Collaboratore scolastico catanese ai domiciliari per aver manipolato con l’IA foto di studentesse minori

L’inchiesta della Polizia postale, scaturita da una segnalazione transoceanica, ha smascherato una vasta raccolta di materiale illecito, confermando il drammatico aumento del fenomeno dei deep nude e l’efficacia della nuova norma penale introdotta nel 2025

Sintesi

Un collaboratore scolastico di 58 anni impiegato in una scuola media della provincia di Catania è stato arrestato in flagranza e poi posto agli arresti domiciliari dopo che la Polizia postale ha rinvenuto nei suoi dispositivi immagini pedopornografiche reali e artificiali. Egli fotografava di nascosto le alunne e le spogliava digitalmente con strumenti di intelligenza artificiale inserendo il proprio volto accanto a loro. La segnalazione iniziale è giunta dal National Centre for Missing and Exploited Children (Centro nazionale per i bambini scomparsi e sfruttati) al Centro nazionale di contrasto della pedopornografia online di Roma e ha portato all’indagine etnea. L’associazione Meter ha documentato 8.213 minorenni vittime di simili manipolazioni nel solo 2025. La legge sull’intelligenza artificiale approvata a settembre 2025 e vigente dal 10 ottobre dello stesso anno ha introdotto l’articolo 612-quater del codice penale che punisce la diffusione illecita di contenuti alterati con reclusione da uno a cinque anni.

Articolo

Un uomo di 58 anni che prestava servizio come collaboratore scolastico in un istituto secondario della provincia etnea è finito agli arresti domiciliari dopo un’operazione della polizia postale di Catania che ha rivelato una collezione agghiacciante di file illegali. Tutto è cominciato con una segnalazione arrivata dagli Stati Uniti attraverso il National Centre for Missing and Exploited Children (Centro nazionale per i bambini scomparsi e sfruttati). L’organizzazione non governativa americana ha trasmesso l’allarme al Centro nazionale di contrasto della pedopornografia online del Servizio polizia postale di Roma che a sua volta ha girato gli elementi agli investigatori siciliani. Il pool di Magistrati specializzati nei reati contro le fasce deboli ha coordinato l’inchiesta che ha condotto gli agenti direttamente nell’abitazione dell’indagato.

Durante la perquisizione gli specialisti cibernetici hanno sequestrato diversi dispositivi nei quali erano conservate fotografie scattate all’interno della scuola a insaputa delle studentesse minorenni. Quegli stessi scatti erano stati poi elaborati con software di intelligenza artificiale reperiti in loco in modo da rimuovere gli indumenti e da accostare il volto dell’uomo alle figure denudate simulando una vicinanza intima. Oltre a queste immagini manipolate i dispositivi contenevano un vasto archivio di materiale pedopornografico tradizionale raffigurante anche vittime in età infantile; la presenza di tale contenuto ha fatto scattare immediatamente l’arresto in flagranza di reato convalidato dal giudice per le indagini preliminari di Catania. Gli inquirenti hanno ricostruito che le foto alterate erano finite online e forse anche in ambienti più oscuri della rete raggiungendo utenti in ogni parte del mondo. In questo modo le alunne ignare erano diventate oggetto di attenzione da parte di innumerevoli individui dediti allo sfruttamento digitale.

In questo contesto assume rilievo la legge quadro sull’intelligenza artificiale numero 132 del 23 settembre 2025 pubblicata in Gazzetta ufficiale il 25 settembre e entrata in vigore il 10 ottobre 2025. La norma ha inserito nel codice penale l’articolo 612-quater (illecita diffusione di contenuti generati o alterati con sistemi di intelligenza artificiale) che sanziona con la reclusione da uno a cinque anni chiunque diffonda senza consenso immagini video o voci falsificate o modificate tramite sistemi di intelligenza artificiale idonei a ingannare sulla loro autenticità e tali da provocare un danno ingiusto alla persona raffigurata. Il reato è perseguibile a querela della vittima salvo quando il fatto si collega ad altro delitto o coinvolge persone incapaci per età o infermità oppure autorità pubbliche nell’esercizio delle loro funzioni: in questi casi si procede d’ufficio come accaduto per il collaboratore scolastico catanese.