Sintesi
Il decreto Sicurezza è entrato in vigore dopo la firma del Presidente della Repubblica e la pubblicazione in Gazzetta, introducendo uno scudo penale nei casi di legittima difesa e una stretta sulle manifestazioni con il fermo preventivo fino a 12 ore. Il provvedimento riorganizza le risorse per la sicurezza urbana con 54 milioni destinati ai Comuni nel 2026 e 19 milioni per la videosorveglianza, ampliando anche l’uso dei fondi per gli straordinari della polizia locale. Sono previste detassazioni per le indennità di trasferta delle Forze dell’ordine e deroghe ai pagamenti elettronici, oltre allo stop all’automatismo del gratuito patrocinio per i cittadini extra Unione europea. Rafforzate le norme su immigrazione, centri di permanenza e rimpatrio, tutele penali per personale scolastico e ferroviario, misure contro violenza giovanile, gang e coltelli, con nuovi concorsi straordinari nelle Forze di polizia.

Articolo
Il passaggio conclusivo al Quirinale ha sancito l’entrata in vigore del decreto Sicurezza con la firma del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto-legge 24 febbraio 2026 n. 23, il provvedimento acquista efficacia immediata e imprime forza normativa all’impianto voluto dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, in coordinamento con il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi. Il testo, articolato in 33 articoli, arriva a conclusione di un iter segnato da un’ultima revisione contabile, recependo le osservazioni della Ragioneria generale dello Stato che ha determinato una riduzione selettiva delle coperture finanziarie.

Sul piano procedurale il decreto è ora all’esame del Parlamento per la conversione in legge, che dovrà avvenire entro 60 giorni, anche se il calendario appare ristretto a causa di referendum e festività pasquali. Nel frattempo lo scontro politico si concentra sui punti più controversi, a partire dallo scudo penale per forze dell’ordine e cittadini e dalla disciplina delle manifestazioni pubbliche.

Il capitolo della sicurezza urbana mostra una spinta significativa ma con risorse più concentrate nel tempo. Per la videosorveglianza comunale, l’originaria previsione triennale viene compressa in un solo esercizio, il 2026, con uno stanziamento di 19 milioni. Analoga rimodulazione riguarda il fondo del Viminale per la sicurezza delle città , che per il 2026 raggiunge 54 milioni grazie all’incremento di 29 milioni rispetto ai 25 già previsti. Una novità sostanziale è l’estensione dell’utilizzo di tali risorse, che potranno coprire anche i compensi per il lavoro straordinario della polizia locale, come precisato nella relazione tecnica allegata al testo.
Resta invariato lo scudo penale per le Forze dell’ordine nei casi di legittima difesa. Il decreto introduce un percorso parallelo di valutazione: quando risulta evidente la presenza di una causa di giustificazione, viene redatta un’annotazione preliminare separata senza iscrizione automatica nel registro degli indagati. Qualora il Pubblico ministero ritenga necessari ulteriori accertamenti, l’iscrizione avviene secondo le modalità ordinarie. La formulazione finale recepisce le valutazioni giuridiche emerse durante il confronto con il Quirinale, evitando che la norma si trasformi in un salvacondotto generalizzato.
Tra le leve introdotte compare anche un intervento fiscale. È prevista la detassazione delle indennità di trasferta per le Forze dell’ordine e per le Forze armate, insieme a una deroga alle regole sui rimborsi introdotte dalla legge di bilancio 2025. L’obbligo di pagamento elettronico per vitto e alloggio non si applica a questi comparti, che potranno continuare a utilizzare il contante, con efficacia retroattiva.
In materia di immigrazione il decreto elimina l’automatismo del patrocinio gratuito per i cittadini extra Unione europea nei ricorsi contro i provvedimenti di espulsione, abrogando le disposizioni del Dpr 115 del 2002 che prevedevano l’accesso al beneficio senza verifica reddituale. Viene inoltre introdotto un obbligo di collaborazione per detenuti e internati stranieri ai fini dell’accertamento dell’identità , con la richiesta di esibire documenti e informazioni su età , cittadinanza e Paesi di transito. I dati confluiscono nella cartella personale prevista dall’ordinamento penitenziario e il mancato adempimento diventa un elemento valutabile nei procedimenti successivi.
Il decreto amplia anche le facoltà del Governo nella gestione dei Centri di permanenza per il rimpatrio (Cpr), consentendo deroghe procedurali fino al 31 dicembre 2028 per accelerare la costruzione, l’ampliamento e la gestione delle strutture. Le deroghe restano comunque circoscritte, escludendo le norme penali, la disciplina antimafia e i vincoli derivanti dall’appartenenza all’Unione europea, con il possibile supporto della vigilanza collaborativa dell’Anac (Autorità nazionale anticorruzione).
Sul fronte delle tutele penali il decreto interviene direttamente sul Codice penale, integrando l’articolo 583-quater e includendo nuove categorie protette. Oltre ai pubblici ufficiali, ai sanitari e agli arbitri sportivi, vengono ora tutelati dirigenti scolastici, docenti e personale ferroviario impegnato nella sicurezza e nel controllo dei servizi. Le pene previste arrivano fino a 16 anni di reclusione per le lesioni gravissime. Il rafforzamento della tutela per il personale ferroviario è stato più volte sollecitato dal vicepremier e ministro dei Trasporti Matteo Salvini, anche alla luce di gravi episodi di violenza avvenuti negli ultimi mesi.
La protezione degli arbitri, già introdotta con il decreto 30 giugno 2025 n. 96, torna al centro del dibattito dopo l’aumento delle aggressioni nel calcio professionistico e dilettantistico, come ricordato dal ministro dello Sport Andrea Abodi. Il decreto affronta inoltre la violenza giovanile, introducendo sanzioni fino a 1.000 euro per i genitori dei minori che reiterano reati dopo un ammonimento e rafforzando le misure contro le cosiddette gang organizzate. Sono previste pene da 10 a 25 anni di reclusione e multe fino a 9.000 euro per rapine aggravate con esplosivi, armi o sostanze nocive. In materia di armi bianche viene vietato il porto senza giustificato motivo di coltelli con lama superiore a 8 centimetri, con responsabilità estesa ai genitori in caso di minori e sanzioni per i venditori che non rispettano il limite di età .
Per sostenere l’attuazione delle nuove norme il decreto prevede due concorsi straordinari nella Polizia di Stato, con 1.800 posti di ispettore superiore nel 2026 e 2.400 nel 2027. L’insieme delle misure disegna un quadro di rafforzamento della sicurezza pubblica, combinando interventi penali, amministrativi e finanziari, in un equilibrio che continua a suscitare un confronto acceso tra maggioranza e opposizioni.

Giornalista pubblicista, ex direttore di una precedente testata e attuale direttore di Mediterranea24.









