L’Italia detiene il record europeo con 701 auto ogni 1000 abitanti. In Sicilia il primato spetta a Catania con 811

Negli ultimi dieci anni le auto sono cresciute dell’11,5%, mentre quasi un quarto (24,3%) ha più di 20 anni, rendendo il nostro il parco auto più anziano tra i grandi Paesi UE. Nonostante l’invecchiamento del parco, il numero di officine e autoriparatori continua a calare

Sintesi

L’Italia registra la più alta densità di automobili in Europa con 701 vetture ogni 1000 abitanti (sette auto ogni 10 abitanti) e un parco circolante che ha superato i 41 milioni e 300 mila mezzi. Negli ultimi 10 anni le auto sono aumentate dell’11,5% e quasi il 24,3% ha oltre 20 anni, rendendo il parco il più anziano tra i grandi Paesi dell’Unione Europea. Nonostante ciò, le officine e gli autoriparatori continuano a diminuire sia a livello nazionale sia in Sicilia. Il fenomeno è legato all’aumento dei costi di gestione, alla crescente complessità tecnologica dei veicoli e alla mancanza di ricambio generazionale.

Articolo

Può apparire contraddittorio, ma i dati raccontano una realtà coerente. L’Italia si conferma il Paese europeo con la più elevata densità di automobili, pari a 701 vetture ogni 1000 abitanti, con un trend di crescita continuo dall’inizio degli anni Duemila. Il parco circolante nazionale ha oltrepassato la soglia dei 41 milioni e 300 mila veicoli e nell’ultimo decennio si sono aggiunte più di 4 milioni e 200 mila auto, con un incremento complessivo dell’11,5%. Questo approfondimento è stato elaborato dall’CGIA (Confederazione Generale Italiana dell’Artigianato), che ha analizzato in modo comparato i dati nazionali e territoriali.

Nel confronto europeo, l’Italia detiene anche il primato negativo dell’età media delle vetture. Quasi un’auto su quattro, esattamente il 24,3%, ha più di 20 anni, una quota superiore alla media dell’Unione Europea. Solo la Spagna presenta un dato peggiore con il 25,6%, mentre la Francia si attesta al 12,5% e la Germania al 10%. Un parco così esteso e obsoleto richiederebbe, in teoria, una domanda crescente di manutenzione e riparazioni.

All’opposto, le attività di autoriparazione, in particolare quelle indipendenti come carrozzerie, autofficine, gommisti ed elettrauto, sono in progressiva diminuzione. Nel 2024 in Italia se ne contavano poco più di 75.200, contro le 83.700 di 10 anni prima, con una riduzione di circa 8.400 unità pari a un calo del 10,1%. Anche in Sicilia il trend è analogo, con le officine scese da 7.765 nel 2014 a 6.873 nel 2024, segnando una flessione dell’11,5%.

L’analisi territoriale evidenzia forti differenze. La provincia di Catania emerge per il tasso di motorizzazione più elevato in Sicilia con 811 vetture ogni 1000 abitanti (otto vetture ogni 10 cittadini). Secondo i calcoli della CGIA, il dato è superato a livello nazionale solo da Firenze con 877 auto e da Isernia con 850. All’estremo opposto si collocano Trieste con 579, Milano con 571 e Genova con 511 vetture ogni 1000 residenti. Palermo rappresenta un caso particolare, perché a livello cittadino è maglia nera per traffico con 98 ore perse all’anno per automobilista secondo i dati di TomTom, mentre a livello provinciale si ferma sotto la media nazionale con 666 auto ogni 1000 abitanti.

Sempre in Sicilia, dopo Catania, la provincia con il maggior numero di vetture è Agrigento con 753, seguita da Trapani con 740, Ragusa con 733, Siracusa con 732, Messina ed Enna entrambe con 731. Poco sopra la media regionale si colloca Caltanissetta con 702 vetture ogni 1000 persone. Nel complesso il parco circolante siciliano è cresciuto da 3 milioni e 146 mila veicoli nel 2014 a 3 milioni e 508 mila nel 2025, con un incremento dell’11,5%, in linea con il dato nazionale.

Il calo delle officine nell’Isola mostra percentuali rilevanti in diverse province. A Catania la diminuzione è stata del 10% passando da 1.708 attività nel 2014 a 1.538 nel 2024. Il record negativo nell’Isola spetta a Enna, dove ha chiuso il 19,2% delle imprese, scese da 346 a 280. Seguono Trapani con un calo del 17,9%, Siracusa con il 14,7%, Messina con il 13,3%, Caltanissetta con il 12,5%, Ragusa con l’11,5% e Agrigento con il 10,9%. Palermo è la provincia con la riduzione più contenuta, pari al 5%, da 1.348 a 1.281 officine.

Secondo la CGIA, non si tratta di una crisi temporanea ma di una trasformazione strutturale del comparto. A incidere sono l’aumento dei costi di gestione per mantenere aperta un’officina, la crescente complessità tecnologica delle auto moderne che richiede competenze specialistiche e strumenti avanzati, e la carenza di ricambio generazionale dovuta allo scarso interesse dei giovani verso i mestieri manuali e artigianali. Un insieme di fattori che spiega perché, nonostante più auto e più vecchie, il settore dell’autoriparazione continui a restringersi.

Immagine di copertina generata con Ia.