L’informatica quantistica sta trasformando radicalmente il settore finanziario e previsionale introducendo nuove capacità di calcolo basate su sovrapposizione ed entanglement (o correlazione quantistica, un fenomeno in cui particelle subatomiche rimangono interconnesse, condividendo uno stato fisico unitario a prescindere dalla distanza) con impatti su sicurezza e gestione del rischio. Le principali banche globali stanno già sperimentando applicazioni concrete e rafforzando difese quantum-safe (algoritmi crittografici, eseguibili sui computer attuali, progettati per essere sicuri contro le capacità di calcolo dei futuri computer quantistici) per contrastare attacchi futuri sempre più probabili secondo stime aggiornate. Le istituzioni internazionali stanno coordinando progetti per sviluppare crittografia post-quantistica e garantire la stabilità dei sistemi di pagamento. Il mercato globale del quantum computing è in forte espansione con grandi aziende tecnologiche e startup in competizione per il vantaggio tecnologico. In parallelo realtà come Palantir consolidano il loro ruolo strategico nell’integrazione tra dati, sicurezza e intelligenza artificiale. In Italia emergono progetti sperimentali e infrastrutture avanzate mentre il settore si prepara a un impatto commerciale significativo entro 5-10 anni.

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L’avvento dell’informatica quantistica segna un passaggio epocale nel paradigma tecnologico globale, andando ben oltre il concetto riduttivo di “computer più rapidi”. I sistemi quantistici, fondati su principi come sovrapposizione degli stati, entanglement (correlazione quantistica tra particelle) e interferenza, consentono di affrontare problemi ad altissima complessità computazionale legati a ottimizzazione, simulazione e fattorizzazione su scala estesa, ambiti centrali per la finanza contemporanea.

Secondo analisi elaborate da Citigroup (una multinazionale americana di banche di investimento e società di servizi finanziari con sede a New York), un singolo attacco quantistico a una grande banca americana potrebbe generare danni fino a 3,3 trilioni di dollari, mentre la probabilità di eventi di questo tipo è stimata tra il 19% e il 34% entro il 2034 e in crescita fino a un intervallo compreso tra il 60% e l’82% nel decennio successivo. Questo scenario ha innescato una corsa preventiva del sistema finanziario verso soluzioni di difesa e innovazione.

