Sintesi
Proseguono le indagini sulla morte di Domenico, bambino di 2 anni deceduto all’ospedale Monaldi di Napoli dopo un trapianto di cuore risultato danneggiato durante le fasi di conservazione e trasporto. Gli ispettori del ministero della Salute hanno avviato verifiche a Bolzano e a Napoli per ricostruire l’intero iter dell’espianto e del trasferimento dell’organo, mentre la Procura attende la fissazione dell’incidente probatorio e dell’autopsia da parte del Gip. Le testimonianze raccolte parlano di criticità in sala operatoria, problemi di comunicazione tra le equipe coinvolte e dell’utilizzo di un contenitore di plastica per il trasporto del cuore. Nel frattempo si amplia il fronte degli accertamenti tecnici e dei soggetti indagati, mentre i familiari del piccolo affidano alla magistratura la ricerca della verità.

Articolo
Procedono gli accertamenti sulla morte di Domenico, bambino di 2 anni deceduto sabato mattina presso l’ospedale Monaldi di Napoli, struttura di riferimento per la cardiochirurgia pediatrica, dopo un trapianto di cuore che secondo gli inquirenti sarebbe risultato compromesso. L’indagine, coordinata dalla Procura partenopea, si sviluppa lungo un asse che collega Napoli e Bolzano, città dalla quale proveniva l’organo espiantato, e punta a chiarire con precisione cronologica ogni fase dell’intervento, dal prelievo al trasporto fino all’impianto.

Secondo quanto emerso dalle prime testimonianze, tre infermieri presenti in sala operatoria avrebbero riferito agli investigatori che, all’arrivo del cuore, si tentò di scongelarlo inizialmente con acqua fredda, poi tiepida e infine calda. Alcuni racconti collocano l’espianto del cuore malato del bambino prima dell’arrivo dell’organo proveniente da Bolzano, avvenuto alle 14.18, mentre l’autorizzazione definitiva sarebbe giunta solo alle 14.22. In quel frangente l’organo già rimosso si trovava sul tavolo operatorio quando il personale sanitario avrebbe notato anomalie nel contenitore utilizzato per il trasferimento. Sempre secondo le testimonianze raccolte, il cardiochirurgo che ha effettuato l’impianto avrebbe espresso più volte il timore che quell’organo non sarebbe ripartito.

