Dopo il referendum si è svolto il primo incontro tra il ministro della Giustizia Carlo Nordio, l’Associazione Nazionale Magistrati e il Consiglio Nazionale Forense con un clima più disteso e orientato al dialogo. È emersa un’apertura sul rinvio della collegialità dei Gip mentre restano criticità sull’ufficio del processo e sull’emergenza carceraria. La depenalizzazione resta un’ipotesi non prioritaria mentre la riforma della prescrizione riparte in Senato con tempi incerti legati agli impegni del Pnrr. L’Avvocatura ha presentato un pacchetto articolato di proposte riguardanti il processo civile e penale. Parallelamente procede l’iter del disegno di legge sulla pubblicità delle assoluzioni con modifiche per tutelare proporzionalità e privacy.

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Si è svolto mercoledì il primo confronto istituzionale successivo al referendum tra il ministro della Giustizia Carlo Nordio, l’Associazione Nazionale Magistrati (organismo rappresentativo delle toghe italiane) e il Consiglio Nazionale Forense (organo di rappresentanza dell’avvocatura). L’incontro ha segnato una discontinuità rispetto al clima conflittuale della campagna referendaria, favorendo una ripresa del dialogo in termini più pacati e collaborativi. Il presidente dell’Anm Giuseppe Tango ha sottolineato come il confronto sia stato costruttivo e orientato a riportare l’attenzione sui problemi concreti della giustizia, evidenziando la necessità di ricucire i rapporti istituzionali dopo le tensioni precedenti.

Sul piano dei contenuti, tra le priorità indicate dall’Anm emerge il tema della collegialità dei Gip (Giudice per le indagini preliminari), ossia la decisione collegiale sulle misure cautelari. Il ministro ha mostrato disponibilità a rinviare l’entrata in vigore della norma prevista per fine agosto, subordinandola al rafforzamento degli organici giudiziari. Permangono invece divergenze sull’ufficio del processo, struttura introdotta e potenziata con il PNRR (programma europeo di investimenti e riforme): l’Anm ritiene prioritario destinare il personale stabilizzato al supporto diretto dei Magistrati per consolidare i risultati raggiunti, mentre prende corpo l’ipotesi di un impiego prevalente nelle cancellerie. Sul versante carcerario, pur essendo riconosciuta l’emergenza strutturale legata a sovraffollamento e condizioni detentive, non emergono al momento interventi incisivi e immediati.

Il tema della depenalizzazione, evocato nei giorni precedenti dal ministro, rimane allo stato una prospettiva teorica più che un progetto operativo nel finale della legislatura. L’Anm, pur non considerandolo prioritario, ha manifestato disponibilità a contribuire a eventuali sviluppi. Parallelamente, l’Avvocatura guidata dal presidente del Cnf Francesco Greco (civilista ed ex presidente dell’Ordine degli Avvocati di Palermo) ha presentato un pacchetto articolato di proposte riguardanti il processo civile e penale, con particolare attenzione al sistema delle impugnazioni e alle misure alternative per il sistema penitenziario.
Sul fronte legislativo, la Maggioranza parlamentare ha raggiunto un’intesa per riavviare l’iter della riforma della prescrizione, ferma da tempo presso la commissione Giustizia del Senato. Il testo, già approvato dalla Camera, tornerà all’esame con un ciclo di audizioni, ma i tempi restano incerti. L’attuale disciplina, basata sull’improcedibilità in caso di superamento dei termini di fase, rappresenta un equilibrio complesso raggiunto nella precedente legislatura ed è strettamente collegata agli impegni assunti con l’Unione europea nell’ambito del Pnrr per la riduzione dell’arretrato e la durata dei processi. Per questo motivo, secondo il ministero della Giustizia, un’approvazione definitiva potrebbe avvenire solo dopo l’estate.
Contestualmente, la commissione Giustizia della Camera ha concluso l’esame del disegno di legge relativo alla pubblicità delle sentenze di assoluzione e dei provvedimenti di archiviazione. Il testo è stato modificato attraverso due interventi proposti dal deputato Federico Gianassi, finalizzati a evitare l’obbligo di una pubblicazione identica per spazio e rilievo rispetto alle notizie di indagine e a prevenire sanzioni da parte del Garante per la protezione dei dati personali (autorità indipendente per la tutela della privacy). Rimane invece confermata la possibilità per l’Autorità di imporre la pubblicazione. Il provvedimento, che ha ottenuto il parere favorevole sia dell’Anm sia delle Camere penali, approderà in Aula a partire dall’11 maggio dopo il conferimento del mandato al relatore. Soddisfazione è stata espressa da Enrico Costa, relatore del disegno di legge, che ha ribadito come in uno Stato liberale sia essenziale garantire che chi viene sottoposto a processo e successivamente riconosciuto innocente possa recuperare pienamente la propria immagine, credibilità e reputazione, anche attraverso un’adeguata visibilità delle decisioni assolutorie.

Giornalista pubblicista, ex direttore di una precedente testata e attuale direttore di Mediterranea24.









