Fotografie semplici. Tutela estesa a 70 anni: la riforma 2025 e i limiti fissati dalla giurisprudenza

La legge n. 182 del 2 dicembre 2025 modifica la disciplina del diritto d’autore ampliando la protezione delle fotografie non artistiche. Restano però vincoli stringenti sull’indicazione dell’autore e dubbi sull’applicazione nel tempo

Sintesi

La legge n. 182 del 2 dicembre 2025 ha esteso da 20 a 70 anni la tutela delle fotografie semplici modificando l’articolo 92 della legge sul diritto d’autore. La riforma riduce la distanza rispetto alle fotografie artistiche già protette per tutta la vita dell’autore e per i 70 anni successivi alla morte. Restano incertezze sull’applicazione della norma alle immagini scattate prima della riforma, con prevalente orientamento verso la non retroattività. La giurisprudenza recente sottolinea che le indicazioni su autore e anno devono essere apposte direttamente sulla fotografia per essere opponibili ai terzi. L’estensione della tutela produrrà effetti economici nel lungo periodo ma rischia di essere inefficace senza il rispetto degli obblighi formali.

Articolo

La disciplina della tutela delle fotografie cosiddette semplici è stata profondamente modificata con l’entrata in vigore della legge n. 182 del 2 dicembre 2025, nota come legge semplificazioni, che all’articolo 47 ha inciso sull’articolo 92 della legge sul diritto d’autore. La novità principale consiste nell’estensione del periodo di protezione, che passa da 20 a 70 anni dalla data di realizzazione dello scatto, ampliando in modo rilevante il tempo entro cui l’autore può esercitare i propri diritti esclusivi.

Le fotografie cosiddette semplici sono immagini scattate senza particolari elementi di creatività o originalità, che si limitano a riprodurre persone, oggetti, luoghi o situazioni della vita quotidiana, come ad esempio una foto ricordo, un’immagine documentativa o uno scatto informativo, distinguendosi così dalle fotografie artistiche che invece presentano un apporto creativo personale del fotografo tale da essere considerate vere e proprie opere d’ingegno. Queste ultime sono già tutelate per tutta la vita dell’autore e per 70 anni dopo la sua morte, secondo quanto previsto dalla legge sul diritto d’autore, mentre la riforma del 2025 riduce il divario tra le due categorie.

Dal punto di vista cronologico, la modifica normativa interviene dopo un lungo dibattito sulla necessità di rafforzare la tutela delle immagini non creative, adeguandola agli standard europei e internazionali. Tuttavia, l’assenza di disposizioni transitorie nella legge ha generato dubbi interpretativi in merito all’applicazione della nuova durata alle fotografie realizzate prima dell’entrata in vigore della riforma. In base al principio generale di non retroattività delle norme, si ritiene che le immagini scattate prima della modifica continuino a essere disciplinate dal precedente termine di 20 anni, anche se non ancora cadute in pubblico dominio, ma sarà la giurisprudenza a fornire chiarimenti definitivi.

Un aspetto centrale evidenziato anche da recenti decisioni giudiziarie riguarda l’obbligo previsto dall’articolo 90 della legge sul diritto d’autore, che impone di indicare il nome del fotografo e l’anno di produzione dello scatto. Tali elementi devono essere apposti direttamente sulla fotografia in modo stabile e non removibile. La giurisprudenza ha infatti chiarito che, in assenza di queste indicazioni, i diritti esclusivi dell’autore non possono essere fatti valere nei confronti di terzi, salvo il caso in cui venga dimostrata la mala fede di chi ha utilizzato o riprodotto l’immagine.

L’estensione del periodo di protezione comporta conseguenze economiche rilevanti, poiché consente ai titolari dei diritti di richiedere il pagamento di licenze per un arco temporale più lungo. Tuttavia, l’impatto concreto di questa modifica si manifesterà pienamente solo dopo il decorso del precedente termine ventennale, quindi nel lungo periodo, e a condizione che siano rispettati gli obblighi formali richiesti dalla normativa.

Nel complesso, la riforma rafforza la tutela delle fotografie semplici, ma evidenzia anche come la protezione giuridica non sia automatica né assoluta. Essa dipende dal rispetto delle condizioni previste dalla legge e dalla corretta applicazione dei principi interpretativi da parte dei giudici, chiamati a definire i confini della nuova disciplina e a risolvere i dubbi legati alla sua efficacia nel tempo.