Sintesi
Le elezioni comunali del 24 e 25 maggio 2026 a Giardini Naxos (tra una settimana), rappresentano uno snodo politico importante per una delle principali località turistiche della Sicilia orientale. La sfida vede tra i protagonisti Salvo Puccio, sostenuto da “Sud chiama Nord”, e Agatino Salvatore Bosco, candidato della lista civica “Giardini Naxos Bene Comune”. Entrambi si confrontano su temi storicamente irrisolti, come la viabilità all’interno del contesto urbano, specialmente quella inerente gli spostamenti a piedi e soprattutto per i portatori di disabilità piuttosto carente, gestione delle spiagge, urbanistica, servizi pubblici, valorizzazione e fruizione dei beni comunali e impianti sportivi, rilancio turistico e rapporto strategico con Taormina. Il contesto amministrativo e politico locale resta segnato da anni di instabilità, ritardi infrastrutturali e difficoltà nella pianificazione territoriale. Per comprendere realmente il peso delle candidature occorre analizzare programmi, alleanze, precedenti amministrativi e necessità economiche e sociali della città, ma anche interrogarsi su quali ulteriori risorse finanziarie saranno concretamente disponibili, oltre ai necessari fondi regionali, nazionali ed europei, per sostenere programmi, opere pubbliche e infrastrutture promesse dai candidati. Resta inoltre aperta la questione se, per finanziare nuovi interventi e garantire gli equilibri di bilancio comunali, si manterranno se non anche si ricorrerà ad un ulteriore aumento delle aliquote locali, già considerate elevate da cittadini e imprese, dalla Tari all’Imu fino alle imposte sull’occupazione di suolo pubblico e concessioni, tributi e canoni che gravano soprattutto sulle attività turistiche, alberghiere, della ristorazione, dei lidi balneari, delle discoteche e del commercio locale.

Articolo
Giardini Naxos è stato il primo insediamento greco della Sicilia fondato nel 734 avanti Cristo, secondo le fonti storiche attribuite a Tucidide, uno storico e militare greco antico, vissuto ad Atene dal circa 460 al 400 a.C. autore de La Guerra del Peloponneso, un conflitto decisivo dell’antica Grecia tra la lega di Delo guidata da Atene e la lega peloponnesiaca guidata da Sparta, una guerra causata dall’imperialismo ateniese che pose fine all’età dell’oro di Atene e sancì l’egemonia di Sparta. In quest’opera, Tucidide, nel libro VI, 3.1, indica che la città di Naxos fu fondata da Calcidesi, provenienti dall’isola greca di Eubea, protagonisti della prima ondata di colonizzazione greca in Sicilia e Calabria nel VIII secolo a.C. fondando in primo insediamento siciliano, Naxos, guidati da Teocle (o Tucles). Il nome moderno “Giardini” divenne ufficiale dal 1847, quando il paese ottenne l’autonomia da Taormina e fu derivato dalla presenza di rigogliosi agrumeti presenti nella zona già dal 1700 quando si era sviluppata la comunità. Successivamente, nel 1978, a seguito della legge regionale n. 13, su proposta della locale Pro Loco, il Consiglio comunale approvò l’aggiunta a Giardini di “Naxos” con cui si richiamava quello dell’antica colonia greca per valorizzarne le radici storiche. La Giardini Naxos odierna conta oggi poco più di 9.000 abitanti residenti e registra ogni anno presenze turistiche enormemente superiori grazie alla sua posizione strategica nel comprensorio Taormina-Etna-Alcantara.

Il Comune vive storicamente una doppia identità: località balneare a forte vocazione turistica e contemporaneamente territorio con croniche difficoltà urbanistiche, infrastrutturali e amministrative. Negli ultimi 20 anni il paese ha dovuto confrontarsi con problemi relativi alla congestione del traffico, alla carenza di parcheggi, alla fragilità del lungomare, alla gestione del demanio marittimo, alla stagionalità dell’economia turistica, all’erosione costiera e alla difficoltà di creare un sistema integrato stabile con Taormina. Sul piano economico il turismo resta il principale motore produttivo ma il modello prevalente continua a essere fortemente concentrato nei mesi estivi, con un’economia poco diversificata e con difficoltà occupazionali nei mesi invernali. Negli anni si sono aggiunti il tema della raccolta dei rifiuti, la gestione idrica, il recupero del porto turistico, il destino della linea ferroviaria costiera, il rilancio del Parco archeologico di Naxos e la valorizzazione culturale del territorio.

