La Meloni completa il riassetto governativo con nuovi sottosegretari. Il Csm autorizza Bartolozzi a rientrare in magistratura

L’esecutivo guidato da Giorgia Meloni completa il riassetto con nuovi sottosegretari mentre restano aperte le partite su Consob e Antitrust e si intrecciano vicende giudiziarie e istituzionali

Sintesi

Il Governo conclude la riorganizzazione interna con nuove nomine e un riequilibrio tra i partiti della Maggioranza mantenendo gli assetti politici. Restano però irrisolte le scelte sulle Autorità indipendenti come Consob e Antitrust con tensioni tra le forze politiche e ipotesi di incarichi alternativi. Parallelamente rientra in magistratura Giusi Bartolozzi ma pendono gli effetti del procedimento Almasri con possibili implicazioni della Corte Costituzionale.

Articolo

Il Governo presieduto da Giorgia Meloni completa il riassetto dell’esecutivo dopo una fase di difficoltà politica segnata dall’esito negativo del referendum, procedendo alla nomina di 5 nuovi sottosegretari e mantenendo sostanzialmente invariati gli equilibri della Maggioranza. L’assetto finale è stato raggiunto attraverso una redistribuzione degli incarichi che ha comportato una rinuncia da parte di Fratelli d’Italia (FdI e partito della premier del quale è la leader), a favore di Forza Italia (FI), scelta funzionale a preservare la stabilità dell’alleanza governativa.

Resta tuttavia ancora aperta la questione relativa alle autorità indipendenti, in particolare la Commissione Nazionale per le Società e la Borsa (Consob, autorità di vigilanza sui mercati finanziari) e l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (Antitrust, ente che tutela la concorrenza). Il ministro dell’Economia e delle Finanze (Mef, Ministero dell’Economia e delle Finanze) Giancarlo Giorgetti ha sottolineato la necessità di una soluzione imminente, richiamando la scadenza del mandato dell’Antitrust prevista per il 4 maggio. Tra i nomi in discussione emerge Federico Freni, attuale sottosegretario, sostenuto dalla Lega, la cui candidatura è però oggetto di valutazioni legate a possibili conflitti di interesse connessi al suo ruolo nella riforma del Testo Unico della Finanza (Tuf, normativa che disciplina i mercati finanziari italiani).

Il riordino dell’esecutivo ha seguito una sequenza cronologica: sostituzione di Andrea Delmastro e la nomina di Gianmarco Mazzi come ministro del Turismo al posto di Daniela Santanchè; successivamente sono stati designati nuovi sottosegretari tra cui Giampiero Cannella alla Cultura e Alberto Balboni alla Giustizia, con quest’ultimo subentrato lasciando vacante la presidenza della Commissione Affari Costituzionali del Senato, posizione per la quale si valutano ulteriori sostituzioni interne; sono stati inoltre assegnati incarichi a rappresentanti di altre forze politiche della coalizione: Massimo Dell’Utri per Noi Moderati (gruppo politico centrista) e Mara Bizzotto per la Lega, in sostituzione di Massimo Bitonci.

La cerimonia di giuramento dei Sottosegretari di Stato si è svolta ieri a Palazzo Chigi sede del Governo italiano nonché residenza ufficiale del presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Presenti: il Sottosegretario Alfredo Mantovano e  il Segretario Generale della Presidenza del Consiglio Carlo Deodato in qualità di testimoni, il Vice Presidente del Consiglio dei Ministri e Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale Antonio Tajani, il Ministro della Giustizia Carlo Nordio, il Ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, il Ministro della Cultura Alessandro Giuli e il Ministro per gli affari regionali e le autonomie Roberto Calderoli.

Sul piano giudiziario e istituzionale si registra il rientro in magistratura di Giusi Bartolozzi, già capo di gabinetto del Ministero della Giustizia, dopo che il CSM (Consiglio Superiore della Magistratura) ha riassegnato alla Corte di Appello di Roma. Tale rientro incide direttamente sul procedimento penale che la vede imputata nell’ambito del cosiddetto caso Almasri, relativo a un generale libico accusato di gravi violazioni dei diritti umani e rimpatriato dopo l’arresto in Italia con un volo dei servizi di intelligence (apparati statali per la sicurezza nazionale). Il processo è fissato per il 17 settembre e riguarda l’accusa di false informazioni al pubblico ministero.

La vicenda presenta ulteriori sviluppi sul piano costituzionale, poiché è pendente un ricorso alla Corte Costituzionale per un conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato sollevato dalla Camera dei deputati nei confronti della Procura di Roma. In caso di accoglimento del ricorso, la competenza potrebbe essere trasferita al Tribunale dei ministri (organo giudiziario competente per i reati ministeriali), rendendo necessaria l’autorizzazione parlamentare a procedere, con possibili effetti analoghi a quelli già verificatisi in precedenti casi riguardanti membri del governo.