Sintesi
Nel 2025 l’amministrazione finanziaria ha intensificato in modo rilevante i controlli fiscali superando 1.200.000 verifiche con un incremento triplo rispetto al 2024. Le attività ispettive su imposte dirette, Iva e Irap crescono oltre le previsioni e si rafforza il monitoraggio sui crediti d’imposta con una copertura quasi totale. Il recupero dell’evasione raggiunge livelli record mentre migliorano anche gli esiti del contenzioso con un’elevata percentuale di sentenze favorevoli. Aumenta l’utilizzo degli strumenti digitali come il modello 730 precompilato e si riducono i tempi dei rimborsi Iva. Rafforzata inoltre la strategia della compliance attraverso milioni di comunicazioni ai contribuenti e un alto tasso di risposta agli interpelli. Prosegue infine il potenziamento dell’organico con il completamento delle procedure di reclutamento avviate.

Articolo
Nel corso del 2025 il sistema fiscale italiano registra un’intensificazione marcata delle attività di controllo, con l’amministrazione tributaria che porta a termine 1.206.214 verifiche complessive, includendo imposte dirette, Iva (Imposta sul Valore Aggiunto), Irap (Imposta Regionale sulle Attività Produttive) e tributi collegati come l’imposta di registro. Il dato evidenzia una crescita estremamente significativa rispetto al 2024, quando i controlli si erano fermati a 398.784, determinando di fatto una triplicazione delle attività ispettive. Questo incremento si colloca all’interno di una strategia più ampia di contrasto all’evasione fiscale, in linea con gli indirizzi del Ministero dell’Economia e delle Finanze.

Le verifiche ordinarie, riferite in particolare a imposte dirette, Iva e Irap, mostrano un aumento del 19,7%, superando il target programmato del 15%. Particolare attenzione è stata riservata ai crediti d’imposta, soprattutto dopo le criticità emerse negli anni precedenti con il cosiddetto Superbonus (agevolazione fiscale per interventi edilizi con detrazione potenziata). In questo ambito, l’amministrazione ha analizzato il 96,8% del valore delle cessioni del credito e degli sconti in fattura, configurando un livello di controllo pressoché totale e confermando un approccio estremamente rigoroso nella vigilanza su strumenti considerati sensibili per la tenuta dei conti pubblici.

Il progetto di bilancio 2025 dell’Agenzia delle Entrate, guidata dal direttore Vincenzo Carbone, evidenzia come questa spinta abbia contribuito a generare un recupero complessivo dell’evasione pari a 36,2 miliardi nel 2024, cifra che rappresenta un livello record. I dati confluiscono nel Dfp (Documento di finanza pubblica), ossia l’atto programmatico che definisce gli obiettivi economici e finanziari dello Stato e che viene sottoposto al Consiglio dei ministri.
Nel medesimo contesto si inserisce il rafforzamento dei controlli sugli immobili con irregolarità catastali, ambito nel quale i risultati superano ampiamente gli obiettivi iniziali. Parallelamente migliora anche l’efficacia del contenzioso tributario, con una percentuale del 78,1% di sentenze definitive favorevoli all’amministrazione, relative all’88,3% del valore economico complessivamente in disputa. Tali indicatori vengono utilizzati come parametro di valutazione della solidità degli accertamenti effettuati.
Sul fronte dei servizi ai contribuenti emerge un incremento significativo dell’utilizzo del modello 730 precompilato, con 5,4 milioni di dichiarazioni trasmesse autonomamente dai cittadini attraverso modalità fai da te, segnale di una crescente digitalizzazione e semplificazione dei processi fiscali. Contestualmente si registra un miglioramento nei rimborsi, in particolare quelli relativi all’Iva, con una lavorazione delle istanze prossima alla totalità e un tempo medio di erogazione pari a 68 giorni, inferiore di 2 giorni rispetto agli obiettivi prefissati.
Un ruolo centrale è svolto anche dalle politiche di compliance (adesione spontanea agli obblighi fiscali), sviluppate attraverso l’invio di circa 4,1 milioni di comunicazioni ai contribuenti finalizzate a favorire il versamento volontario delle imposte e l’emersione delle basi imponibili. Il dialogo tra amministrazione e cittadini si consolida inoltre mediante lo strumento degli interpelli interpretativi, ossia richieste formali di chiarimento sulla normativa fiscale, alle quali è stata fornita risposta nel 98% dei casi.
Nel quadro delle relazioni cooperative, si evidenzia anche il completamento del 97% delle istanze di adesione al regime di cooperative compliance (modello di collaborazione preventiva tra grandi contribuenti e amministrazione finanziaria per garantire trasparenza e riduzione del rischio fiscale). Infine, prosegue il rafforzamento strutturale dell’Agenzia attraverso il completamento di tutte le procedure concorsuali avviate entro il 30 giugno, consolidando così il processo di rinnovamento e ampliamento dell’organico.
L’opinione
Soprattutto (implicitamente il messaggio): si devono mantenere e cibare con costituzionali, legali, civili (e smodate) tasse, imposte, accise, ecc. gli innumerevoli trasversali apparati e rispettive pletore di generali inquilini e seguiti, dagli scranni più alti fino all’ultimo strapuntino e senza distinzione di età, estrazione, titolo e genere: nella sostanza il dissimulato primario interesse dello Stato, Regioni, Comuni, ecc. mentre il resto declamato appare come una sorta di (LORO) passatempo.
Gioca anche a (LORO) favore il cervello di noi cittadini, sempre più simile ad un minerale, manipolato da schemi ripetitivi, stereotipi e narrazioni precostituite. Siamo le persone pressoché ormai assuefatte, rassegnate, stanche e anche intimorite da un massivo sistematico annoso sistema, che interiormente appare campiere, gabellotto, pubblicano, massaro e omertoso, per il quale il cittadino sembra una mucca da pascolo per ricavare latte, carni e pelli e a cui forzosamente resta solo di muggire sui social. Hanno tutti, alcuno indenne, compreso da tempo che con le (LORO) leggi, ecc. ci pascolano meglio che con le armi.

Giornalista pubblicista, ex direttore di una precedente testata e attuale direttore di Mediterranea24.









