La Vardera si allarga nel campo largo e Controcorrente punta al gruppo autonomo all’ARS

Nel giorno del vertice progressista siciliano, l’annuncio dell’adesione di Gilistro e Marano spiazza il M5S e apre una nuova fase nei rapporti dell’Opposizione regionale

Sintesi

Controcorrente nasce il 14 febbraio 2025 dopo la rottura politica di Ismaele La Vardera con Sud chiama Nord e nel 2026 il suo fondatore diventa un perno nella candidatura alla presidenza della Regione Siciliana. Ieri 29 giugno 2026, mentre il campo progressista si riunisce a Palermo per discutere il percorso verso le Regionali 2027, La Vardera non partecipa direttamente al tavolo e rilancia la propria linea autonoma. Nelle stesse ore annuncia attraverso le reti sociali digitali l’ingresso di Carlo Gilistro e Jose Marano, eletti all’ARS con il M5S, dentro “Controcorrente La Vardera presidente”. Il passaggio scuote gli equilibri della coalizione di centrosinistra, irrita i pentastellati e rende politicamente decisivo l’eventuale approdo di Alessandro De Leo, oggi nel Misto, perché solo con un numero adeguato di deputati il nuovo soggetto può chiedere il riconoscimento ordinario come gruppo parlamentare.

Articolo

La vicenda va letta partendo dal 14 febbraio 2025, quando Ismaele La Vardera presenta a Palermo il movimento “Controcorrente”, dopo la rottura con Sud chiama Nord, dando forma a un percorso politico personale dentro l’Opposizione siciliana. I documenti dell’ARS indicano che il deputato, eletto nel 2022 nella lista “De Luca Sindaco di Sicilia – Sud chiama Nord” nel collegio di Palermo con 6733 preferenze, risulta iscritto al gruppo Misto dal 14 ottobre 2024. Nel 2026 il progetto cambia passo: a febbraio viene annunciata la corsa per Palazzo d’Orleans, poi il 1 aprile viene presentato il simbolo per le elezioni regionali dell’autunno 2027 e il 9 giugno, dopo i risultati amministrativi rivendicati ad Agrigento e Bronte, La Vardera conferma agli alleati di restare candidato alla presidenza, pur dicendosi disponibile a “fare squadra”.

Il passaggio successivo arriva il 29 giugno 2026, nel giorno in cui il campo progressista siciliano si ritrova a Palermo per aprire il confronto sulle Regionali. La Vardera non siede personalmente al tavolo, al quale per Controcorrente partecipano Gandolfo Lo Verde e Miguel Donegani, mentre lui ribadisce pubblicamente di non voler trasformare la propria candidatura in una merce di scambio. Nello stesso contesto politico spunta anche il nome di Antonello Cracolici, esponente del Pd (Partito Democratico), che in una intervista si dice disponibile a valutare la corsa alla presidenza, mentre Avs (Alleanza Verdi e Sinistra) insiste su unità della coalizione, acqua pubblica, rifiuti e sanità come priorità programmatiche.

La frattura si consuma poche ore dopo. Mentre gli alleati sono ancora impegnati nel confronto al Centro Pio La Torre, La Vardera annuncia attraverso una diretta sulle reti sociali digitali la nascita del gruppo “Controcorrente La Vardera presidente” e l’adesione di Carlo Gilistro e Jose Marano, fino a quel momento nel M5S. Le schede ufficiali dell’ARS, al momento della verifica, riportano Gilistro eletto nella lista “Movimento 5 Stelle 2050” nel collegio di Siracusa con 2720 preferenze e Marano eletta nella stessa lista nel collegio di Catania con 3657 preferenze, entrambi iscritti al gruppo pentastellato dal 15 novembre 2022.

Sul piano regolamentare, la nascita del nuovo gruppo non dipende soltanto dall’annuncio pubblico. L’articolo 23 del Regolamento interno dell’ARS stabilisce che ciascun gruppo deve essere composto da almeno 4 deputati, salvo autorizzazione dell’Ufficio di Presidenza per un numero inferiore quando ricorrano specifiche condizioni legate alla rappresentanza territoriale e politica. Per questo l’eventuale paventato ingresso di Alessandro De Leo assume un valore decisivo: la sua scheda ufficiale lo indica eletto nel 2022 nel collegio di Messina con 3700 preferenze nella lista De Luca Sindaco di Sicilia – Sud chiama Nord e oggi iscritto al gruppo Misto dal 4 giugno 2026 dopo un precedente passaggio a Forza Italia. Voci parlano di un dialogo avanzato ma non ancora trasformato in atto definitivo. In altre parole, con La Vardera, Gilistro e Marano il nuovo soggetto arriva politicamente a 3 deputati; con De Leo raggiungerebbe quota 4 e potrebbe chiedere il riconoscimento ordinario secondo il regolamento.

Il quadro giuridico generale non impedisce a un eletto di lasciare il gruppo con cui è entrato in Assemblea. L’articolo 67 della Costituzione afferma che ogni parlamentare esercita le proprie funzioni senza vincolo di mandato, e il Ministero dell’Interno, in materia di assemblee elettive, ha richiamato il principio come criterio generale applicabile anche oltre il Parlamento nazionale. La giurisprudenza amministrativa recente, pur riferita a consigli locali e non direttamente all’ARS, ha ribadito che la fuoriuscita dal gruppo originario rientra nella libertà politica dell’eletto e non può essere trattata come causa di perdita delle prerogative istituzionali. Nel caso siciliano, dunque, il punto non è la legittimità politica del cambio di collocazione, ma la sua formalizzazione dentro le regole interne dell’Assemblea.

Le reazioni confermano il peso dello strappo. Nuccio Di Paola, coordinatore regionale pentastellato, replica con freddezza sostenendo che ogni forza politica deve rispondere ai propri elettori e osservando che un alleato dovrebbe portare valore aggiunto alla coalizione, non cercare deputati tra le stesse forze con cui dice di voler costruire l’alternativa. Anthony Barbagallo, segretario regionale del Pd, nel frattempo difende un percorso inclusivo e apre al coinvolgimento del movimento Solidali, mentre sul nome di Cracolici invita a una valutazione collettiva. Il risultato è un campo largo più fragile: La Vardera rafforza la propria candidatura autonoma, il M5S subisce 2 uscite pesanti, il Pd prova a tenere aperto il cantiere della coalizione e Controcorrente, se completerà il passaggio formale all’ARS, potrà trasformare un’operazione mediatica in un nuovo soggetto parlamentare capace di incidere sugli equilibri dell’opposizione siciliana.