambiente Giusi Savarino, sono state definite procedure semplificate per la ricostruzione degli stabilimenti balneari danneggiati dal ciclone “Harry”. Sono previsti due percorsi: ricostruzione fedele del manufatto nel medesimo assetto autorizzato prima dell’evento; ricostruzione con modifiche sostanziali, con conferenza di servizi in forma semplificata da indire entro 7 giorni e concludere entro 15 giorni dalla convocazione.

Sul fronte dei ristori, la Regione ha esteso i contributi straordinari fino a 20.000 euro anche alle imprese dell’entroterra non operanti sui litorali. L’avviso, gestito dal Dipartimento regionale delle Attività produttive con il supporto di Irfis, è rivolto alle imprese dei Comuni indicati nell’ordinanza di Protezione civile n. 1180 del 30 gennaio 2026 che abbiano registrato danni o interruzioni di attività e che abbiano formalmente segnalato i pregiudizi subiti. Le domande devono essere presentate esclusivamente online dalle ore 12 del 19 febbraio alle ore 12 del 27 febbraio tramite la piattaforma regionale dedicata.

Nel complesso, i provvedimenti combina ristori economici, sostegno al sistema produttivo, tutele per i lavoratori e interventi strutturali di prevenzione e consolidamento, inserendosi nel quadro normativo della protezione civile che consente, in stato di emergenza, l’adozione di ordinanze in deroga per garantire tempestività e continuità dei servizi essenziali.