Sintesi
Il 17 aprile 2026 a Cossombrato (piccolo comune della provincia di Asti in Piemonte) un uomo di 59 anni ha tolto la vita all’ex moglie e al suo nuovo partner con un attrezzo agricolo in un fossato. Il giorno seguente si è recato al castello locale lasciando un messaggio scritto e si è tolto la vita lanciandosi dalla torre. I corpi delle vittime sono stati trasferiti per accertamenti medico-legali mentre quello dell’uomo è stato portato al cimitero. Le indagini dei Carabinieri, coordinate dalla Procura della Repubblica, proseguono senza al momento ulteriori atti pubblici oltre ai primi verbali. Le autorità locali hanno espresso cordoglio sottolineando l’inserimento sociale dell’uomo.

Articolo
Nel territorio del basso Monferrato, in provincia di Asti, si è verificato un episodio nel piccolo comune di Cossombrato che ha sgomento una comunità di circa 500 residenti. Il 17 aprile 2026 Astrit Koni, cittadino di origine albanese di 59 anni residente in Italia da oltre 20 anni e conosciuto come “Arturo”, ha assassinato l’ex coniuge Drita Mecollari, 55 anni, e il compagno di lei Bardhok Gega, 57 anni, anch’essi connazionali. L’aggressione è avvenuta in un fossato vicino ad alcune arnie che la coppia stava sistemando, utilizzando una roncola, ovvero un attrezzo agricolo da taglio.

Successivamente ai due omicidi, l’uomo si è diretto verso il castello cinquecentesco del paese, struttura alla quale aveva accesso per motivi professionali, dove ha lasciato un biglietto con la frase “Mi hai rovinato la vita in questi 15 anni, ma adesso è finita”. Il giorno seguente, 18 aprile 2026, nel primo pomeriggio, ha posto fine alla propria esistenza gettandosi dalla torre dell’edificio.

I corpi delle due vittime sono stati rinvenuti con ferite compatibili con l’arma utilizzata e trasferiti presso una struttura ospedaliera per gli esami autoptici disposti dall’Autorità giudiziaria. Il corpo dell’autore del gesto è stato invece condotto direttamente al cimitero. Le indagini sono condotte dai Carabinieri e coordinate dalla Procura della Repubblica con l’obiettivo di ricostruire in modo puntuale la sequenza degli eventi. Al momento non risultano ulteriori atti giudiziari pubblici oltre ai verbali iniziali di sopralluogo e sequestro, e non emergono piste alternative rispetto alla dinamica già delineata.
La sindaca di Cossombratone, Elsa Ormea, ha manifestato il dolore e lo stupore collettivo della cittadinanza, descrivendo l’uomo come una persona ben inserita nel contesto sociale e lavorativo, evitando però valutazioni sulle relazioni personali. Analogo sgomento è stato espresso dal parroco don Lorenzo, che lo considerava integrato ma riservato riguardo alla sfera privata.
L’opinione
Dovrebbe dare da pensare, come anche in altri casi, che a distanza di tempo, anche con condizioni mutate rispetto a prima, si arriva persino ad uccidere e con violenza, fino anche a suicidarsi. Non può essere unicamente un problema culturale, di patriarcato, ecc. Se così fosse, molti più cosiddetti delusi in amore sarebbero assassini/e. Ne avevo scritto in passato, ci dovrò ritornare.

Giornalista pubblicista, ex direttore di una precedente testata e attuale direttore di Mediterranea24.



