“Fili Invisibili”, il corto contro i femminicidi trionfa a Taormina

Dalla Sicilia all’Australia, il progetto del regista Fabio Schifilliti coinvolge gli studenti dell’Itt-Lssa “Copernico” e trasforma il cinema in strumento […]

Dalla Sicilia all’Australia, il progetto del regista Fabio Schifilliti coinvolge gli studenti dell’Itt-Lssa “Copernico” e trasforma il cinema in strumento di memoria, educazione e sensibilizzazione contro la violenza sulle donne

Un riconoscimento che va oltre il valore cinematografico e assume il significato di un importante messaggio sociale. Al Taormina Film Festival il Premio Arca Enel per il miglior cortometraggio è stato assegnato a “Fili Invisibili”, l’opera del regista messinese Fabio Schifilliti dedicata ai femminicidi di Sara Campanella e Graziella Recupero, due giovani donne siciliane uccise a distanza di quasi settant’anni ma accomunate da una tragica sorte.

Il cortometraggio costruisce un ponte ideale tra passato e presente, mettendo in relazione l’omicidio di Graziella Recupero, avvenuto a Barcellona Pozzo di Gotto nel 1956, e quello di Sara Campanella, la studentessa universitaria uccisa a Messina nel marzo del 2025. Due vicende lontane nel tempo che raccontano una realtà ancora drammaticamente attuale: la violenza contro le donne.

A rendere ancora più significativo il progetto è stata la partecipazione attiva degli studenti dell’Itt-Lssa “Copernico” di Barcellona Pozzo di Gotto, coinvolti per la prima volta come attori all’interno di un percorso formativo che ha trasformato il linguaggio cinematografico in uno strumento di riflessione e crescita civile.

La motivazione del premio evidenzia proprio questo aspetto, sottolineando come l’opera riesca a raccontare con sensibilità e forza narrativa quei “fili invisibili” che uniscono le persone, le storie e le generazioni, invitando il pubblico a costruire una cultura fondata sul rispetto, sull’ascolto e sulla responsabilità.

«Il tempo cambia i nomi, i luoghi e gli abiti, ma non riesce a cancellare la stessa paura negli occhi di chi la vive», si legge nella motivazione che ha accompagnato il riconoscimento consegnato durante la manifestazione diretta da Tiziana Rocca.

Per il regista Fabio Schifilliti si tratta dell’ennesima affermazione di un progetto che ha già ottenuto importanti riconoscimenti nazionali.

«Sono onorato di questo premio soprattutto per l’importanza del tema affrontato – ha dichiarato –. La battaglia contro la violenza di genere e le discriminazioni è ancora drammaticamente attuale. Attraverso questo lavoro abbiamo voluto dimostrare come determinate dinamiche possano ripetersi nel tempo se non vengono contrastate attraverso la cultura, l’educazione e la consapevolezza».

“Fili Invisibili” aveva già conquistato il Premio CIPS alle Giornate Nazionali del Cinema per la Scuola di Palermo, il Premio Via dei Corti e il primo posto al Balóss Milan Junior Film Festival. Il percorso dell’opera ha inoltre superato i confini nazionali grazie alla collaborazione con l’Istituto Italiano di Cultura di Melbourne e il Consolato Italiano, che hanno promosso proiezioni a Melbourne, Sydney, Canberra e Adelaide nell’ambito delle iniziative contro la violenza sulle donne.

Particolarmente toccante era stata anche la proiezione messinese dello scorso ottobre, alla presenza della madre di Sara Campanella, Cetty Campanella, e della rettrice dell’Università di Messina, Giovanna Spatari. Un momento carico di emozione che ha contribuito a trasformare il corto in un simbolo di memoria e impegno collettivo.

Realizzato nell’ambito del progetto “Oltre le ombre”, finanziato dai Ministeri della Cultura e dell’Istruzione attraverso il bando “Cinema e Immagini per la Scuola”, il film è stato prodotto in partnership con Gran Mirci Film.

Nel cast figurano anche il noto attore Claudio Castrogiovanni e le giovani protagoniste Sofia Spadaro e Giulia Foti, interpreti rispettivamente di Graziella Recupero e Sara Campanella. Alla premiazione di Taormina erano presenti la dirigente scolastica Angelina Benvegna, le docenti Carmen Cicciari e Tiziana Bello e una rappresentanza degli studenti coinvolti nel progetto.

Più che un cortometraggio, “Fili Invisibili” si conferma così un’esperienza educativa e culturale capace di trasformare il cinema in uno strumento di memoria, consapevolezza e responsabilità sociale, dando voce alle nuove generazioni nella costruzione di una cultura del rispetto e della non violenza.

Mariella Musso©Tutti i diritti riservati