La campagna elettorale per le amministrative del 24 e 25 maggio 2026 (tra una settimana), si inserisce proprio dentro questo quadro storico e sociale. Il Comune è chiamato a eleggere il nuovo sindaco dopo una fase politica complessa caratterizzata da frammentazioni e ricomposizioni interne al centrodestra e al civismo locale.
Uno dei due candidati a sindaco, Salvo Puccio, sostenuto dalla lista “Puccio Sindaco di Giardini Naxos – Sud chiama Nord”, movimento politico fondato da Cateno De Luca, attuale sindaco di Taormina e deputato regionale, è stato ex direttore generale del Comune di Messina durante le amministrazioni guidate da Cateno De Luca e poi Federico Basile nuovamente cadidato a sindaco di Messina alle imminenti amministrative. Nella presentazione ufficiale del programma elettorale, Puccio ha insistito sul concetto strategico di “sistema Naxos-Taormina”, sostenendo la necessità di un’integrazione territoriale e infrastrutturale tra i due centri per creare uno dei poli turistici più forti della Sicilia orientale. Tra le priorità illustrate figurano la rigenerazione del lungomare, la revisione del PUDM (Piano di utilizzo del demanio marittimo), la riorganizzazione amministrativa comunale, la digitalizzazione degli uffici, il potenziamento dei servizi pubblici, la creazione di parcheggi, il miglioramento della viabilità, il recupero del porto turistico, la candidatura alla Bandiera Blu e la trasformazione della linea ferroviaria in una metropolitana leggera a servizio del comprensorio turistico.
Sul fronte opposto si colloca Agatino Salvatore Bosco, candidato della lista civica “Giardini Naxos Bene Comune”, espressione di un’area civica che punta maggiormente sull’identità locale e sulla dimensione territoriale della comunità giardinese. Bosco, ha costruito la propria proposta politica insistendo soprattutto sulla necessità di ricostruire un rapporto diretto tra Amministrazione e cittadini, valorizzando trasparenza, partecipazione e gestione ordinaria dei servizi comunali. Attorno alla sua candidatura si sono aggregate figure politiche e amministrative provenienti da precedenti esperienze locali e da settori di sinistra e moderati del territorio. La sua campagna si sviluppa molto sul tema della vivibilità urbana, della manutenzione cittadina, del decoro urbano, della sicurezza e del rilancio commerciale delle attività locali.
Le domande fondamentali che un elettore dovrebbe quindi porsi riguardano innanzitutto la effettiva sostenibilità finanziaria delle proposte avanzate dai candidati, la capacità amministrativa delle rispettive squadre, la credibilità delle alleanze politiche, il rapporto con i partiti regionali e nazionali e i rispettivi rappresentanti europei, l’esistenza di progetti esecutivi già finanziabili tramite fondi europei e fondi regionali, nonché la concretezza delle soluzioni proposte su porto, mobilità, demanio marittimo, depurazione e sviluppo turistico integrato.
A queste domande se ne aggiunge una ormai immancabile ovunque in Italia e in Sicilia: quali saranno concretamente le risorse economiche disponibili per realizzare le opere, gli interventi infrastrutturali e i programmi annunciati durante la campagna elettorale. Al di là dei necessari finanziamenti regionali, statali ed europei, resta infatti da comprendere se il Comune disponga realmente della capacità finanziaria e amministrativa per sostenere nuovi investimenti senza aggravare ulteriormente la pressione fiscale locale.