Sul piano investigativo, agli ingegneri Michele Colimoro e Salvatore Carusio è stato affidato l’incarico di eseguire accertamenti tecnici sui telefoni cellulari sequestrati a medici e operatori sanitari indagati per omicidio colposo in concorso. Parallelamente, si attende che il Giudice per le indagini preliminari (Gip) fissi la data dell’incidente probatorio, che verrà svolto contestualmente all’autopsia. Questo passaggio è considerato decisivo sia per chiarire le cause della morte del bambino sia per consentire la restituzione della salma alla famiglia e la celebrazione dei funerali.
Gli ispettori inviati dal ministero della Salute sono giunti all’ospedale di Bolzano per acquisire documentazione e ricostruire in modo dettagliato l’iter dell’espianto e del trasporto dell’organo verso Napoli. La settimana precedente le stesse verifiche erano state effettuate presso l’ospedale napoletano. Il quadro degli indagati potrebbe ampliarsi, poiché il Nas (Nucleo antisofisticazioni e sanità dell’Arma dei Carabinieri) di Trento ha acquisito l’elenco completo del personale coinvolto, a ogni livello professionale, nelle fasi di prelievo e trasferimento del cuore. A Bolzano sarebbe stato inoltre fornito il ghiaccio secco utilizzato per la conservazione dell’organo, elemento che secondo l’ipotesi investigativa potrebbe aver contribuito al danneggiamento.
Mentre proseguono le attività ispettive, emergono nuovi dettagli sulle fasi operatorie. In sala operatoria si sarebbero registrati momenti di tensione, come riportato da diversi quotidiani nazionali e confermato all’agenzia ANSA. Il Dipartimento prevenzione sanitaria e salute di Bolzano avrebbe già segnalato agli inquirenti la presenza di criticità operative riconducibili al team di prelievo. A complicare la gestione dell’intervento avrebbero inciso difficoltà di comunicazione tra l’equipe napoletana e quella di Innsbruck, con scambi avvenuti in lingua inglese. Gli investigatori dovranno chiarire se e in che modo le problematiche riscontrate a Bolzano, come il drenaggio insufficiente durante la fase di perfusione e il successivo intervento correttivo del team austriaco, siano state comunicate tempestivamente ai medici di Napoli incaricati del trapianto.
Dalle testimonianze raccolte emergono anche tensioni successive all’intervento. Il 10 febbraio si sarebbe tenuta una riunione particolarmente accesa alla presenza del cardiochirurgo Guido Oppido, che ha eseguito l’impianto del cuore. Al centro del confronto vi sarebbe stata la tempistica dell’espianto rispetto all’arrivo dell’organo da Bolzano, con momenti di forte nervosismo culminati, secondo quanto riferito, in un gesto di stizza contro un termosifone.
Nel dibattito pubblico ha suscitato particolare attenzione anche una fotografia che confermerebbe quanto emerso nei giorni precedenti. Per il trasporto dell’organo sarebbe stato utilizzato un contenitore di plastica rigida, simile a quelli comunemente impiegati per la conservazione delle bevande. Il box, di colore blu con manico arancione, riportava una scritta a pennarello “S. OP. C. CHPED”, acronimo che indica la Sala operatoria di Cardiochirurgia pediatrica. Il contenitore sarebbe stato portato da Napoli a Bolzano e poi riportato nel capoluogo campano con il cuore che, secondo l’ipotesi accusatoria, sarebbe arrivato danneggiato a causa di un eccessivo raffreddamento.
Sul piano umano, restano le parole dei genitori del bambino, affidate a un’intervista rilasciata al Corriere della Sera. Il padre racconta di una vicenda iniziata “malissimo e finita peggio”, segnata dalla morte del nonno del piccolo tra il 22 e il 23 dicembre 2025 e dalla scoperta, poche ore dopo, della grave patologia cardiaca del figlio, una cardiomiopatia dilatativa (malattia del muscolo cardiaco che ne riduce la capacità di pompa). L’uomo descrive la fiducia riposta nei medici del Monaldi, distinguendo tra professionalità diverse, ma afferma di non voler più incontrare il professor Oppido, rimettendo ogni valutazione alla Magistratura. Racconta di aver intuito che qualcosa non andava quando, dopo Capodanno, i medici “sparirono” senza più fornire spiegazioni.
La madre del bambino aggiunge un ricordo carico di dolore, raccontando di aver comprato al figlio un vestitino per l’ultimo saluto, con cravatta e coppola, come quando usciva con il nonno. Lo descrive come un “ometto coraggioso” e affida alla memoria del figlio la forza per andare avanti e prendersi cura del fratellino e della sorellina.
L’inchiesta prosegue ora su un doppio binario, giudiziario e amministrativo, con l’obiettivo di chiarire responsabilità individuali e criticità sistemiche. L’autopsia e l’incidente probatorio rappresentano i prossimi snodi fondamentali per accertare se e in quale misura errori nella conservazione, nel trasporto e nella gestione dell’organo abbiano contribuito alla morte del bambino, restituendo alla famiglia risposte attese e necessarie.
Nota
In ottemperanza al diritto di cronaca tutelato dalla Costituzione, si precisa che, dato lo stadio di indagini in corso, ogni persona eventualmente coinvolta è da considerarsi innocente fino a una sentenza definitiva che accerti la sua colpevolezza.
L’opinione
Al mio attivo ci sono circa settemila articoli da quando scrivo su diverse testate, un percorso che per certi versi mi ha pure aiutato a lavorare quotidianamente su me stesso, nel tentativo di liberare la mente da questa nostrana cultura mistificatrice che da decenni ci avvolge. Una cultura ambientale che da troppo tempo, dalle Alpi a Capo Passero, ha quasi soffocato la “coscienza”, la deontologia e il senso del doveroso dovere, sostituendoli con una sorta di ipocrisia anestetizzante, una compulsiva dissonanza cognitiva che sembra non risparmiare più nessuno, dallo scranno più alto fino all’ultimo strapuntino e senza alcuna distinzione di età, provenienza, titolo o genere.
La recente tragedia del piccolo Domenico appare emblematica di questo degrado etico interiore che avvolge la Nazione, anche indirettamente, in quanto la parallela e generalizzata omertà, surrogata con diffuso benaltrismo, diviene anche complicità, connivenza, concorso, persino compiacenza. Se dovessi individuare un punto d’origine per questa degenerazione mentale collettiva, direi che potrebbe risalire a decenni fa, quando si votavano blasonati politici risaputamente mafiosi sentendosi persino furbi (oggi si votano ancora interiormente mafiosi e soprattutto arrivisti, millantatori e manken, ostentando addirittura pedanteria), oppure quando il Consiglio superiore della magistratura considerava Falcone e Borsellino un problema, o ancora quando i media asserviti, non diversamente da come fanno i social di oggi, esaltavano personaggi quale un ministro passato alla storia come “avanzo di balera”.
Da anni sembriamo come infettati da un virus culturale i cui danni interiori sono ormai ovunque e visibili (almeno per chi ancora può e vuole vedere). Un disturbo cronico, etico e profondo, individuale e collettivo, che, posso presumere, ci sarà stato trasmesso nel tempo anche dagli esempi controversi dei trasversali “piani alti” della politica e delle istituzioni, ancora una volta senza eccezioni e che noi cittadini stiamo ormai emulando, così smarrendo il vivere civile ragionevole . Un’inoculazione dall’alto avvenuta probabilmente attraverso le rispettive pletore di “seguiti”, quali ordini professionali assoldati, rappresentanti di categoria remunerati, confessioni finanziate, opinionisti e intellettuali mantenuti, eventi foraggiati con la cavalla di ritorno, media e social implicitamente appartenenti.
Come si possa più uscire da questa ingannatrice e trasversale “discarica” culturale appare come arduo. Il dolore per il piccolo Domenico è grande: aveva 2 anni ed è stato ucciso da questa “società” imbellettata, di tutta evidenza quanto altrettanto giornalmente edulcorato se non anche dissimulato, già da tempo interiormente degenerata e in lampante aggravamento.

Giornalista pubblicista, ex direttore di una precedente testata e attuale direttore di Mediterranea24.









