Sintesi
La Regione Siciliana ha destinato 735.000 euro ai festival e alle rassegne cinematografiche dell’Isola attraverso l’avviso pubblico triennale 2025-2027 della Sicilia Film Commission (struttura regionale per il sostegno e la promozione del cinema e dell’audiovisivo), finanziando 27 manifestazioni sulla base di punteggi, criteri tecnici e disponibilità di bilancio. Le domande presentate dagli organizzatori superavano 1,03 milioni di euro, ma la dotazione effettiva ha imposto una riduzione proporzionale dei contributi rispetto alle somme richieste. In testa alla graduatoria si colloca il Sole Luna Doc Film Festival, seguito dal Salina Doc Fest e dall’Ortigia Film Festival-Off 18, mentre altri eventi consolidati ottengono importi inferiori alla soglia massima di 50.000 euro prevista dal bando. Tra i beneficiari figurano anche Sicilia Queer Filmfest, SiciliAmbiente Film Festival, Horcynus Festival, Milazzo Film Festival, Festival della Comunicazione e del Cinema Archeologico, Messina Opera Film Festival, Efebo d’Oro, Animaphix, Versi di Luce, Magma, Sorsi Corti, Costaiblea Film Festival, Catania Film Fest, Marsala Film Festival, Festival dei Circoli del Cinema, Paladino d’Oro Sport Film Festival, Nations Award e Cici Film Festival. Gli importi più bassi riguardano iniziative come Via dei Corti, Un Mare di Cinema e Sicily International Short League 2026 del Comune di Pedara, mentre Ciak Scuola Film Fest e Racconti d’Estate-Cinema in piazza restano escluse per il mancato raggiungimento del punteggio minimo. Il nuovo sistema, fondato su una procedura comparativa, si distingue dai precedenti finanziamenti ottenuti da alcune iniziative attraverso emendamenti dell’ARS, comunemente definiti emendamenti-mancetta.

Articolo
La Regione Siciliana ha assegnato 735.000 euro a festival e rassegne cinematografiche attraverso un bando pubblico della Sicilia Film Commission, finanziando 27 manifestazioni distribuite in diverse aree dell’Isola. Il passaggio è significativo perché sposta l’erogazione delle risorse su una procedura fondata su punteggi, criteri tecnici e valutazioni comparative, superando almeno in questa linea di intervento la logica dei contributi concessi direttamente tramite emendamenti dell’ARS, spesso definiti emendamenti-mancetta per indicare somme distribuite con finalità territoriali o particolari senza una selezione aperta.

Le richieste complessive presentate dagli organizzatori superavano 1,03 milioni di euro, mentre la dotazione disponibile era pari a 735.000 euro. La differenza tra fabbisogno richiesto e stanziamento effettivo ha determinato una riduzione proporzionale dei contributi, con importi spesso inferiori a quelli attesi e, in diversi casi, più contenuti rispetto alle somme che alcune iniziative avevano ottenuto negli anni precedenti attraverso canali politici o finanziamenti straordinari. In cima alla graduatoria si colloca il Sole Luna Doc Film Festival, al quale vengono assegnati oltre 42.000 euro. Subito dopo figurano il Salina Doc Fest, con poco più di 41.000 euro, e l’Ortigia Film Festival-Off 18, con quasi 41.000 euro. Tra i contributi più rilevanti rientrano anche il Sicilia Queer Filmfest, con 38.600 euro, il SiciliAmbiente Film Festival, con 37.000 euro, l’Horcynus Festival, con 36.000 euro, e il Milazzo Film Festival, anch’esso con 36.000 euro.