Le principali istituzioni bancarie internazionali stanno già adottando strategie operative concrete. HSBC ha sperimentato l’uso del calcolo quantistico nel trading di obbligazioni europee ottenendo miglioramenti previsionali fino al 34%, mentre JPMorgan Chase integra protocolli di sicurezza quantistica per proteggere dati e infrastrutture blockchain (catena di blocchi, registro digitale distribuito). Wells Fargo (una delle quattro maggiori banche degli Stati Uniti, con sede a San Francisco) ha testato sistemi di QKD (Quantum Key Distribution, distribuzione quantistica delle chiavi), mentre Barclays (una primaria banca universale britannica con oltre 330 anni di storia, operante a livello globale nei servizi bancari, di investimento e finanziari), Goldman Sachs (una delle più grandi e influenti banche d’affari e istituzioni di investment banking al mondo, fondata nel 1869 con sede a New York) e BBVA (un grande gruppo bancario spagnolo, fondato nel 1857 e attivo in Italia dal 2021 come banca 100% digitale) sviluppano rispettivamente applicazioni su clearing e settlement (compensazione e regolamento), pricing (determinazione dei prezzi) e simulazioni distribuite quantistiche.
In Italia, Intesa Sanpaolo ha avviato sperimentazioni su sistemi quantum-safe (resistenti agli attacchi quantistici), mentre TIM attraverso Telsy (un’azienda italiana interamente controllata da TIM S.p.A, specializzata nella creazione di prodotti per la messa in sicurezza di informazioni e comunicazioni) ha realizzato infrastrutture crittografiche avanzate per istituti come Sparkasse (una banca a carattere provinciale, attiva nell’Alto Adige). Parallelamente, iniziative accademiche e industriali come il computer quantistico “Lagrange” a Torino e le piattaforme sviluppate da Pasqal (in ambito informatico e tecnologico si riferisce principalmente a un linguaggio di programmazione strutturato, ma anche a concetti fisici e architetture hardware) dimostrano un progressivo consolidamento del settore anche a livello nazionale.
Sul piano istituzionale, la Banca dei Regolamenti Internazionali insieme a Banca d’Italia, Banque de France e Bundesbank, ha avviato progetti per testare sistemi di crittografia post-quantum, sottolineando la necessità di un approccio coordinato che includa governance, competenze e allocazione delle risorse.
La vulnerabilità attuale deriva dal fatto che la sicurezza finanziaria si basa su crittografia a chiave pubblica (o crittografia asimmetrica, è un metodo di sicurezza che utilizza una coppia di chiavi matematicamente correlate: una pubblica (condivisibile) per cifrare i dati e una privata (segreta) per decifrarli), che un computer quantistico potrebbe violare in tempi drasticamente ridotti rispetto ai supercomputer tradizionali. Il rischio è già attuale perché dati intercettati oggi potrebbero essere decifrati in futuro con tecnologie più mature. Tuttavia, la stessa fisica quantistica offre strumenti difensivi avanzati come la distribuzione quantistica delle chiavi, che consente comunicazioni intrinsecamente sicure basate sulle proprietà dei fotoni.
Oltre alla sicurezza, il quantum computing introduce vantaggi operativi significativi nella gestione del rischio, nella simulazione finanziaria e nell’ottimizzazione dei portafogli complessi, migliorando la capacità di analisi in tempo quasi reale e aumentando l’efficienza dei sistemi di pagamento transfrontalieri, con riduzione dei costi di compensazione e riconciliazione.
Nel contesto globale, la competizione tecnologica è guidata da grandi gruppi come IBM, Microsoft, Google e Amazon insieme a startup innovative come Rigetti Computing (un’azienda pioniera nel settore del quantum computing full-stack, con sede in California, che progetta e produce i propri chip quantistici superconduttori) e D-Wave Systems (un’azienda leader nello sviluppo e fornitura di sistemi, software e servizi di calcolo quantistico, nota per essere stata la prima a commercializzare computer quantistici), impegnate a superare i limiti del calcolo classico attraverso l’uso dei qubit (unità quantistiche che rappresentano simultaneamente 0 e 1).
In parallelo, Palantir Technologies si colloca come attore strategico nell’integrazione tra big data, sicurezza e intelligenza artificiale, pur non producendo hardware quantistico. Fondata nel 2003 con il supporto di In-Q-Tel (fondo della CIA, Central Intelligence Agency), da figure come Peter Thiel e Alex Karp, l’azienda sviluppa piattaforme come Gotham e Foundry (Palantir Gotham utilizzato principalmente dalle agenzie governative per applicazioni di intelligence e difesa mentre Palantir Foundry destinata ad aziende commerciali per la gestione e l’ottimizzazione delle attività sui dati) capaci di aggregare e analizzare dati complessi provenienti da intelligence, finanza e sistemi industriali.
Il ruolo di Palantir è spesso descritto come controverso per il suo coinvolgimento con agenzie governative come CIA, FBI (Federal Bureau of Investigation, Ufficio Federale di Investigazione) e Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti, con applicazioni che spaziano dalla sicurezza nazionale al controllo dei flussi migratori, alimentando il dibattito su privacy e sorveglianza.
L’azienda sta orientando la propria strategia verso l’integrazione del quantum computing e della Quantum AI (intelligenza artificiale quantistica), con l’obiettivo di rafforzare capacità predittive e vantaggi competitivi per governi e multinazionali. In questo scenario, la convergenza tra calcolo quantistico e intelligenza artificiale rappresenta un moltiplicatore di potenza analitica senza precedenti.
Secondo stime di McKinsey & Company (una delle più prestigiose e note società internazionali di consulenza strategica e manageriale al mondo), il valore economico globale generato dalle tecnologie quantistiche potrebbe raggiungere i 2000 miliardi di dollari entro il 2035, con circa 600 miliardi attribuibili al settore finanziario. Tuttavia, l’impatto commerciale pienamente maturo è previsto entro un orizzonte temporale di 5-10 anni, offrendo a banche e operatori il tempo necessario per adeguarsi.
In questo contesto, la trasformazione non è più opzionale, ma inevitabile, e la capacità di anticipare i rischi e sfruttare le opportunità determinerà nuovi equilibri di potere tra istituzioni finanziarie, Stati e grandi piattaforme tecnologiche.

Giornalista pubblicista, ex direttore di una precedente testata e attuale direttore di Mediterranea24.









