Consiglio dei Ministri: scuola 61.979 assunzioni, sconto sul diesel, Campi Flegrei, IA, disabilità e Giustizia

Il Consiglio dei ministri n. 185 ha riunito interventi urgenti, riforme da sottoporre al Parlamento e decreti europei giunti in fasi differenti

Sintesi

Il 4 agosto 2026 si è tenuta a Palazzo Chigi una riunione del Consiglio dei ministri caratterizzata da un’agenda particolarmente ampia. Sono stati esaminati un decreto urgente, alcuni disegni di legge e numerosi decreti legislativi, alcuni in via preliminare e altri in forma definitiva. Non tutti i provvedimenti, pertanto, sono già entrati in vigore. In termini semplici, il Governo ha approvato decisioni che seguono percorsi diversi: alcune potranno produrre effetti in tempi brevi, mentre altre dovranno ancora ottenere pareri, passare dal Parlamento oppure essere pubblicate ufficialmente.

Il decreto urgente ha interessato la funzionalità delle Amministrazioni pubbliche e degli Enti territoriali, le conseguenze della crisi sismica dei Campi Flegrei e la proroga della riduzione applicata al prezzo del gasolio. Sono state previste ulteriori risorse per gli edifici danneggiati, l’assistenza alla popolazione, le verifiche tecniche e il potenziamento del personale impegnato nell’emergenza. In parole pvere, sono stati stanziati altri fondi per aiutare famiglie, Comuni e strutture pubbliche dell’area flegrea, mentre è stato prolungato soltanto lo sconto sul diesel e non quello sulla benzina.

Per la scuola è stato autorizzato un contingente complessivo di 61.979 assunzioni a tempo indeterminato per l’anno scolastico 2026/2027. I posti riguardano dirigenti, docenti, insegnanti di sostegno, personale educativo, insegnanti di religione cattolica e lavoratori amministrativi, tecnici e ausiliari. I sindacati hanno tuttavia contestato il numero destinato a quest’ultima categoria, ritenendolo molto inferiore alle effettive disponibilità. In pratica, entreranno in ruolo quasi 62.000 lavoratori, ma nelle segreterie, nei laboratori e nei servizi scolastici resteranno numerosi posti vacanti.

Sul versante universitario è stato rafforzato il riconoscimento dei titoli dell’alta formazione artistica e musicale, mentre 2 provvedimenti hanno adeguato l’ordinamento italiano alle regole europee sull’intelligenza artificiale. Un altro testo ha avviato il recepimento della Carta europea della disabilità e del contrassegno europeo per il parcheggio. In sostanza, i diplomi artistici e musicali dovranno avere un riconoscimento più chiaro, l’impiego dell’intelligenza artificiale sarà sottoposto a regole nazionali più precise e le persone con disabilità potranno disporre di documenti riconoscibili negli altri Paesi europei.

Il Governo ha inoltre varato un disegno di legge per rivedere la responsabilità delle società e degli enti derivante dalla commissione di reati, ha avviato il riordino delle funzioni della Corte dei conti e ha approvato un progetto destinato a rafforzare la capacità di difesa nazionale. I primi 2 interventi hanno già suscitato osservazioni e contestazioni negli ambienti giudiziari. In termini semplici, si vogliono cambiare le regole applicabili alle imprese coinvolte in procedimenti penali e all’Organo che controlla l’uso del denaro pubblico, ma il contenuto definitivo dovrà ancora essere valutato e completato.

Sono stati infine approvati il disegno di legge annuale per il recepimento delle disposizioni europee e diversi testi riguardanti i prodotti difettosi, le prove elettroniche, l’imposta nell’economia digitale, la qualità dell’aria, la giustizia tributaria e la fiscalità regionale e locale. È stato esaminato anche l’adeguamento dello Statuto valdostano sulle concessioni d’acqua. In parole semplici, una parte consistente della riunione è servita ad aggiornare le regole italiane alle decisioni europee e a completare diversi capitoli della riforma fiscale.

Articolo

Il 4 agosto 2026 si è riunito a Palazzo Chigi (sede della Presidenza del Consiglio) il Consiglio dei ministri (Cdm) n. 185, presieduto da Giorgia Meloni (presidente del Consiglio e leader di Fratelli d’Italia). Al termine hanno illustrato i principali provvedimenti Nello Musumeci (ministro per la Protezione civile e le Politiche del Mare, esponente di Fratelli d’Italia), Paolo Zangrillo (ministro per la Pubblica amministrazione, appartenente a Forza Italia), Anna Maria Bernini (ministra dell’Università e della Ricerca, esponente di Forza Italia), Alessandra Locatelli (ministra per le Disabilità, appartenente alla Lega) e Francesco Paolo Sisto (viceministro della Giustizia, esponente di Forza Italia).

