Gli Agnelli lasciano l’editoria: Dopo La Stampa vendono anche la Repubblica, HuffPost Italia, Limes e altri

Accordo tra Exor e il gruppo ellenico per la cessione di GEDI Gruppo Editoriale. Nuova amministratrice delegata Mirja Cartia d’Asero. John Elkann rivendica la scelta e rilancia il tema dell’indipendenza dell’informazione. Dopo La Stampa anche la Repubblica

Sintesi

La famiglia Agnelli-Elkann conclude la propria uscita dall’editoria con la vendita di Gedi al gruppo greco Antenna dopo un percorso avviato nel 2019. L’operazione coinvolge testate e marchi rilevanti e rappresenta un cambio di scenario per il sistema mediatico italiano. Il negoziato, iniziato mesi prima e formalizzato nel 2026, ha suscitato attenzione politica e sindacale con richieste di garanzie su pluralismo e occupazione. Antenna punta a costruire un polo integrato tra carta, radio e digitale nel Mediterraneo. Elkann sottolinea le difficoltà strutturali del settore e difende la decisione come funzionale alla libertà dei giornalisti. Restano interrogativi sull’impatto industriale e sull’effettiva tutela dell’autonomia editoriale.

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La dinastia Agnelli-Elkann abbandona il comparto editoriale dopo oltre 100 anni, chiudendo una fase storica con la cessione di GEDI Gruppo Editoriale (uno dei principali gruppi editoriali in Italia, controllato fino a tempi recenti dalla finanziaria Exor della famiglia Agnelli-Elkann) al gruppo greco Antenna Group (un importante gruppo privato internazionale di media ed editoria, fondato in Grecia nel 1988 da Minōs Kyriakou. Con sede principale in Grecia e forte presenza nei Balcani, opera nei settori tv, streaming, media digitali e radio, controllando 37 canali e diversi servizi in Europa, Nord America e Australia). L’intesa, maturata dopo mesi di interlocuzioni e verifiche, segna il passaggio di alcune delle principali realtà dell’informazione italiana sotto il controllo di un operatore straniero, aprendo una nuova traiettoria industriale nel panorama mediatico nazionale ed europeo.

L’operazione si inserisce in un percorso avviato nel 2019, quando Exor acquisì il 43,78% del gruppo da CIR (società della famiglia De Benedetti) per 102,5 milioni, con l’obiettivo di costruire un grande polo informativo nazionale. Nel corso degli anni successivi il progetto ha incontrato difficoltà legate alla crisi strutturale del settore editoriale, alla contrazione della raccolta pubblicitaria e alla trasformazione digitale. La cessione rappresenta quindi l’atto conclusivo di un progressivo ridimensionamento, già anticipato dalla vendita de La Stampa al gruppo SAE.

Nel perimetro della vendita rientrano La Repubblica, Radio Deejay, Radio Capital, m2o, HuffPost Italia, Limes, National Geographic Italia e la concessionaria pubblicitaria Manzoni. Il valore economico dell’operazione non è stato ufficializzato, ma le stime convergono intorno ai 100 milioni.

Dal punto di vista cronologico, le trattative si sono intensificate nel corso del 2025, con una fase decisiva a dicembre quando Exor conferma negoziati in esclusiva con Antenna. Nei primi mesi del 2026 il confronto si prolunga tra rinvii e tensioni, fino alla firma definitiva annunciata a mercati chiusi e comunicata alle redazioni. In parallelo si sviluppa un acceso dibattito pubblico: il sottosegretario all’informazione e editoria Alberto Barachini di Forza Italia, sollecita garanzie su pluralismo e occupazione, mentre i comitati di redazione denunciano opacità e chiedono tutele sull’autonomia giornalistica.

Il nuovo assetto societario vede Antenna, controllata dalla famiglia Kyriakou attraverso K Group, assumere il pieno controllo delle attività. Theodore Kyriakou guida il gruppo con una strategia che mira a integrare editoria tradizionale, contenuti digitali e produzione audiovisiva. L’obiettivo dichiarato è la creazione di un hub mediatico nel Mediterraneo, capace di sviluppare sinergie tra informazione, intrattenimento, podcast, documentari e piattaforme in streaming (trasmissione in diretta via internet).

Sul piano manageriale, Mirja Cartia d’Asero assume il ruolo di amministratrice delegata, mentre Mario Orfeo resta alla direzione di Repubblica e Linus continua a guidare le attività radiofoniche. La nuova proprietà promette investimenti e ribadisce che l’indipendenza editoriale rappresenta un “principio cardine”, assicurando risorse per ampliare la diffusione e rafforzare la presenza internazionale.

Le dichiarazioni di John Elkann offrono una chiave interpretativa della scelta. In un’intervista all’ANSA (Agenzia Nazionale Stampa Associata), Elkann afferma: “L’editoria è una professione che può essere esercitata in modo indipendente solo se si hanno i conti in ordine. In Italia, tuttavia, il possesso di un giornale è spesso percepito come strumento di influenza e potere, non come attività professionale”. Secondo il presidente di Exor, la cessione garantirà “sviluppo e libertà ai giornalisti”, segnando un passaggio necessario in un contesto economico complesso.

in questo marzo 2026 si è anche formalizzato un passaggio di proprietà significativo per il quotidiano storico torinese La Stampa: sempre GEDI Gruppo Editoriale, controllato dalla famiglia Agnelli-Elkann attraverso Exor, ha infatti firmato un contratto preliminare per cedere la testata al Gruppo Sae (Sapere Aude Editori), guidato da Alberto Leonardis, nell’ambito di una più ampia strategia di riduzione dell’impegno nel settore editoriale italiano. L’annuncio, arrivato nei primi giorni del mese, ha scatenato una dura reazione della redazione, che ha proclamato stati di assemblea permanente, scioperi e presidi, definendo l’operazione uno «strappo grave» e manifestando forti preoccupazioni per il futuro della storica testata. Il nuovo acquirente, già noto per aver rilevato altre testate locali da GEDI, si è impegnato a garantire continuità editoriale e un saldo legame con il territorio piemontese, pur operando in un contesto di grave crisi del settore, segnato dalla forte contrazione delle vendite dei giornali cartacei in tutta Italia.

La complessiva vicenda si inserisce in un quadro normativo e istituzionale che tutela il pluralismo dell’informazione, sancito dall’articolo 21 della Costituzione italiana e monitorato anche dall’AGCOM, organismo indipendente che vigila su concorrenza e pluralità dei media. Eventuali concentrazioni o acquisizioni rilevanti sono soggette a verifiche antitrust e a valutazioni sull’impatto occupazionale e sulla libertà editoriale. La conclusione dell’operazione rappresenta dunque un passaggio epocale: da un lato segna l’uscita definitiva di una delle principali famiglie industriali italiane dal settore dell’informazione, dall’altro apre a una nuova fase caratterizzata da capitali internazionali e da un modello integrato tra media tradizionali e digitali. Resta ora da verificare, nella concreta attuazione del piano industriale, se le promesse di investimento e autonomia troveranno riscontro nei fatti, in un contesto in cui la sostenibilità economica e l’indipendenza giornalistica restano elementi centrali e spesso in tensione.

Nell’immagine di copertina John Elkann, nato a New York nel 1976, noto imprenditore e dirigente d’azienda, nipote dell’altrettanto notorio imprenditore Gianni Agnelli e suo successore alla guida dell’impero familiare Agnelli-Elkann. È CEO di Exor N.V. holding che controlla Ferrari, Stellantis, CNH Industrial, Juventus, GEDI, The Economist) e Presidente di Stellantis e Ferrari.