Catania. Dall’ex Auchan alla nuova Arena: 40 milioni riaprono il polo tra Plaja e aeroporto

A San Giuseppe La Rena il gruppo della famiglia Arena trasforma un centro commerciale dismesso in un nuovo spazio per spesa, servizi, ristorazione e lavoro, con interventi su energia, verde, viabilità e gestione delle acque

Sintesi

Dopo la riqualificazione de L’Arena di Misterbianco, aperta al pubblico nell’ottobre 2024, il Gruppo Arena ha completato il recupero dell’ex Auchan di San Giuseppe La Rena, quartiere alle porte sud di Catania, tra la Plaja, l’aeroporto e il Faro Biscari. Nel 2025 il progetto è entrato nella fase operativa con gli interventi di ristrutturazione dell’area, la verifica comunale sulle compensazioni ambientali, le modifiche alla viabilità e la demolizione del vecchio cavalcavia di via San Giuseppe La Rena. Il 24 giugno 2026 si è svolta la cerimonia istituzionale e il 25 giugno il nuovo polo è stato aperto al pubblico. L’investimento è di circa 40 milioni di euro, il cantiere è durato 8 mesi e ha coinvolto oltre 1.000 maestranze di più di 100 imprese. Il centro ospita il più grande SuperConveniente della Sicilia, attività commerciali, ristorazione, servizi, circa 1.500 posti auto e una navetta per l’aeroporto. Il progetto punta anche su fotovoltaico, refrigerazione a CO2, illuminazione efficiente, nuove alberature, aree verdi, pavimentazioni drenanti e reti per le acque meteoriche. Il gruppo guarda ora alle prossime aperture di Villafranca Tirrena e Aci Catena, mentre valuta nuove operazioni anche fuori dall’Isola.

Articolo

Quaranta milioni di euro per riportare vita commerciale, lavoro e servizi in un’area che per anni era rimasta legata all’immagine dell’ex Auchan di San Giuseppe La Rena. Con l’apertura de L’Arena di Catania, avvenuta al pubblico il 25 giugno 2026 dopo la cerimonia istituzionale del giorno precedente, la Fratelli Arena S.r.l., attraverso il gruppo commerciale della famiglia Arena, ha completato il secondo capitolo del progetto già avviato con Misterbianco, dove nell’ottobre 2024 era stata recuperata l’ex CittàMercato.

Il nuovo polo si trova all’ingresso sud del capoluogo etneo, nel quartiere di San Giuseppe La Rena, in una posizione strategica tra la Plaja, l’aeroporto Vincenzo Bellini e il Faro Biscari. La collocazione lo rende raggiungibile da Catania e da diversi comuni dell’area metropolitana, ma lo lega anche a una zona delicata per traffico, accessibilità, turismo, verde urbano e deflusso delle acque piovane. Proprio per questo l’intervento non è stato limitato alla ristrutturazione dell’immobile, ma ha riguardato anche il contesto esterno, con opere sulla viabilità, sul verde e sulle reti tecniche.

Il percorso amministrativo e operativo ha avuto una scansione precisa. Nel 2025 sono emerse osservazioni pubbliche sul taglio e sulla sostituzione di alberature nell’area del parcheggio. Successivamente la Direzione Politiche per l’Ambiente ed Ecologia del Comune di Catania, attraverso il Servizio Paesaggio e Verde Urbano, ha esaminato la compensazione ambientale prevista dal Regolamento comunale del verde pubblico e privato. Il 23 luglio 2025 il progetto di riqualificazione del verde e le misure compensative sono stati valutati anche dalla Consulta Comunale per il Verde, con risorse private destinate a nuove piantumazioni e interventi in aree individuate insieme all’Amministrazione.

Un altro passaggio rilevante è arrivato a settembre 2025, quando il Comune ha comunicato le modifiche temporanee alla circolazione per consentire la demolizione del cavalcavia in corrispondenza del complesso commerciale di via San Giuseppe La Rena n. 67. L’ordinanza comunale n. 746/2025 ha disposto, dal 19 al 21 settembre, la chiusura al traffico veicolare e pedonale del tratto compreso tra i civici 70 e 80, con accessi limitati ai residenti e ai veicoli diretti alle attività della zona. Sono stati indicati percorsi alternativi obbligatori verso l’aeroporto e verso il centro città, mentre la segnaletica è stata posta a carico della ditta esecutrice.

Il cantiere è stato completato in 8 mesi, con il coinvolgimento di oltre 1.000 maestranze e più di 100 imprese, soprattutto del comparto edilizio, impiantistico e degli allestimenti. A regime, il nuovo centro impiega direttamente oltre 300 persone all’interno del polo, alle quali si aggiunge l’indotto di sicurezza, manutenzione, pulizie, logistica e gestione dei servizi. Altre stime di settore portano il perimetro occupazionale complessivo oltre quota 400, segnalando l’impatto economico dell’operazione su una parte importante della città.