L’ampiezza dell’ordine del giorno richiede una distinzione essenziale. Il decreto-legge adottato per ragioni di necessità e urgenza acquisterà efficacia dopo la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale, ma dovrà essere convertito dalle Camere entro 60 giorni. I disegni di legge, invece, non hanno ancora modificato l’ordinamento e dovranno seguire l’esame parlamentare. Gli schemi di decreto legislativo approvati preliminarmente saranno sottoposti ai pareri o alle intese previste e torneranno successivamente al Governo. Anche quelli approvati definitivamente dovranno essere emanati dal presidente della Repubblica e pubblicati prima di produrre gli effetti stabiliti dai singoli testi.

Il primo provvedimento ha raccolto disposizioni urgenti per la Pubblica amministrazione (PA), gli Enti territoriali, la Protezione civile e le politiche del mare. All’interno è stata inserita anche la proroga della riduzione del prezzo del gasolio, quantificata in circa 17 centesimi al litro, imposta sul valore aggiunto compresa, fino al 25 agosto 2026. L’intervento, dal costo stimato in circa 245 milioni di euro, ha riguardato esclusivamente il diesel e non la benzina.

Una parte rilevante del decreto è stata destinata ai Campi Flegrei (ampia caldera vulcanica situata a ovest di Napoli), interessati da una prolungata crisi bradisismica e da nuove scosse registrate tra il 31 luglio e il 1° agosto. Il Governo ha previsto ulteriori 100 milioni di euro, l’innalzamento dal 50% al 70% del contributo pubblico per gli interventi sugli immobili danneggiati, l’ampliamento dei periodi sismici considerati e il sostegno alle famiglie costrette ad abbandonare le abitazioni.

Secondo i dati illustrati durante la conferenza, sono stati dichiarati inagibili o evacuati 395 edifici. Sono state completate 227 verifiche a fronte di 1.182 domande e sono state aggiunte 36 squadre tecniche. Le persone coinvolte sono circa 700, delle quali 568 hanno trovato autonomamente una sistemazione. Il decreto ha inoltre rafforzato il contributo di autonoma sistemazione (CAS), aumentato il personale utilizzabile dalle Amministrazioni locali e ampliato i poteri del commissario incaricato della ricostruzione.

Per il pubblico impiego sono state modificate le regole riguardanti il pagamento delle ferie non godute alla cessazione del rapporto. L’indennità potrà essere esclusa soltanto quando il lavoratore abbia scelto deliberatamente di non usufruire del riposo, pur essendo stato posto concretamente nella condizione di farlo. La modifica recepisce l’orientamento espresso il 18 gennaio 2024 dalla Corte di giustizia dell’Unione europea nella causa riguardante un ex dipendente del Comune di Copertino (comune della provincia di Lecce, nella regione Puglia). I Giudici europei hanno chiarito che le dimissioni volontarie non bastano, da sole, a cancellare il diritto economico maturato.

Lo stesso decreto ha ampliato alcuni margini di spesa per il personale degli Enti locali, ha introdotto misure per le amministrazioni finanziariamente in difficoltà, ha affrontato la posizione dei docenti delle scuole paritarie in attesa del conseguimento dell’abilitazione e ha autorizzato 500 assunzioni nelle Forze di polizia a partire dal dicembre 2026. Nel corso della conferenza è stata citata anche una soluzione temporanea per il personale che ha maturato almeno 36 mesi di servizio, ma il suo esatto campo di applicazione dovrà essere verificato sul testo pubblicato.

Nel settore scolastico, le procedure amministrative erano già state avviate prima della riunione governativa. Con il decreto ministeriale n. 136 del 10 luglio 2026 erano state infatti autorizzate e ripartite tra le regioni 46.642 immissioni in ruolo di docenti, da effettuare sui posti vacanti e disponibili dopo le operazioni di mobilità. In pratica, le assunzioni saranno effettuate soltanto sulle cattedre rimaste libere dopo trasferimenti, passaggi di ruolo e spostamenti dei docenti già assunti, quindi prima si sistemano gli insegnanti già di ruolo e poi i posti ancora vuoti vengono assegnati ai nuovi assunti.

