Sintesi
La Regione Siciliana avvia la fase di rilancio dopo i danni causati dal ciclone Harry con nuovi finanziamenti alle imprese e interventi infrastrutturali nei porti e nelle aree colpite. Vengono stanziati ulteriori fondi attraverso il Fondo Sicilia e avviati cantieri urgenti per la sicurezza delle infrastrutture portuali e della viabilità. Parallelamente proseguono le misure per l’emergenza legata alla frana di Niscemi con sostegni economici alle famiglie sfollate e monitoraggi geologici. Sul fronte dello sviluppo economico vengono firmati accordi per rinnovare la formazione professionale e ridurre il divario tra domanda e offerta di lavoro. A Palermo viene inaugurato il nuovo pronto soccorso dell’ospedale Cervello nell’ambito del piano di riqualificazione della sanità regionale. A Catania prende forma il grande investimento industriale nel settore dei semiconduttori con il nuovo campus produttivo di STMicroelectronics. Sul piano ambientale riapre parzialmente la Riserva dello Zingaro dopo l’incendio dell’anno precedente e viene promossa la filiera del riutilizzo delle ceneri vulcaniche dell’Etna. Completano il quadro i finanziamenti per la pesca costiera e gli interventi abitativi destinati ai lavoratori agricoli stagionali.

Articolo
La settimana del 13 marzo 2026 segna una fase di ripartenza per la Sicilia dopo i gravi eventi meteorologici che nei mesi precedenti hanno colpito l’Isola. Il Governo regionale guidato dal presidente Renato Schifani ha avviato una serie di misure economiche, infrastrutturali e sociali con l’obiettivo di sostenere territori, imprese e cittadini coinvolti dalle conseguenze del ciclone Harry e della frana di Niscemi.

Il primo intervento riguarda il sostegno al sistema produttivo. L’esecutivo regionale ha stanziato ulteriori 18 milioni di euro destinati alle imprese danneggiate dal maltempo dello scorso gennaio. Le risorse provengono dalle economie del Fondo Sicilia e consentiranno di concedere finanziamenti a tasso agevolato con un contributo a fondo perduto pari al 40% degli investimenti ammissibili, includendo anche le spese necessarie per ripristinare la piena operatività delle attività produttive. Secondo quanto dichiarato dal presidente Schifani, “dopo i primi ristori immediati si entra nella seconda fase degli interventi per consentire agli imprenditori di tornare a produrre e salvaguardare l’occupazione”. La gestione delle domande sarà affidata a IRFIS FinSicilia, che procederà con una procedura a sportello attraverso una piattaforma digitale dedicata.

