Italia e Turchia rafforzano l’asse industriale: obiettivi condivisi verso il 2030

Da Adolfo Urso a Mehmet Fatih Kacir, nuova intesa strategica tra Italia e Turchia dopo il vertice tra Giorgia Meloni e Recep Tayyip Erdoğan

Sintesi

Italia e Turchia consolidano ad Ankara la cooperazione economica con obiettivi quantitativi definiti al 2030. Il piano prevede l’aumento degli scambi commerciali e degli investimenti reciproci. La strategia nasce dal vertice politico del 2025 e si concretizza con una task force industriale bilaterale. I settori chiave includono difesa, aerospazio, tecnologia e transizione energetica e digitale. Il contesto geopolitico complesso spinge i due Paesi a rafforzare la collaborazione per stabilità e crescita.

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Italia e Turchia imprimono un’accelerazione ai rapporti economici e produttivi fissando traguardi concreti e misurabili entro il 2030, con l’obiettivo di raggiungere 40 miliardi di euro di scambi commerciali e 25 miliardi di euro di investimenti diretti reciproci. L’indirizzo strategico è stato delineato dal ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, durante la prima riunione della task force ministeriale congiunta svoltasi ad Ankara (capitale della Turchia, si trova nella regione centrale del Paese, l’Anatolia), organismo bilaterale istituito per coordinare le politiche industriali tra i due Paesi.

L’incontro, presieduto congiuntamente dal ministro turco Mehmet Fatih Kacir, si è concluso con la sottoscrizione di una dichiarazione condivisa che formalizza gli impegni e definisce un quadro operativo comune. Questo passaggio rappresenta la concretizzazione istituzionale degli accordi politici maturati nel vertice di alto livello tra la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il presidente turco Recep Tayyip Erdoğan, tenutosi a Roma nell’aprile 2025, momento chiave nella ridefinizione delle relazioni bilaterali.

La cooperazione si articola lungo direttrici industriali considerate strategiche e ad alto valore aggiunto, tra cui il comparto aerospaziale e della difesa, dove sono già operative sinergie rilevanti come l’ingresso della società turca Baykar in Piaggio Aerospace e le collaborazioni con Leonardo nel settore dei sistemi a pilotaggio remoto (droni). A questi si aggiungono il comparto degli elettrodomestici, con investimenti già avviati da Beko, e la trasformazione del manifatturiero orientata alla doppia transizione energetica e digitale, includendo ambiti come l’intelligenza artificiale, le materie prime critiche e le tecnologie avanzate.

Nel contesto internazionale caratterizzato da tensioni nell’area del Golfo Persico, il mantenimento dell’incontro assume una valenza politica oltre che economica. Secondo Urso, la scelta di confermare il vertice rappresenta un segnale di continuità e fiducia, evidenziando come la cooperazione industriale venga considerata uno strumento essenziale per rafforzare la stabilità e promuovere lo sviluppo regionale.

Dal punto di vista normativo e istituzionale, l’intesa si inserisce nel quadro delle politiche europee di rafforzamento delle catene del valore e di autonomia strategica, in linea con le direttive dell’Unione Europea (UE) sulla resilienza industriale e sulla sicurezza degli approvvigionamenti. Parallelamente, la collaborazione con la Turchia, Paese candidato all’adesione europea e partner della NATO (North Atlantic Treaty Organization, Organizzazione del Trattato dell’Atlantico del Nord), assume un rilievo crescente anche sotto il profilo geopolitico. Le recenti dichiarazioni istituzionali confermano un orientamento condiviso verso una cooperazione pragmatica e orientata ai risultati, con l’obiettivo di costruire una piattaforma industriale integrata capace di attrarre investimenti, sviluppare innovazione e consolidare la competitività internazionale dei due sistemi produttivi.