Il contingente è stato determinato in 61.979 unità complessive: 346 dirigenti scolastici; 46.642 docenti, dei quali 10.810 destinati al sostegno; 79 unità di personale educativo; 2.628 insegnanti di religione cattolica; 12.284 lavoratori ATA (personale amministrativo, tecnico e ausiliario). L’autorizzazione non equivale automaticamente alla sottoscrizione di tutti i contratti, poiché le nomine dovranno essere concluse attraverso le graduatorie e le procedure previste e nei limiti dei posti effettivamente disponibili.

Giuseppe Valditara (ministro dell’Istruzione e del Merito, esponente della Lega) ha presentato l’intervento come un investimento destinato a dare maggiore stabilità alle scuole, garantire continuità didattica e valorizzare il personale. In riferimento ai 10.810 insegnanti di sostegno ha parlato di “un passo fondamentale per garantire davvero il diritto allo studio agli studenti con disabilità”.

La valutazione sindacale è stata molto più critica per il personale non docente. Gianna Fracassi (segretaria generale della FLC CGIL, Federazione lavoratori della conoscenza della Confederazione generale italiana del lavoro) ha definito la scelta “grave e miope”, poiché le 12.284 assunzioni autorizzate coprirebbero soltanto una parte dei 33.981 posti vacanti e ne lascerebbero scoperti più di 21.000, pur essendo già finanziati. La contestazione riguarda quindi la distanza tra il numero dei posti formalmente liberi e il contingente che potrà essere trasformato in rapporti stabili.

Nel comparto universitario è stato affrontato il riconoscimento dei titoli rilasciati dalle istituzioni dell’AFAM (Alta formazione artistica, musicale e coreutica). L’intervento mira ad attribuire ai diplomi una corrispondenza più chiara con le lauree, superando difficoltà che negli anni hanno limitato il riconoscimento accademico e professionale in Italia e all’estero. La ministra dell’università e della ricerca Anna Maria Bernini, ha sostenuto che la misura dovrebbe risolvere una persistente disparità nei confronti di conservatori, accademie di belle arti e istituti superiori per le industrie artistiche.

Un altro nucleo centrale ha riguardato l’intelligenza artificiale (IA). Il Consiglio ha approvato definitivamente 2 decreti legislativi di adeguamento al regolamento dell’Unione europea (UE) 2024/1689, conosciuto come AI Act (regolamento europeo sull’intelligenza artificiale), la cui disciplina generale è divenuta applicabile dal 2 agosto 2026, dopo un’entrata in vigore progressiva iniziata negli anni precedenti.

Il primo testo riguarda l’impiego dei sistemi automatizzati nelle attività di Polizia e le conseguenze civili e penali derivanti dal loro utilizzo. Il secondo disciplina i poteri delle Autorità nazionali, la vigilanza e l’inserimento dell’intelligenza artificiale nei percorsi di formazione. Il Garante per la protezione dei dati personali, in un parere del 29 luglio 2026, aveva espresso una valutazione favorevole accompagnata dalla richiesta di garanzie più rigorose, soprattutto nel trattamento dei dati biometrici e nelle attività capaci di incidere sui diritti fondamentali.

È rimasto invece all’esame preliminare il decreto legislativo destinato a recepire la direttiva europea sulla Carta della disabilità e sul contrassegno europeo di parcheggio. La disciplina nasce dall’esigenza di consentire il riconoscimento reciproco della condizione di disabilità e delle agevolazioni connesse durante i soggiorni temporanei negli altri Stati membri. Sono previste versioni fisiche e digitali, caratteristiche comuni di sicurezza e una maggiore uniformità dei documenti. Il testo italiano dovrà ancora completare il proprio percorso prima di diventare operativo.

Sul fronte della Giustizia è stato approvato un disegno di legge per la revisione del decreto legislativo n. 231 dell’8 giugno 2001. La disciplina, introdotta dopo la legge delega n. 300 del 2000 e collegata agli impegni internazionali ed europei contro la corruzione, ha attribuito agli Enti e alle società una responsabilità amministrativa dipendente da determinati reati commessi nel loro interesse o vantaggio. Le conseguenze possono comprendere sanzioni economiche, misure interdittive, confisca e pubblicazione della sentenza.

Il progetto governativo punta a rendere più chiari i presupposti della responsabilità, alleggerire gli adempimenti ritenuti sproporzionati, tutelare la continuità aziendale e impedire che il coinvolgimento di singoli amministratori determini automaticamente la paralisi dell’impresa e ricadute sui lavoratori. Questi sono, tuttavia, gli obiettivi dichiarati dall’Esecutivo: la formulazione definitiva dipenderà dal successivo dibattito parlamentare.