Il rafforzamento del Fondo Sicilia porta la dotazione complessiva a 33,2 milioni di euro. Di questa cifra una parte sarà destinata a diverse linee di sostegno economico, tra cui misure per imprese giovanili e femminili, microcredito, credito d’esercizio e aiuti alle start-up innovative, mentre una quota residuale sarà riservata alle imprese vittime di usura o estorsione. Il decreto dovrà essere trasmesso alla commissione Bilancio dell’Assemblea Regionale Siciliana per l’espressione del parere previsto dalla normativa regionale.
Parallelamente proseguono gli interventi infrastrutturali nelle aree colpite dal ciclone. A Portopalo di Capo Passero sono stati avviati i lavori di messa in sicurezza del porto, gravemente danneggiato dalle mareggiate del 18 gennaio 2026. Il cantiere, affidato con procedura di somma urgenza dal Genio civile di Siracusa al consorzio Medil, ha un valore di 1,36 milioni di euro e una durata prevista di 6 mesi. Gli interventi prevedono la realizzazione di una paratia con pali in cemento armato, il riempimento delle cavità sottomarine causate dall’erosione e il rifacimento della pavimentazione per oltre 6.000 metri quadrati di banchina.
Il porto di Portopalo rientra in un piano più ampio di interventi sui porti siciliani colpiti dalle mareggiate. Sono in corso o in fase di affidamento opere anche negli scali di Lampedusa, Acireale, Catania, Riposto, Stromboli, Ustica e Marsala, con un investimento complessivo di oltre 10 milioni di euro destinato alla messa in sicurezza delle infrastrutture portuali e alla ripresa delle attività della marineria locale.
L’azione della Regione riguarda anche la gestione dell’emergenza e la fase di ricostruzione. Dopo il ciclone Harry e la frana che ha colpito il territorio di Niscemi, è stato istituito un fondo complessivo di 699 milioni di euro derivante da risorse europee e regionali. La dotazione comprende fondi del programma Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR, Fondo europeo di sviluppo regionale) e del Fondo sociale europeo (FSE) per il periodo 2021-2027, oltre a fondi regionali e al Fondo Sicilia.
Nel territorio di Niscemi sono stati attivati diversi interventi. Tra questi il ripristino della viabilità sulla strada Regia trazzera Niscemi-San Michele di Ganzaria con lavori per 890 mila euro, la consegna dei primi alloggi dello Istituto Autonomo Case Popolari (IACP) alle famiglie sfollate e l’erogazione del contributo di autonoma sistemazione (CAS, contributo economico per l’alloggio temporaneo) compreso tra 400 e 900 euro per oltre 500 nuclei familiari. Il monitoraggio della frana è stato affidato a diversi enti scientifici tra cui l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) e università siciliane.
Sul fronte del lavoro la Regione ha firmato un protocollo con Confindustria e Associazione Nazionale Costruttori Edili (ANCE) per affrontare il cosiddetto mismatch occupazionale, cioè il divario tra competenze disponibili e profili richiesti dalle imprese. In Sicilia circa il 60% delle posizioni aperte resta infatti scoperto per mancanza di lavoratori con qualifiche adeguate. Il nuovo modello prevede percorsi formativi progettati insieme alle aziende, con tirocini e inserimenti diretti nel mercato del lavoro nei settori dell’edilizia, dell’impiantistica, della meccanica, dell’amministrazione, del marketing e delle tecnologie digitali.
Nello stesso periodo è stato inaugurato a Palermo il nuovo pronto soccorso dell’Ospedale Cervello, struttura sanitaria appartenente all’azienda ospedaliera Villa Sofia-Cervello. L’intervento ha restituito alla comunità circa 2.000 metri quadrati di spazi completamente rinnovati dedicati all’emergenza-urgenza. L’assessore regionale alla Salute Daniela Faraoni ha spiegato che la ristrutturazione rientra in un piano di riqualificazione che prevede il potenziamento di 25 pronto soccorso in tutta la regione con l’obiettivo di migliorare l’accesso alle cure e ridurre il ricorso alla mobilità sanitaria verso altre regioni italiane.
Tra i progetti strategici di sviluppo industriale emerge quello del nuovo campus dei semiconduttori a Catania nello stabilimento di STMicroelectronics. L’investimento complessivo ammonta a oltre 5 miliardi di euro e prevede la costruzione di un impianto destinato alla produzione di dispositivi di potenza in carburo di silicio, materiali utilizzati nei sistemi elettronici avanzati, nella mobilità elettrica e nelle energie rinnovabili. La Regione Siciliana contribuisce con 300 milioni di euro provenienti dalla piattaforma europea Strategic Technologies for Europe Platform (STEP). Secondo le stime il progetto genererà circa 2.966 nuove assunzioni e un valore aggiunto per il territorio vicino ai 895 milioni di euro.
Sempre a Catania si discute di economia circolare con il progetto CeVEtna dedicato al riutilizzo delle ceneri vulcaniche prodotte dalle eruzioni dell’Etna. Grazie a nuove linee guida regionali queste ceneri potranno essere impiegate nei cicli produttivi dell’edilizia, dell’agricoltura e nella produzione di materiali compositi come le fibre di basalto, riducendo i costi di smaltimento sostenuti dai comuni e creando nuove filiere industriali.
Sul piano ambientale arriva una notizia positiva per il turismo naturalistico. A un anno dal devastante incendio che ha distrutto circa 1.600 ettari di macchia mediterranea riapre parzialmente a Castellammare del Golfo in provincia di Trapani, la Riserva naturale orientata dello Zingaro. L’area protetta potrà essere visitata dall’ingresso sud lungo il sentiero costiero per circa 3,9 chilometri fino al collegamento con il percorso di mezza costa, formando un itinerario circolare di circa 10 chilometri. Sono stati riaperti anche il centro visitatori e diversi musei naturalistici presenti all’interno della riserva.
Completano il quadro delle politiche regionali due interventi nel settore primario e sociale. Il dipartimento della Pesca mediterranea ha pubblicato un bando da 1,5 milioni di euro destinato alle imprese di piccola pesca costiera con pescherecci inferiori a 12 metri, nell’ambito del programma Fondo europeo per gli affari marittimi, la pesca e l’acquacoltura (FEAMPA). Parallelamente la Regione ha ottenuto circa 7,9 milioni di euro per realizzare alloggi destinati ai lavoratori agricoli stagionali nei territori di Campobello di Mazara, Canicattì e Scicli, nell’ambito del progetto Su.Pr.Eme. 2 finanziato con fondi europei e nazionali.

Giornalista pubblicista, ex direttore di una precedente testata e attuale direttore di Mediterranea24.









