Letojanni, tra filosofia della natura e paesaggi dell’anima: il dialogo tra Elvira Seminara e Mario Bolognari conquista il pubblico

Un incontro intenso e partecipato tra letteratura, scienza, memoria e riflessione sul nostro tempo. Al centro del confronto la protagonista […]

Letojanni, tra filosofia della natura e paesaggi dell’anima: il dialogo tra Elvira Seminara e Mario Bolognari conquista il pubblico

Un incontro intenso e partecipato tra letteratura, scienza, memoria e riflessione sul nostro tempo. Al centro del confronto la protagonista del nuovo libro della scrittrice siciliana e il rapporto profondo tra uomo e natura.

LETOJANNI – Una serata capace di intrecciare narrativa, filosofia, antropologia e sensibilità ecologica. La presentazione del nuovo libro di Elvira Seminara, ospitata a Letojanni, si è trasformata in un dialogo di grande spessore culturale con Mario Bolognari, coinvolgendo il pubblico in una riflessione che ha superato i confini della semplice presentazione editoriale.

Nel corso dell’incontro sono emersi temi legati alla tropicalizzazione del clima, ai cambiamenti ambientali e al modo in cui la letteratura riesce a interpretare le trasformazioni del paesaggio e dell’animo umano. L’autrice ha richiamato anche il mito dei “sassi viaggianti”, le pietre che sembrano camminare nel deserto, collegandolo alla tradizione siciliana; Bolognari ha invece evocato i faraglioni di Acitrezza come simbolo del dialogo continuo tra natura, immaginario e memoria collettiva.

Tra i passaggi più suggestivi della serata, le riflessioni sulla notte, descritta non come un tempo diverso ma come uno spazio diverso, capace di amplificare percezioni, odori e sensazioni.

«La notte è un giacimento sensoriale vastissimo», è stato uno dei concetti che hanno maggiormente colpito i presenti, insieme al richiamo alla Notte di Fernando Pessoa, definita «signora delle cose impossibili».

Il confronto si è poi spostato sul rapporto tra uomo e universo, con riferimenti a Lucrezio e alla sua visione della vita come flusso circolare, sorprendentemente vicina ad alcune intuizioni della moderna fisica quantistica. Da qui l’invito condiviso ad amare la natura con rispetto e sentimento, superando una visione puramente utilitaristica dell’ambiente.

Elvira Seminara ha raccontato la sua protagonista, Iris, come una figura capace di sentire il dolore del mondo, trasformando il pianto in un’esperienza catartica, depurativa e rigenerativa. Una sensibilità che attraversa tutto il romanzo e che dialoga con l’idea, emersa durante la serata, che la vita si manifesti soprattutto nei momenti di soglia: l’aurora, il crepuscolo, i passaggi tra pace e conflitto, tra luce e ombra.

Particolarmente apprezzata dal pubblico anche la riflessione sulla pluralità delle prospettive: «Non esiste una verità oggettiva, ma tante verità», un’affermazione che ha dato il tono a un incontro in cui la letteratura è diventata strumento di interrogazione del reale più che semplice racconto.

La presentazione di Letojanni ha così offerto un raro esempio di confronto culturale autentico, in cui la scrittura di Elvira Seminara e l’esperienza antropologica di Mario Bolognari si sono incontrate per restituire una visione complessa e affascinante del nostro tempo, tra cambiamenti climatici, paesaggi interiori e ricerca di nuovi significati.

Mariella Musso©Tutti i diritti riservati