Emanuele Filiberto di Savoia torna al centro del dibattito pubblico dopo le dichiarazioni rilasciate al Corriere della Sera, nelle quali afferma di aver parlato con il governo Meloni e anche con il Vaticano del trasferimento in Italia delle spoglie del nonno Umberto II di Savoia e della nonna Maria José del Belgio, sostenendo di aver ricevuto un parere favorevole. La destinazione auspicata è il Pantheon, dove riposano già Vittorio Emanuele II e Umberto I.


Il principe manifesta ottimismo sull’accoglimento della domanda, sottolineando che la decisione finale spetta al capo dello Stato Sergio Mattarella e ricordando come entrambi i nonni avessero relazioni con ambienti contrari al regime fascista. Rievoca inoltre momenti personali trascorsi con la nonna, descrivendo conversazioni intime durante le quali lei raccontava episodi della storia nazionale, in un contesto semplice e lontano dalla formalità istituzionale.

In relazione alla ricorrenza del 2 giugno, il discendente sabaudo chiarisce di non vivere la giornata come una celebrazione, poiché rappresenta il passaggio che sancì la fine della monarchia e l’inizio dell’esilio per la famiglia reale, senza un’abdicazione formale. Nonostante ciò, evidenzia uno sguardo orientato al futuro e al benessere complessivo del Paese. Nel frattempo, al Quirinale è prevista una manifestazione istituzionale aperta alla cittadinanza.
Rimane aperta la questione dinastica con Aimone di Savoia-Aosta, che rivendica il ruolo di capo della casata secondo le norme ereditarie. Emanuele Filiberto ridimensiona lo scontro e propone una collaborazione, evidenziando come l’assenza della monarchia renda secondaria la contesa e richiamando l’esperienza dell’esilio vissuta direttamente dal proprio ramo familiare. A rafforzare la sua posizione interviene anche la Consulta dei senatori del Regno, che ribadisce la legittimità della sua titolarità.
Sul piano personale, il principe affronta il tema della successione e della modifica della legge salica, voluta dal padre Vittorio Emanuele di Savoia, spiegando i percorsi delle figlie tra studi e attività professionali e descrivendo un equilibrio familiare ricostruito. Non esclude inoltre un possibile impegno politico, pur precisando di non essere motivato da ambizioni di incarichi istituzionali.
Parallelamente, porta avanti iniziative imprenditoriali, tra cui il marchio Prince of Venice attivo nella ristorazione internazionale e la gestione del Savoia Calcio di Torre Annunziata. Tra i progetti più innovativi figura il passaporto elettronico della nobiltà, una piattaforma digitale basata su tecnologia blockchain (registro digitale distribuito) finalizzata a certificare la tracciabilità genealogica e araldica, senza attribuire nuovi titoli ma con funzione di autenticazione documentale.
Infine, resta aperta la controversia sui cosiddetti gioielli della Corona custoditi presso la Banca d’Italia. Secondo Emanuele Filiberto si tratterebbe di beni familiari depositati per una scelta rivelatasi errata da parte di Umberto II, convinto di un esilio temporaneo. Nonostante una prima decisione sfavorevole, il contenzioso prosegue e potrebbe arrivare a un nuovo pronunciamento entro il 2028, con l’eventualità di un ricorso anche in sede europea.










