Sintesi
Il Fisco introduce l’intelligenza artificiale per migliorare le lettere di compliance ( comunicazioni dell’Agenzia delle Entrate che segnalano anomalie o incongruenze tra i dati dichiarati e quelli in possesso dell’Ade) e ridurre gli errori nei controlli fiscali. Il piano 2026-2028 prevede l’invio di milioni di comunicazioni con un margine di errore progressivamente ridotto. I controlli si concentrano su Iva redditi e immobili sfruttando grandi quantità di dati come fatture elettroniche e corrispettivi telematici. Particolare attenzione viene data agli immobili non aggiornati e agli interventi legati ai bonus edilizi. L’obiettivo è aumentare la collaborazione dei contribuenti e rafforzare l’efficacia della lotta all’evasione fiscale.

Articolo
L’amministrazione finanziaria italiana avvia una nuova fase nella strategia di contrasto all’evasione fiscale puntando su strumenti tecnologici avanzati e sull’uso dell’intelligenza artificiale (IA, sistemi informatici in grado di analizzare grandi quantità di dati). Le cosiddette lettere di compliance, ossia comunicazioni inviate ai contribuenti per segnalare anomalie e favorire la regolarizzazione spontanea, diventeranno più selettive e precise, con una significativa riduzione del margine di errore.

Il quadro programmatico è delineato nell’atto di indirizzo 2026-2028 firmato dal ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, che individua un duplice obiettivo: restringere la platea dei destinatari alle posizioni effettivamente a rischio e limitare i cosiddetti “falsi positivi”, cioè le segnalazioni errate rivolte a contribuenti in regola. Questo orientamento è confermato anche nel Piao (Piano integrato di attività e organizzazione, documento di programmazione della Pubblica amministrazione), che stabilisce un volume di 2,4 milioni di lettere per ciascun anno del triennio 2026-2028, per un totale di 7,2 milioni di comunicazioni.

Il margine di errore dovrà essere contenuto entro il 3% per il 2026 e il 2027, con una riduzione al 2% nel 2028. Ciò significa che il numero massimo di segnalazioni non corrette sarà limitato a circa 72mila nei primi due anni e a 48mila nell’ultimo. Questo risultato sarà perseguito attraverso un potenziamento degli algoritmi di selezione, strumenti matematici che consentono di individuare schemi e anomalie nei dati fiscali. L’intelligenza artificiale non opererà in modo autonomo nella scelta dei contribuenti, ma supporterà le verifiche sulla qualità e coerenza delle informazioni disponibili.
Le principali aree di intervento riguardano l’Iva (Imposta sul Valore Aggiunto), i redditi e il patrimonio immobiliare. In particolare, l’Amministrazione utilizza un vasto insieme di flussi informativi provenienti dalla fatturazione elettronica, dallo scambio automatico di informazioni previsto dalle direttive europee e dagli accordi internazionali, e dalla trasmissione telematica dei corrispettivi, cioè gli incassi registrati dai commercianti. Il volume delle fatture elettroniche si attesta intorno a 2,5 miliardi all’anno, un patrimonio informativo che richiede strumenti avanzati di analisi per essere utilizzato in modo efficace.
Un capitolo specifico riguarda gli immobili. Nel triennio sono previste circa 190mila comunicazioni finalizzate alla regolarizzazione catastale, cioè all’aggiornamento dei dati registrati nel Catasto (archivio pubblico che censisce gli immobili). Le segnalazioni si concentrano su due ambiti principali: da un lato gli immobili che necessitano di adeguamento della rendita dopo interventi edilizi incentivati, come il superbonus, dall’altro quelli non pienamente conformi, ossia fabbricati per cui risultano difformità rispetto ai dati censiti.
L’obiettivo è ottenere una rappresentazione più accurata del patrimonio immobiliare, condizione necessaria per una tassazione più equa e aderente alla realtà, anche per tributi locali come l’Imu (Imposta Municipale Unica) e la Tari (Tassa sui Rifiuti). Questo approccio si inserisce in una strategia più ampia di miglioramento dell’adempimento spontaneo, cioè la capacità dei contribuenti di rispettare gli obblighi fiscali senza interventi coercitivi.
Un ulteriore elemento riguarda il monitoraggio dei contribuenti che non rispondono alle lettere di compliance. L’Agenzia delle Entrate ha indicato alle strutture territoriali di mantenere alta l’attenzione sui soggetti definiti “inerti”, ossia coloro che non chiariscono la propria posizione né procedono alla regolarizzazione tramite ravvedimento operoso (strumento che consente di sanare spontaneamente violazioni fiscali con sanzioni ridotte). In questi casi, si potrà procedere con accertamenti fiscali anche per importi contenuti.
Dal punto di vista normativo, questa strategia si inserisce nel solco delle politiche di digitalizzazione della pubblica amministrazione e delle direttive europee sulla cooperazione fiscale, che prevedono lo scambio automatico di informazioni tra Stati membri. Nel complesso, l’introduzione dell’intelligenza artificiale rappresenta un’evoluzione significativa del rapporto tra Fisco e cittadini, orientata a rendere i controlli più efficaci e meno invasivi, riducendo gli errori e favorendo un clima di maggiore fiducia e collaborazione.

Giornalista pubblicista, ex direttore di una precedente testata e attuale direttore di Mediterranea24.