Il cuore commerciale è il nuovo SuperConveniente, il più grande della Sicilia, con oltre 4.100 metri quadrati di area vendita e 92 collaboratori. L’insegna raggiunge così il 40° punto vendita nell’Isola e rafforza il ruolo del gruppo nella GDO (grande distribuzione organizzata). L’offerta punta su reparti freschi, prodotti alimentari, non food (prodotti non alimentari), grandi formati per il canale Ho.Re.Ca. (hotel, restaurant e catering, cioè alberghi, ristoranti e servizi di ristorazione) e MDD (marca del distributore), ormai centrale nella strategia aziendale.

Accanto al supermercato trovano spazio ristorazione, negozi e servizi. Spazio Sapore propone caffetteria, pasticceria, gastronomia, ristorante, gelateria artigianale e aperitivi, con oltre 250 posti a sedere. Con McDonald’s e le altre attività di somministrazione, l’area food (ristorazione) arriva a circa 570 posti complessivi. Nel mix commerciale figurano Upim, Euronics Bruno, Action, Non solo sport outlet, Hobby Zoo, Acqua e Sapone, Up Level Fitness, Primadonna, Yamamay, Doppelgänger, Naima, Reale Bellezza, Occhialissimo, Roberta Gioielli e altri servizi, compreso Park Air con parcheggio e navetta da e per l’aeroporto.

Giovanni Arena, amministratore delegato e cavaliere del lavoro, ha presentato l’operazione come una scelta fondata sulla fiducia nelle potenzialità del territorio e sulla responsabilità dell’impresa. Il senso della dichiarazione è chiaro: non si tratta soltanto di recuperare un immobile, ma di restituire alla città un luogo capace di generare occupazione, qualità urbana e nuove opportunità di sviluppo. La stessa impostazione è stata ribadita nel confronto con il caso Misterbianco, considerato un successo anche sul piano commerciale, con un fatturato indicato in circa 50 milioni di euro.

Il progetto rivendica anche una forte impronta siciliana. La società sottolinea che molti produttori locali sono parte stabile dell’assortimento e che una quota rilevante dell’offerta arriva dal tessuto economico regionale. In questa prospettiva, il recupero dell’ex Auchan non viene raccontato solo come apertura di un centro commerciale, ma come investimento in una filiera che comprende fornitori, clienti, lavoratori, imprese di costruzione, impiantisti, servizi e produttori dell’Isola.

Sul fronte ambientale, la struttura è dotata di un impianto fotovoltaico da quasi 2,3 megawatt, con produzione stimata in oltre 3,3 gigawattora annui. Le centrali frigorifere utilizzano CO2 come refrigerante naturale, in linea con l’evoluzione europea sulle F-gas (gas fluorurati a effetto serra), mentre l’illuminazione LED e gli impianti ad alta efficienza contribuiscono alla riduzione dei consumi. Nell’area commerciale sono state previste nuove piante, cespugli e carrubi, insieme a interventi nel Boschetto della Plaja e nel Parco Lizzio.

La gestione delle acque meteoriche è un altro punto qualificante. Il vecchio manto d’asfalto è stato sostituito con pavimentazioni drenanti e sono state rifatte le reti delle acque bianche, con l’obiettivo di ridurre il rischio di allagamenti durante gli eventi piovosi più intensi. È un aspetto non secondario in un’area urbana che negli anni ha mostrato fragilità legate al deflusso idrico e alla pressione del traffico.

Il commento di settore ha letto l’apertura come parte di una strategia precisa: non edificare su spazi liberi, ma recuperare grandi contenitori commerciali già esistenti, spesso degradati o sottoutilizzati, e reinserirli nel tessuto urbano. È una scelta che consente di sfruttare infrastrutture, accessi e bacini di utenza già presenti, ma che richiede interventi complessi su viabilità, parcheggi, impianti, sostenibilità, verde e rapporto con i quartieri vicini.

Dopo oltre 100 anni di storia commerciale familiare e 50 anni dalla costituzione della società, il gruppo guarda ora a nuove tappe. Il 30 giugno 2026 è prevista l’apertura di una media superficie a Villafranca Tirrena, mentre a settembre dovrebbe arrivare Aci Catena. Sullo sfondo resta l’ipotesi di uno sbarco nel Nord Italia, attraverso acquisizioni o partenariati. Arena ha spiegato di non avere fretta e di voler procedere con attenzione, ma ha confermato che l’obiettivo è portare i marchi della società anche in città del Continente.