Sintesi
Il Centro studi di Confindustria descrive un avvio del 2026 caratterizzato da crescita moderata dopo il +0,3% del Pil nell’ultimo trimestre 2025 sostenuto dal Pnrr ma con export e consumi ancora deboli e dinamica economica instabile. Confcommercio stima per febbraio un +0,2% con tendenza annua sopra l’1% e chiede un’accelerazione sulla riduzione della pressione fiscale. Nel manifatturiero aumentano i settori in espansione ma resta assente una vera inversione di tendenza, mentre per il 2026 si prevede un recupero contenuto dopo 3 anni negativi. L’Istat certifica a gennaio un’inflazione all’1% trainata da alimentari e servizi con associazioni dei consumatori che segnalano rincari consistenti su uova, carne, ortaggi e comparto turistico legato alle Olimpiadi Milano-Cortina. Sul fronte lavoro arrivano il via libera definitivo ai contratti delle Funzioni locali 2022-24 con aumenti medi di circa 140 euro lordi e arretrati e l’approvazione dell’accordo metalmeccanici con incremento medio di 205 euro.

Articolo
L’immagine congiunturale elaborata dal Centro studi di Confindustria evidenzia un peggioramento dello scenario all’inizio del 2026. Dopo il risultato positivo dell’ultimo trimestre 2025, con un incremento del Prodotto interno lordo pari a +0,3% sostenuto dagli investimenti collegati al Pnrr (Piano nazionale di ripresa e resilienza, programma finanziato dall’Unione europea per sostenere riforme e investimenti), il quadro appare ancora fragile. A gennaio migliora la fiducia delle famiglie e il terziario accelera, ma la ripresa resta debole e discontinua, condizionata da un dollaro più svalutato che incide sull’export e da consumi interni ancora incerti. Secondo gli economisti di viale dell’Astronomia non si registra una svolta netta, bensì un recupero lento e irregolare. Potenzialmente favorevoli vengono considerati gli effetti del decreto Energia, misura governativa volta a contenere il costo dell’energia per famiglie e imprese in un contesto di prezzi ancora elevati.

Anche Confcommercio delinea una ripresa graduale. Per febbraio è attesa una variazione positiva del Pil dello 0,2% con una crescita tendenziale dell’1,3% rispetto allo stesso mese del 2025. Il presidente Carlo Sangalli sottolinea segnali di miglioramento nella fiducia e nella spesa delle famiglie, ma invita a proseguire e accelerare la riduzione della pressione fiscale su nuclei familiari e sistema produttivo. Alcuni comparti restano in difficoltà, confermando una dinamica non omogenea.

Nel manifatturiero, i settori in crescita nel 2025 salgono a 9 rispetto ai 4 del 2024, ma soltanto 3 comparti su 22 mostrano espansione in entrambi gli anni, dato insufficiente per sostenere una dinamica aggregata robusta. 12 settori registrano invece flessioni consecutive. Dopo una fase di arresto della caduta e un parziale recupero nel 2025, l’industria non ha ancora invertito con decisione la rotta. Per il 2026 si prospetta una crescita moderata che riporterebbe il segno positivo dopo 3 anni di contrazione, con un recupero solo parziale dei livelli precedenti. Tra i comparti performanti figurano farmaceutica e metalli, mentre risultano in difficoltà automotive e moda. La chimica amplia il calo nel 2025 rispetto al 2024 con -2,6%. L’alimentare conferma una funzione anticiclica, crescendo in entrambi gli anni insieme agli altri mezzi di trasporto, pur con rallentamento.
Tra i fattori trasversali che limitano l’espansione industriale vengono indicati energia costosa, dollaro debole, dazi commerciali, incertezza elevata, propensione al risparmio ancora sostenuta e consumi poco vivaci. Elementi favorevoli sono invece rappresentati da tassi di interesse inferiori rispetto al 2023, ripresa del credito alle imprese e buona dinamica degli investimenti in macchinari.
Sul fronte prezzi, Istat conferma che a gennaio l’inflazione si attesta all’1% su base annua, in calo rispetto al +1,3% di novembre 2024. Il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso ricorda che nell’ottobre 2022 l’inflazione aveva toccato il 12,6%, mentre oggi risulta tra le più basse dell’area europea. Tuttavia la crescita dei listini continua a essere trainata da alimentari non lavorati +2,5%, alimentari lavorati +1,9%, servizi legati all’abitazione +4,4%, tabacchi +3,3%, servizi ricreativi e culturali +3%. Il cosiddetto carrello della spesa, paniere che comprende beni alimentari e per la cura della persona, rallenta dal +2,2% di dicembre al +1,9%.
Le associazioni dei consumatori esprimono preoccupazione. Assoutenti stima che con un’inflazione media dell’1% e un aumento del 2,4% per alimentari e bevande analcoliche una famiglia tipo con 2 figli sosterrà una maggiore spesa annua di 222 euro. Vengono segnalati rincari su uova +8,8%, carne +6,7% con punte dell’8,8% per la bovina, formaggi +4,5%, limoni +7,6%, peperoni +6,6%, zucchine +4,6%, cetrioli +12,5%. Anche Unc giudica negativamente il dato mensile con un aumento congiunturale dello 0,4% rispetto allo 0,2% di dicembre. Codacons richiama inoltre l’attenzione sui rincari del comparto turistico connessi alle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026, con aumenti superiori a tre volte il tasso medio nazionale.
Nel pubblico impiego arriva il via libera definitivo ai contratti delle Funzioni locali 2022-24 presso Aran, Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni. L’accordo, firmato da Cisl, Uil e Csa ma non da Cgil, riguarda oltre 400mila dipendenti e prevede aumenti medi lordi mensili di 136,76 euro pari al 5,78% del monte salari 2021, che salgono a circa 140 euro includendo lo 0,22% per il trattamento accessorio. Sono previsti arretrati medi di 1.728 euro. Sul piano normativo viene introdotta in via sperimentale e volontaria la possibilità di articolare le 36 ore settimanali su 4 giorni (cosiddetta settimana corta) e viene riconosciuto il buono pasto anche in modalità di lavoro agile (anche in smart working, è un ticket restaurant, elettronico o cartaceo, erogato per ogni giornata di lavoro effettiva, indipendentemente dalla presenza fisica in ufficio e sostituisce la mensa, garantendo la pausa pranzo e restando un benefit detassato, fino a 10€ per quelli elettronici dal 2026). Il ministro per la Pubblica amministrazione Paolo Zangrillo parla di riduzione del divario con le Funzioni centrali, mentre la Fp-Cgil contesta un recupero insufficiente del potere d’acquisto a fronte di un’inflazione cumulata del 16% nel triennio. Nel settore privato, l’ipotesi di accordo per i metalmeccanici Federmeccanica-Assistal ottiene il 93,13% di consensi nella consultazione dei lavoratori secondo Fiom-Cgil, Fim-Cisl e Uilm-Uil, con un incremento medio di 205 euro per una platea di circa 1,5 milioni di addetti. Si chiude così la stagione dei rinnovi riferiti al triennio precedente. Per tutti si apre il confronto contrattuale per il periodo 2025-27 in un contesto economico che mostra segnali di ripresa ma resta attraversato da vulnerabilità strutturali.

Giornalista pubblicista, ex direttore di una precedente testata e attuale direttore di Mediterranea24.









