Sintesi
La Regione Siciliana ha stanziato 558 milioni di euro per creare un Fondo emergenze dedicato alle conseguenze sulla costa jonica e nell’entroterra provocate dal ciclone Harry e dalla frana di Niscemi, risorse tratte da fondi europei per il periodo di programmazione finanziaria 2021-2027 e aggiunte ai 93 milioni stanziati in precedenza. Il presidente Renato Schifani ha sottolineato l’impegno regionale per il sostegno ai cittadini, alle imprese e alle infrastrutture gravemente danneggiate, discutendo anche con il ministro delle Imprese Adolfo Urso per incentivare lo sviluppo economico locale. Il dipartimento delle Attività produttive ha aggiornato il bando dei contributi straordinari riducendo i requisiti documentali e chiarendo la possibilità di cumulare i ristori da differenti enti. L’Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente (Arera) ha deliberato la sospensione di sei mesi dei pagamenti delle bollette di luce, gas, acqua e rifiuti per famiglie e aziende delle zone colpite, con possibilità di rateizzazione successiva senza interessi. Le stime dei danni totali dell’evento atmosferico, che includono infrastrutture e mancati redditi economici, sono state valutate da fonti istituzionali su una base compresa tra oltre 740 milioni e fino a circa 2 miliardi di euro con necessità di ulteriori interventi e azioni di ricostruzione.

Articolo
La Regione Siciliana ha deciso di mettere a disposizione 558 milioni di euro per istituire un Fondo specifico destinato a gestire e mitigare gli effetti devastanti del ciclone Harry e della frana verificatasi nel territorio di Niscemi alla fine di gennaio 2026, somme che provengono dalla riprogrammazione delle risorse complementari del Fondo europeo di sviluppo regionale (Fesr) e del Fondo sociale europeo (Fse) per il periodo di programmazione 2021-2027 e che si sommano ai 93 milioni già messi a bilancio per gli interventi immediati dopo gli eventi meteorologici estremi, secondo le dichiarazioni ufficiali della Regione. Il presidente della Regione, Renato Schifani, ha evidenziato che queste risorse non sono solo un aiuto temporaneo ma l’inizio di un percorso volto a rendere strutturali le misure di sostegno per garantire la messa in sicurezza dei territori, il ripristino delle infrastrutture compromesse e l’assistenza alle famiglie, alle imprese e alle attività commerciali che hanno subito danni ingenti. Schifani, nel corso di un confronto con il ministro delle Imprese Adolfo Urso, ha altresì sollecitato che una parte dei benefici dell’iniziativa “Resto al Sud” sia indirizzata in modo mirato all’imprenditoria giovanile e femminile nelle zone ioniche e a Niscemi per favorire prospettive di sviluppo economico.

Parallelamente, su indicazione del presidente, il dirigente del dipartimento delle Attività produttive ha introdotto modifiche rilevanti all’avviso per l’erogazione dei contributi straordinari per stabilimenti balneari e altre attività economiche colpite dal ciclone, semplificando l’iter di presentazione delle domande e chiarendo le condizioni di cumulabilità dei ristori provenienti da enti differenti attraverso l’autocertificazione in luogo della perizia asseverata, con una modulistica coerente con quella adottata dalla Protezione civile nazionale in modo da facilitare l’accesso anche a eventuali nuovi fondi statali. Le richieste di contributo saranno aperte dalle ore 12 del giorno 17 febbraio alle ore 12 del giorno 27 febbraio 2026. Nel frattempo l’Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente (Arera) ha varato una misura d’urgenza che sospende per sei mesi il pagamento delle bollette di luce, gas, acqua e rifiuti per famiglie e imprese residenti nei Comuni colpiti dagli effetti del ciclone, includendo la sospensione delle procedure di distacco per morosità, con la possibilità di richiedere tale agevolazione al proprio fornitore entro il 30 aprile e la rateizzazione degli importi maturati durante tale periodo senza applicazione di interessi.

Le stime dei danni causati dall’impatto del ciclone Harry presentano numeri rilevanti: secondo dati della Protezione civile regionale e dichiarazioni istituzionali i soli danni diretti alle infrastrutture in Sicilia ammontavano inizialmente a circa 740 milioni di euro con evidenti ampliamenti della stima includendo mancati redditi e perdite economiche totali che superano la soglia di 1 miliardo e, secondo altri calcoli, anche fino a circa 2 miliardi di euro, sottolineando l’urgenza di ulteriori interventi e sostegni pubblici. Le conseguenze profonde di questi eventi estremi richiedono non solo interventi contingenti ma anche strategie di adattamento e mitigazione più robuste per fronteggiare fenomeni atmosferici sempre più intensi legati al cambiamento climatico.

Giornalista pubblicista, ex direttore di una precedente testata e attuale direttore di Mediterranea24.