Sul medesimo terreno è intervenuta recentemente la Corte di cassazione con la sentenza n. 5357, depositata il 10 febbraio 2026. In una vicenda riguardante un infortunio sul lavoro, i Giudici hanno ribadito che l’interesse e il vantaggio dell’ente sono criteri alternativi e che non devono necessariamente essere riscontrati nella condotta di ogni singolo soggetto coinvolto. La pronuncia conferma quanto sia delicato delimitare la responsabilità della persona giuridica rispetto a quella individuale degli autori del reato.

È stato approvato in via preliminare anche il decreto legislativo di riordino delle funzioni della Corte dei conti, predisposto in attuazione della legge n. 1 del 7 gennaio 2026. Il testo dovrà essere trasmesso alla Conferenza unificata, alla Conferenza Stato-Regioni e alle commissioni parlamentari competenti, prima di tornare in Consiglio per l’esame conclusivo.

L’Associazione magistrati della Corte dei conti ha espresso forte preoccupazione, sostenendo che alcune soluzioni potrebbero comprimere l’autonomia della Magistratura contabile e indebolire il sistema di controllo sulla gestione delle risorse pubbliche. Si tratta della posizione dell’Organismo rappresentativo dei Magistrati e non di un giudizio già pronunciato sulla legittimità del futuro decreto.

Un ulteriore disegno di legge ha riguardato il rafforzamento e l’adeguamento della capacità di difesa nazionale. L’obiettivo generale è aggiornare organizzazione, personale, disponibilità operativa e strumenti delle Forze armate in rapporto al mutato quadro internazionale. Anche in questo caso non è stata approvata una disciplina immediatamente efficace: il progetto dovrà essere presentato alle Camere, che potranno modificarlo durante l’iter.

Il Consiglio ha inoltre adottato il disegno di legge di delegazione europea 2026, strumento periodico attraverso il quale il Parlamento autorizza il Governo a recepire direttive e ad adeguare l’ordinamento agli atti dell’Unione. L’approvazione governativa rappresenta soltanto l’avvio del procedimento, poiché la legge dovrà essere discussa e votata da Camera e Senato.

In via preliminare è stato esaminato il decreto sulla responsabilità per danno da prodotti difettosi, destinato a sostituire il sistema europeo risalente al 1985. Le nuove regole estendono la tutela alle tecnologie contemporanee, comprendendo programmi informatici, aggiornamenti digitali e sistemi basati sull’intelligenza artificiale. La disciplina europea si applicherà ai prodotti immessi sul mercato o messi in servizio dopo il 9 dicembre 2026.

È stato invece approvato definitivamente l’adeguamento al regolamento europeo sugli ordini di produzione e conservazione delle prove elettroniche. Il cosiddetto sistema e-evidence (prove elettroniche) consentirà alle Autorità giudiziarie di richiedere direttamente a determinati prestatori di servizi dati informatici necessari nei procedimenti penali, anche quando siano conservati in un altro Stato membro. Il regolamento europeo diventerà applicabile dal 18 agosto 2026.

Sono rimasti all’esame preliminare il recepimento delle nuove regole IVA per l’economia digitale e la direttiva sulla qualità dell’aria. Il primo intervento fa parte della riforma europea denominata VAT in the Digital Age (IVA nell’era digitale), che introduce gradualmente fatturazione elettronica, comunicazioni digitali e nuove modalità per le operazioni transfrontaliere. Il secondo aggiorna gli obiettivi di riduzione degli inquinanti e dovrà essere recepito entro l’11 dicembre 2026.

In materia fiscale sono stati approvati definitivamente 3 decreti legislativi: il primo ha riordinato la giurisdizione tributaria; il secondo ha corretto le disposizioni relative alle imposte sui redditi, alle successioni e donazioni, all’IVA, alle accise, ai controlli, all’adempimento collaborativo e alle semplificazioni; il terzo ha disciplinato i tributi regionali e locali e il federalismo fiscale regionale. Maurizio Leo (viceministro dell’Economia e delle Finanze, esponente di Fratelli d’Italia) ha presentato questi provvedimenti come il completamento dell’attuazione della delega fiscale, valutazione che dovrà essere verificata dopo l’emanazione e la pubblicazione dei testi definitivi.

Nota

Nei giorni seguenti si cercherà di entrare più nel dettagli per ogni singolo decreto legge.