La settimana del 27 febbraio 2026 della Presidenza della Regione Siciliana: emergenze, investimenti e riforme

Dalla gestione dell’emergenza per il ciclone Harry e la frana di Niscemi alle politiche sociali, infrastrutturali, sanitarie, ambientali ed economiche, la Presidenza della Regione Siciliana traccia un bilancio organico delle misure adottate e dei principali atti istituzionali

Sintesi

A un mese dal ciclone Harry e dalla frana di Niscemi, la Regione Siciliana ha dichiarato lo stato di emergenza regionale e nazionale, attivando un fondo complessivo di 681 milioni di euro e una cabina di regia per il coordinamento degli interventi. Sono stati avviati contributi per sfollati e imprese, monitoraggi geologici, lavori urgenti su porti e viabilità ed esenzioni sanitarie per i residenti della zona rossa. Parallelamente il governo regionale ha accelerato il piano di manutenzione dell’autostrada A19 Palermo-Catania, rilanciato il bonus bebè, completato l’iter per il mantenimento del Centro di cardiochirurgia pediatrica di Taormina, promosso interventi su università telematiche, inclusione scolastica, ambiente, tutela sociale, fondi europei per l’innovazione, cultura e infrastrutture turistiche, rafforzando il quadro complessivo di politiche pubbliche orientate a sicurezza, sviluppo e coesione.

Articolo

La settimana del 27 febbraio 2026 segna un passaggio rilevante per l’azione della Regione Siciliana, che ha fatto il punto, a un mese dagli eventi calamitosi, sulle misure adottate dopo il ciclone Harry e la frana di Niscemi. La Presidenza regionale ha deliberato con immediatezza lo stato di emergenza regionale, ottenendo contestualmente il riconoscimento di quello nazionale, e ha attivato un fondo straordinario da 681 milioni di euro, alimentato da risorse extraregionali Fesr e Fse 2021-2027 (Fondo europeo di sviluppo regionale e Fondo sociale europeo) per 588 milioni e da fondi regionali per 93 milioni, affiancato da una cabina di regia incaricata del coordinamento operativo.

Sul fronte di Niscemi sono stati avviati i contributi per l’autonoma sistemazione (Cas, Contributo per l’autonoma sistemazione) destinati alle famiglie sfollate, con importi compresi tra 400 e 900 euro, già riconosciuti a 252 nuclei su circa 440 richieste, a fronte di un plafond iniziale di 2,5 milioni di euro, raddoppiabile in una seconda fase. Il sindaco è stato nominato soggetto attuatore locale, mentre la Regione ha messo a disposizione 16 alloggi dell’Iacp (Istituto autonomo case popolari) di Caltanissetta. La Protezione civile regionale ha trasferito al Comune 1 milione di euro per le spese urgenti, attivando una sede distaccata del commissario per l’emergenza e destinando 2 milioni alla prima fase di monitoraggio della frana e ulteriori 3,5 milioni alla fase successiva. È stata inoltre allestita una struttura di accoglienza temporanea con posti letto e mensa, con il supporto dei volontari anche per la gestione dei varchi della zona rossa, mentre l’assessorato alla Salute ha disposto l’esenzione totale dei ticket sanitari per 1 anno per i residenti interessati, fino al 28 febbraio 2027.

Per la ripresa economica, il governo guidato da Renato Schifani ha pubblicato due avvisi a sostegno delle imprese danneggiate dal ciclone Harry o dalla frana di Niscemi, con contributi a fondo perduto fino a 20.000 euro, cumulabili con altri aiuti, finanziati con risorse regionali e della Protezione civile e gestiti da Irfis (Istituto regionale per il finanziamento alle imprese siciliane). Il plafond iniziale è di 23 milioni di euro, con possibilità di accesso anche ai sostegni nazionali, mentre l’Irfis ha deliberato una moratoria sui mutui per le imprese colpite. Per i lidi balneari è stata disposta la sospensione dei canoni demaniali marittimi e l’introduzione di procedure semplificate per la ricostruzione, supportate dall’istituzione di una sottocommissione della Cts (Commissione tecnica specialistica). Per pesca e acquacoltura sono stati stanziati 3 milioni di euro in ristori.