Giardini Naxos presenta già oggi un sistema tributario comunale considerato particolarmente oneroso dalle famiglie e soprattutto dalle attività produttive legate al turismo. Tra i tributi più contestati vi sono la Tari, che grava in maniera significativa su abitazioni, strutture alberghiere, ristoranti, lidi balneari, bar, pub, discoteche e attività commerciali stagionali, e l’Imu, applicata sugli immobili diversi dall’abitazione principale e sugli immobili produttivi e turistici con aliquote frequentemente collocate vicino ai livelli massimi consentiti dalla normativa nazionale. A queste si aggiungono il canone unico patrimoniale relativo all’occupazione di suolo pubblico, le concessioni comunali e demaniali, l’imposta comunale sulla pubblicità, i diritti relativi alle autorizzazioni commerciali e urbanistiche, i canoni per dehors (spazio esterno attrezzato di un pubblico esercizio, come bar, ristoranti o caffè, situato su marciapiedi, piazze o giardini), tavoli, strutture stagionali, insegne, parcheggi e occupazioni temporanee utilizzate soprattutto dalle attività turistiche e della ristorazione.
Nel comparto turistico-alberghiero, che rappresenta il cuore dell’economia cittadina, il peso della fiscalità locale viene spesso indicato dagli operatori come uno dei principali fattori di difficoltà competitiva rispetto ad altre località turistiche siciliane e nazionali. Alberghi, case vacanza, B&B, ristoranti, stabilimenti balneari, discoteche, locali serali e attività commerciali sostengono costi elevati legati non soltanto ai tributi ordinari ma anche ai servizi di raccolta rifiuti, alle autorizzazioni stagionali, alla gestione degli spazi esterni e alle concessioni sul demanio marittimo. Per questo motivo diventa inevitabile chiedersi se la futura amministrazione sarà in grado di intercettare sufficienti risorse extracomunali oppure se, per mantenere gli equilibri di bilancio e finanziare nuove opere pubbliche, si prospetterà il rischio di dovere mantenere i livelli attuali, se non anche ricorrere ad altri aumenti delle aliquote e delle imposte locali già oggi percepite come elevate dalla popolazione residente e dal tessuto imprenditoriale.
Dal punto di vista storico-politico, Giardini Naxos ha spesso vissuto fasi di forte instabilità amministrativa e frammentazione politica. Negli ultimi decenni il Comune ha alternato amministrazioni di centrodestra, centrosinistra e aggregazioni trasversali civiche, senza però riuscire a definire una pianificazione strategica stabile sul lungo periodo. Le principali opere incompiute o controverse hanno riguardato il porto turistico, il recupero urbanistico del lungomare, la gestione del collegamento strutturale con Taormina e il sistema della mobilità. La presenza di milioni di turisti nell’area Taormina-Giardini non sembra infatti esserci tradotta proporzionalmente in un miglioramento strutturale della qualità urbana della cittadina jonica. Il paese necessita oggi di un modello economico meno stagionale, di investimenti nella sostenibilità ambientale, nella qualità dell’accoglienza, nella mobilità intelligente, nella valorizzazione archeologica e culturale e nella tutela delle coste. Il tema della destagionalizzazione turistica appare centrale tanto quanto quello della riqualificazione delle periferie urbane e dei servizi sociali per residenti e anziani.
Il prossimo sindaco dovrà avere una visione socio-economica per trasformare Giardini Naxos da località turistica stagionale a centro integrato e inclusivo del turismo internazionale siciliano. In questo senso diventa decisivo un programma per l’utilizzo delle aree costiere, piano spiagge, rilancio culturale, occupazione giovanile, valorizzazione e fruizione del patrimonio comunale e degli impianti sportivi, tutela ambientale, housing sociale (o edilizia residenziale sociale), trasporto pubblico, governance del territorio e regolarizzazione della frenetica viabilità all’interno del contesto urbano, soprattutto nella stagione turistica, come anche rendere sicuri, agevoli e tutelati gli spostamenti a piedi per residenti e villeggianti e ancor più per i portatori di disabilità. Diventa inoltre fondamentale comprendere se esista una strategia finanziaria credibile che consenta di sostenere le trasformazioni promesse senza aumentare ulteriormente il carico fiscale locale già gravante su famiglie, imprese e operatori turistici. Solo attraverso questo tipo di analisi sarà possibile comprendere se la sfida tra Salvo Puccio e Agatino Salvatore Bosco rappresenti una semplice alternanza amministrativa oppure un vero passaggio politico destinato a incidere sul futuro economico e sociale di Giardini Naxos.

Giornalista pubblicista, ex direttore di una precedente testata e attuale direttore di Mediterranea24.









