Grande distribuzione: previste 20mila assunzioni nel 2026 e stabilità contrattuale

Cresce l’occupazione nel retail moderno della GDO tra innovazione e intelligenza artificiale, con prevalenza di contratti a tempo indeterminato e forte domanda nei servizi operativi

Sintesi

Le catene della grande distribuzione organizzata (GDO) programmano 20mila assunzioni nel 2026 con l’86,3% dei posti a tempo indeterminato e una domanda concentrata per il 90% nei servizi operativi. Il settore che occupa oltre 450mila addetti è cresciuto dell’1,6% tra il 2018 e il 2024 e continuerà a espandersi grazie agli investimenti in innovazione e intelligenza artificiale. L’analisi di Federdistribuzione e lo studio annuale di PwC Italia confermano un equilibrio occupazionale stabile e nuove opportunità anche in logistica risorse umane e immobiliare. L’Open week di Noi distribuzione dal 2 al 6 marzo punta a rafforzare l’attrattività delle imprese come datori di lavoro. Il punto vendita resta la principale porta di ingresso con percorsi di crescita interni e attenzione ai valori richiesti soprattutto dai giovani.

Articolo

Nella grande distribuzione moderna organizzata si apre spazio per 20mila assunzioni nel corso del 2026. Le imprese del retail, che complessivamente danno lavoro a oltre 450mila persone, prevedono nuovi ingressi sia per coprire posizioni aggiuntive sia per sostituire le uscite, mantenendo l’equilibrio occupazionale raggiunto negli ultimi anni. Tra il 2018 e il 2024 il numero degli addetti è aumentato dell’1,6% e le prospettive indicano una prosecuzione della crescita, sostenuta dagli investimenti in innovazione e intelligenza artificiale (IA).

Il quadro emerge dalla nuova analisi di Federdistribuzione, diffusa alla vigilia della “Open week di Noi Distribuzione” in programma dal 2 al 6 marzo su tutto il territorio nazionale. L’iniziativa consentirà alle insegne di raccontarsi non solo come luoghi di acquisto ma anche come realtà occupazionali strutturate. Come sottolinea il presidente di Federdistribuzione, Carlo Alberto Buttarelli, l’obiettivo è far conoscere meglio le imprese del settore anche nella loro veste di datori di lavoro, andando oltre l’immagine del solo punto vendita.

La composizione della domanda di lavoro mostra una netta concentrazione nei servizi operativi, che comprendono l’insieme delle attività necessarie al funzionamento dei negozi, alla gestione delle merci e all’assistenza alla clientela. In quest’area si colloca circa il 90% delle richieste. Accanto a queste funzioni, risultano comunque molto ricercate anche professionalità nella logistica, nelle risorse umane e nel comparto immobiliare, a conferma di un settore articolato e in continua evoluzione.

Sul fronte contrattuale, le aziende intendono consolidare un modello caratterizzato da un’ampia stabilità. Secondo i dati anticipati della nuova edizione dello studio annuale realizzato da PwC Italia, l’86,3% dei rapporti di lavoro nella grande distribuzione è a tempo indeterminato. Una percentuale che testimonia la volontà di preservare un assetto occupazionale solido anche in una fase di trasformazione tecnologica e organizzativa.

Il retail moderno sta infatti vivendo una profonda integrazione tra negozio fisico e canali digitali, in una logica di omnicanalità (integrazione coordinata di più canali di vendita e contatto con il cliente) che amplia le opportunità professionali, soprattutto per i più giovani. Cambiano i bisogni delle persone e le competenze richieste, e le imprese rispondono ampliando i percorsi di inserimento e sviluppo.

Resta centrale il ruolo del punto vendita come principale porta di accesso al settore. L’esperienza diretta nei negozi consente di conoscere i processi aziendali e rappresenta la base per successivi percorsi di crescita interna. Le imprese attribuiscono crescente importanza allo sviluppo professionale e agli aspetti valoriali, consapevoli che proprio questi elementi incidono in modo decisivo sull’attrattività del lavoro per le nuove generazioni e sulla capacità del settore di continuare a crescere in modo equilibrato.