In parallelo sono partiti i lavori in somma urgenza per il ripristino e la messa in sicurezza di porti e viabilità, per un totale di 18,3 milioni di euro finanziati con fondi regionali. Gli interventi portuali, pari a 10,8 milioni, riguardano scali grandi e piccoli tra Lampedusa, Stazzo, Pozzillo, Catania-Ognina, Riposto, Stromboli, Portopalo di Capo Passero, Ustica, Levanzo, Marsala, Santa Tecla, Santa Maria La Scala, Capo Mulini, San Giovanni Li Cuti, porto Rossi e Santa Marina di Salina. Gli interventi sulla viabilità, per circa 6,8 milioni, interessano Linosa, vari lungomare del Messinese, una regia trazzera nel territorio di Niscemi e arterie stradali nei comuni di Alia e Altofonte, con ulteriori richieste di copertura alla Protezione civile nazionale per 19,3 milioni.

Sul piano infrastrutturale, la Regione ha registrato un’accelerazione senza precedenti sul piano di manutenzione dell’autostrada A19 Palermo-Catania, di cui Schifani è commissario straordinario. Su 63 interventi complessivi per 921,9 milioni di euro, 23 cantieri sono già conclusi, con l’eliminazione di 26 chilometri di restringimenti di carreggiata e 6,5 chilometri di doppi sensi di marcia, mentre 24 cantieri sono in corso e 16 in fase di avvio. Il cronoprogramma prevede il completamento di opere strategiche come la Galleria Tremonzelli, il Viadotto Alfio, la Galleria Favilla, il Viadotto Imera e la Galleria Fortolese.

Nel campo delle politiche sociali è stato riproposto il bonus bebè da 1.000 euro per ogni nuovo nato o adottato, destinato alle famiglie con Isee (Indicatore della situazione economica equivalente) non superiore a 10.000 euro, con finestre semestrali di presentazione delle domande tramite i Comuni. Contestualmente è stato completato l’iter regionale per il mantenimento del Centro di cardiochirurgia pediatrica di Taormina, inserito nella Rete ospedaliera siciliana tramite aggregazione con la Cardiochirurgia per adulti del Policlinico Rodolico-San Marco di Catania, in attesa del via libera finale del ministero della Salute e del Mef (Ministero dell’economia e delle finanze) in deroga al decreto ministeriale 70 del 2015.

Sul fronte dell’istruzione, l’assessore Mimmo Turano ha chiesto al ministro dell’Università e della ricerca una revisione delle regole sulla tassa regionale per il diritto allo studio riscossa dalle università telematiche, proponendo l’attribuzione del gettito alla Regione di residenza degli studenti, per evitare una fuoriuscita stimata fino a 3 milioni di euro l’anno. Sono stati inoltre nominati i presidenti degli Ersu (Enti regionali per il diritto allo studio universitario) di Palermo, Catania e Messina e stanziati 300.000 euro per servizi di mediazione linguistica e culturale nelle scuole.

In ambito ambientale è entrato in funzione il primo sistema di barriere “acchiappa plastica” alla foce del fiume Dirillo, ad Acate comune in provincia di Ragusa, finanziato dal ministero dell’Ambiente con fondi della legge “Salvamare”, mentre sul piano della tutela sociale è stato firmato un accordo con Trenitalia per l’erogazione di voucher ferroviari da 50 euro ai familiari dei detenuti in difficoltà economiche. Ulteriori risorse europee sono state mobilitate attraverso l’avviso Step Sicilia, che ha raccolto 52 progetti per circa 484 milioni di euro nei settori Digitech, Cleantech e Biotech, confermando Catania come polo trainante dell’innovazione.

Completano il quadro l’inaugurazione del Museo dei relitti greci a Gela, il rafforzamento delle politiche di inclusione per le persone sorde e ipoacusiche con fondi nazionali dedicati, i lavori di protezione del lungomare di Avola, la proroga del bando per il rilancio delle Terme di Sciacca dopo la sentenza della Corte di giustizia dell’Unione europea sul project financing, e una serie di incontri istituzionali che hanno ribadito il ruolo della cooperazione tra enti per la sicurezza, lo sviluppo e la modernizzazione della Sicilia.