La graduatoria comprende inoltre il Festival della Comunicazione e del Cinema Archeologico, il Messina Opera Film Festival, il 48° Efebo d’Oro, Animaphix, Versi di Luce, Magma, Sorsi Corti, il Costaiblea Film Festival, il Catania Film Fest, il Marsala Film Festival, il Festival dei Circoli del Cinema, il Paladino d’Oro Sport Film Festival, il Nations Award e il Cici Film Festival. Il quadro conferma una distribuzione ampia, ma non uniforme, perché la misura finale dipende dal punteggio ottenuto, dall’importo richiesto, dal limite massimo previsto e dalla necessità di ricondurre tutte le assegnazioni entro il tetto complessivo disponibile.
Più ridotte risultano le somme destinate ad altre iniziative. Il festival indipendente Via dei Corti riceve meno di 9.000 euro, Un Mare di Cinema ottiene 12.700 euro e il Comune di Pedara supera di poco 13.000 euro per il Sicily International Short League 2026. Anche manifestazioni già strutturate e riconoscibili restano lontane dalla soglia dei 50.000 euro, che rappresenta il limite massimo previsto dall’avviso pubblico e non una somma automaticamente garantita a chi presenta domanda.
La procedura nasce dall’avviso triennale 2025-2027, approvato dal Dipartimento regionale Turismo, sport e spettacolo. Il bando stabilisce che le manifestazioni devono svolgersi in Sicilia, avere carattere pluriennale e dimostrare una continuità almeno quinquennale nel territorio. Il contributo può coprire fino al 60% del costo complessivo ammissibile e non può superare 50.000 euro per ciascun beneficiario. Le spese riconoscibili riguardano personale, logistica, proiezioni, supporti tecnici, comunicazione, ospitalità , direzione organizzativa, direzione artistica, rendicontazione e asseverazione, cioè la verifica contabile e documentale dei costi sostenuti.
La commissione di valutazione, nominata dall’amministrazione regionale e guidata nell’ambito del Dipartimento dalla dirigente generale Margherita Rizza, ha esaminato le domande sulla base dei criteri indicati dal bando. Il punteggio massimo attribuibile è 100/100 e la soglia minima per accedere al contributo è 60/100. Proprio il mancato raggiungimento di questo limite ha portato all’esclusione di 2 manifestazioni, Ciak Scuola Film Fest e Racconti d’Estate-Cinema in piazza, che pur essendo state inserite nel percorso istruttorio non hanno superato la valutazione utile all’assegnazione delle somme.
Il meccanismo seguito dalla Regione prevede che la misura effettiva del finanziamento venga calcolata tenendo conto del punteggio conseguito, dell’importo richiesto, del massimale concedibile e del numero di domande che superano la soglia minima. Se le risorse non bastano a coprire tutte le richieste, si applica un coefficiente di correzione che riduce proporzionalmente le somme, in modo da mantenere l’intero riparto entro la dotazione disponibile. È questo passaggio tecnico a spiegare perché diversi festival, pur ammessi e valutati positivamente, ricevano contributi inferiori alle aspettative.
Rispetto al passato, il confronto con il sistema degli emendamenti parlamentari regionali è inevitabile. Le cosiddette mance dell’ARS hanno spesso finanziato eventi, feste, rassegne e iniziative territoriali attraverso interventi puntuali, senza un percorso comparativo simile a quello previsto dal bando. La nuova graduatoria, pur non eliminando ogni possibile criticità , introduce almeno un parametro leggibile: chi chiede fondi deve presentare un progetto, documentare requisiti, rispettare scadenze, superare la valutazione tecnica e rendicontare le spese.
Sul piano normativo, il procedimento si collega alla L.R. 16/2007, che ha sostenuto nel tempo la promozione delle attività cinematografiche e audiovisive in Sicilia, e alla legge 241/1990, che disciplina trasparenza, partecipazione e regole generali dell’azione amministrativa. Rileva anche il principio del soccorso istruttorio, cioè la possibilità per l’amministrazione di chiedere chiarimenti o integrazioni documentali, ma non di permettere correzioni sostanziali dopo la scadenza. In questo senso viene richiamato l’orientamento del Consiglio di Stato, secondo cui la regolarizzazione non può trasformarsi in un rimedio per aggirare obblighi essenziali del bando o violare la par condicio (parità di trattamento tra concorrenti).
Per gli organizzatori, la graduatoria rappresenta quindi un doppio messaggio. Da un lato conferma il sostegno pubblico al cinema, ai documentari, ai cortometraggi, alle rassegne culturali e alla promozione territoriale. Dall’altro chiarisce che le risorse non sono sufficienti a soddisfare integralmente tutte le domande e che la qualità progettuale, la solidità organizzativa, la storicità dell’evento, la capacità di attrarre pubblico, sponsor e partenariati diventano elementi decisivi per ottenere un contributo più alto.
Il nodo politico resta aperto. Un bando pubblico rende il riparto più trasparente rispetto alla distribuzione discrezionale delle somme, ma non risolve il problema della scarsità dei fondi e della frammentazione degli interventi. Con 735.000 euro divisi tra 27 manifestazioni, il sistema culturale siciliano riceve un sostegno diffuso ma limitato. La sfida, per i prossimi anni, sarà capire se la Regione vorrà rafforzare questa linea di finanziamento, rendere più stabili le risorse e accompagnare i festival non solo con piccoli contributi, ma con una politica organica capace di legare cinema, turismo, formazione, promozione internazionale e sviluppo dei territori.
Immagine realizzata con Ia.

Giornalista pubblicista, ex direttore di una precedente testata e attuale direttore di Mediterranea24.









